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poesie di Qam

19/04/17

i social sono espressione popolare e non bisogna toccarli, bisogna risolvere i problemi e dunque la censura aggrava i problemi e le conseguenze sono la violenza

I social sono libertà d'espressione che altrimenti sarebbe come è stato finora vietato,ossia censurato dal potere, poi cito sotto una frase di un pinco pallino che testualmente dice:Dovrebbero smetterla di riprodursi come conigli.é volgare come commento,ma non lo trovo razzista, non lo ha scritto una penna acculturata, penso sia una persona normale che scrive come pensa e così mi ci metto pure io,la pensiamo in milioni d'italiani, cioè la maggioranza ,e dove sta l'inghippo? Ma nell'espressione volgare, cruenta, nella realtà è così, se fai figli senza consapevolezza e poi la soluzione è immigrare in posti come il nostro che è già strapieno di suo è solo irresponsabilità, una soluzione sarebbe educazione sessuale e contenimento nella procreazione,ma poi quì ci si imbatte nelle religioni dove tutte dicono, dettano che i figli si fanno perchè così dio vuole, adesso io mi chiedo, se un dio è quello che è, io li devo mantenere e perchè, ilo discorso è che nei paesi sottosviluppati si va a depredare ricchezze e la gente che è in più la si manda in Europa, spacciandola come lavoro a basso costo,nella realtà si comincia anche quì ad avere reazioni violente, perchè a basso costo nessuno ci vuole stare, dunque basta immigrati e fare uno sforzo per aiutare popolazioni nei luoghi dove la fame è presente, con educazione sessuale e procreazione responsabile e poi insegnare a farcela da soli,ossia agricoltura, energie rinnovabili,scuole , acqua ecc, il resto è solo spostare il problema come abbiamo potuto constatare, l'islam che si ribella e uccide è' solo un modo per contestare una socvietà che è diventata cannibale, ossia la gente non è merce, la gente deve essere protagonista della sua vita. 

Caro signor X vada cortesemente affa… come diceva Grillo. Leggo commenti al mio ultimo post sui bambini africani e trovo un commento razzista a nome di questo signor X: “Venti milioni di africani muoiono di fame? Dovrebbero smetterla di riprodursi come conigli”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/18/social-network-e-anonimato-liberta-o-irresponsabilita/3529467/

Social network e anonimato: libertà o irresponsabilità?


Caro signor X vada cortesemente affa… come diceva Grillo. Leggo commenti al mio ultimo post sui bambini africani e trovo un commento razzista a nome di questo signor X: “Venti milioni di africani muoiono di fame? Dovrebbero smetterla di riprodursi come conigli”.
La prima reazione che mi viene spontanea è mandarlo a quel paese. Lui e altri bontemponi che si firmano “millesumille” o roba del genere. Facile fare il duro quando ti nascondi dietro l’anonimato. Ma un anonimo non si merita nemmeno un insulto.
La questione, però, è più profonda. I social, si dice, sono una palestra di libertà di espressione. E’ vero, forse, in parte. Ma se chi scrive si nasconde dietro l’anonimato a me sembra che i social siano soprattutto una scuola di irresponsabilità.
Mi ha colpito quello che ha detto recentemente Marco Piagentini, sopravvissuto alla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009: noi, familiari di persone morte nell’incidente, non vogliamo odio e vendetta. Chiediamo soltanto che ci sia giustizia e siano individuati i responsabili.
Già, la RESPONSABILITÀ. Sarebbe una rivoluzione in Italia, dove i corrotti non pagano, i manager delle banche svuotano le casse e se ne vanno con liquidazioni milionarie, i politici restano in sella dopo gli errori, gli evasori si beccano i condoni e perfino gli agenti violenti spesso la fanno franca.
C’è un filo conduttore tra l’impunità che vediamo nella vita pubblica e quella che ritroviamo sui social, dove pure tanti si atteggiano a censori. E il filo conduttore è la mancanza di responsabilità per le proprie azioni e le proprie affermazioni. In Italia nessuno ci mette la faccia.
Fare i giustizieri con il viso coperto e la patata in bocca per camuffare la voce ricorda Fantozzi più che Robin Hood. Ma soprattutto: senza responsabilità, la libertà non è nulla.

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