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18/04/17

mia esperienza personale sono risultata allergica a due farmaci,uno l'Antra, quello per lo stomaco,l'altro il Contramal è un'oppiaceo

mia esperienza personale sono risultata allergica a due farmaci,uno l'Antra, quello per lo stomaco,l'altro il Contramal è un'oppiaceo,per i dolori che avevo ed erano fortissimi, il medico non ci credeva, però io se non prendevo il farmaco mi spariva il sintomo che era un prurito inarrestabile, poi dopo anni mi hanno dianosticato una malattia rara, cioè le contraindicazioni ci sono e i farmaci vanno presi per necessità e per brevi periodi,adesso con i vaccini se la stessa casa farmaceutica che li produce poi controlla è come se a un macellaio chiedi se la carne fa male,ossia fidarsi non è mai scontato, per i vaccini , devo dire che facevo quello antifluenzale, ma poi il fatto che pareva dovessi ottenere chissà che, ossia vai all'asl, prendi appuntamento ecc ecc,prima me lo faceva il medico, mi sono detta :non lo faccio più, non è successo nulla sto come prima dunque?
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Non sono d'accordo con Riccardo Iacona che accusa Report di fare disinformazione sui vaccini. I vaccini stanno diventando un tabu' per alcuni giornalisti come Iacona e Formigli. Per cui non esiste controllo, non esiste test, non esiste consenso informato e chiunque sollevi un legittimo dubbio, viene bollato automaticamente come un anti-vaccinista. La trasmissione parte da una banale considerazione: perché Aifa ed ema, gli enti di vigilanza sui farmaci, si affidano per i test, alle stesse case farmaceutiche che vendono il vaccino del papilloma virus? Non è come chiedere all'oste se è buono il vino? ERGO... mancano i controlli!
Seconda considerazione. Come per ogni medicina, si valutano costi e benefici. Non somministro alla popolazione un vaccino che ha "reazioni avverse", cioè EFFETTI COLLATERALI in migliaia di casi, se il rischio di prendere quel virus è molto basso. O quanto meno è giusto informare il cittadino delle probabilità di ammalarsi senza vaccino e di quelle di ammalarsi CON il vaccino... affinché possa valutare la scelta. Si chiama CONSENSO INFORMATO. È poi ridicola la giustificazione dell'articolo condivisa da Iacona in quel sitaccio di next quotidiano e cito: "Non ci sono prove scientifiche che stabiliscono in maniera certa una correlazione causa-effetto" - che è esattamente la giustificazione che davano i produttori di sigarette per 70 anni quando un malato di cancro ai polmoni gli faceva causa. Siccome non è stato dimostrato in laboratorio che il fumo provoca cancro ai polmoni, non c'è la prova e quindi non è vero. EH NO! In medicina esiste il principio di precauzione. Non sono io che devo dimostrare che un farmaco non fa male, ma SEI TU ente di vigilanza che devi testarlo prima di autorizzarlo sul mercato.
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