il mio canale you tube

il mio canale you tube
musica e video amatoriali fatti da me

Elenco blog personale

02/02/26

Quel maiale di Trump, Epstein e la vera democrazia

 


Quel maiale di Trump, Epstein e la vera democrazia

Date: 2 febbraio 2026

Una rete pedofila e satanica che governa il mondo da dietro le quinte. Fino a qualche tempo fa un delirio complottista, oggi una orrenda realtà. Epstein ed i suoi complici trafficavano e abusavano minorenni con orge e porcherie varie per compiacere le perversioni di politici e miliardari del calibro di Trump, Bill Clinton, Bill Gates passando per il fratello del re d’Inghilterra e sceicchi vari, ma non solo. Dagli ultimi file emerge che praticavano anche torture e addirittura sacrifici e molti minori sarebbero stati uccisi. Un vero orrore, con gentaglia che dovrebbe marcire dietro alle sbarre ed invece domina il mondo. Tra gli ultimi nomi emersi anche Elon Musk e perfino Melania arriva da quella fogna. Ma il protagonista assoluto è Trump, sodale di Epstein che si è fatto rieleggere promettendo trasparenza e non appena ha rimesso piede alla Casa Bianca si è precipitato ad insabbiare tutto perché dentro fino al collo. Epstein l’hanno spedito all’inferno mentre Trump ha piazzato a capo del Ministero della Giustizia i suoi avvocati che nonostante la rivolta del Congresso, ancora coprono le prove più scabrose. Squallide scene da fine impero col materiale già rilasciato che conferma un sistema marcio fino al midollo che ha silenziato per decenni il grido di dolore e di giustizia delle vittime. Non uno scandalo solo morale, ma anche politico. Non si capisce dove fossero le istituzioni, dove fosse la politica, dove fosse il giornalismo. Tutti succubi, tutti venduti, tutti complici. Con masse distratte e aizzate tra loro mentre il banco vince sempre quando non solo il pensiero, ma anche il marciume, è unico. Squallide scene da fine impero e democrazia apparente con inquietanti ramificazioni internazionali. Epstein era un agente dei servizi segreti Israeliani al punto che tra i suoi ospiti più assidui c’era l’ex premier israeliano Ehud Barak. E la faccenda è molto semplice. Se hai foto e video di Trump nudo che molesta ragazzini minorenni, stai tranquillo che armi e dollari continueranno a scorrere a fiumi verso Tel Aviv e godrai di piena impunità qualunque crimine commetterai, anche un genocidio. Lo dicono le carte, Trump è compromesso. E pare che giri materiale delle sue performance pornografiche anche a Mosca ed è questo che spiegherebbe il suo ferreo putinismo. Neanche Hollywood ha mai partorito uno schifo del genere. Al timone della superpotenza americana ha fatto il bis non solo il presidente più incapace e narcisista della storia, ma anche un maiale pervertito totalmente ricattabile. Con la geopolitica e quindi i destini del mondo condizionati dalle porcherie che ha combinato. Davvero oltre ogni immaginazione e non una questione solo morale, ma anche politica. Per uscirne bisogna fare un passo oltre. Quel maiale di Trump ha lasciato tracce ovunque perché probabilmente non pensava nemmeno lui che un giorno gli americani fossero così idioti da votarlo presidente e per ben due volte. Se vi è riuscito è perché la democrazia soffre di un male che riguarda anche noi. I soldi hanno rimpiazzato i cittadini. Miliardari e lobby si sono comprati politica e informazione e spadroneggiano. Ma in fondo sono i cittadini a permetterglielo. Già, il cambiamento storico parte da dentro di noi. In troppi votano ancora abboccando a spot pubblicitari, slogan e comizi invece di approfondire e ragionare. Certo, non è facile districarsi in una propaganda ormai permanente, ma internet offre alternative. E non è nemmeno accettabile che i cittadini decidono chi votare all’ultimo minuto o si riducano a miseri tifosi di qualche capopopolo o votino per tradizioni di famiglia o abitudine. Trump è un sintono, non la causa. Se è arrivato alla Casa Bianca è grazie all’ignoranza e superficialità di molti americani e di una concezione deleteria della politica. Con l’odio verso qualche nemico immaginario che prevale perfino su verità e buonsenso. Faziosità accecante e antichissimo vizio di affidarsi a qualche uomo forte o presunto tale per sentirsi protetti da qualche paranoia o per qualche misero ritorno egoistico mentre si rimane svaccati sul divano. Va fatto un passo oltre per uscirne. In democrazia il potere appartiene al popolo e lo deve giustamente rivendicare, ma il potere implica responsabilità ed è ora di tornare ad esercitare la propria cittadinanza in maniera intelligente e consapevole. Solo così le masse non verranno più ingannate ed usate, solo così maiali come Trump finiranno in galera invece che alla Casa Bianca e solo così potremo salvare la democrazia e partendo dall’orrore di questo momento storico, costruire un futuro migliore. Già, il cambiamento storico parte da dentro di noi.

Tommaso Merlo

Rita Rapisardi C'ERA , ERA Lì, MA NESSUNO GLI HA CHIESTO NIENTE, PERCHè? IO POSSO DIRE CHE MELONI E SALVINI ADESSO MI FANNO PIù SCHIFO DI PRIMA , IO VOGLIO LA VERITà, NON LE LORO PROPAGANDE DEL CAXXO

Rita Rapisardi C'ERA , ERA Lì, MA NESSUNO GLI HA CHIESTO NIENTE, PERCHè? IO POSSO DIRE CHE MELONI E SALVINI ADESSO MI FANNO PIù SCHIFO DI PRIMA , IO VOGLIO LA VERITà, NON LE LORO PROPAGANDE DEL CAXXO


https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/01/poliziotto-pestato-torino-testimonianza-cronista-cosa-successo-prima/8276321/

Pubblico questo reportage di Rita Rapisardi, firma del Manifesto. Racconta cosa ha visto sabato a Torino.

Ognuno si faccia garbatamente la sua idea.
Andrea Scanzi
“Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque.
La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione.
Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi.
Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.
In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto.
A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi.
Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone, mi pare una avesse un'asta in mano. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello).
Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno.
Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato".
Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (anche fotografi, che non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce.
Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, possiamo parlarne di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti”.
Rita Rapisardi

29/01/26

il fact checking non è indipendente, ma serve chi comanda

 il fact checking non è indipendente, ma serve chi comanda, io voglio che la ue metta limiti a facebook, deve seguire regole in europa non americane, poi quì rubano pagine e pure profili instangram, ieri ho fatto denuncia,ma dovrebbe essere celere e permettere a chi ha subito dei torti una riparazione immediata, ma facebook se paghi lascia perdere, se non paghi devi avere poca visibilità


Mentre il No cresce nei consensi e il Si perde terreno Meta oscura, per "fact- checking", il video in cui il professore Alessandro Barbero spiega perchè voterà No al referendum sulla riforma della giustizia.
Tutto questo è una chiara manovra di governare il dibattito e limitare il confronto pubblico.
Censurare Barbero perché Meta ritiene sbagliata l'interpretazione storico politica di un intellettuale onesto, libero e senza interessi è un affronto alla democrazia e un attacco al diritto di critica.
Il video di Barbero bloccato, spostato in basso dell'algoritmo, perchè troppo virale e quindi sensibile è controllo del discorso pubblico.
In pratica è una questione politica decisa da un privato (Meta) che può scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Si censura Barbero ma si lascia libera di correre sul web la propaganda di FDI che pubblica continue bugie sul referendum dove l'unico obiettivo è restituire il primato alla politica sulla magistratura.
Il fact checking serve per smascherare le bufale e non per bloccare le opinioni politiche come è successo con Barbero paragonandolo a chi dice corbellerie come i No vax o i terrapiattisti.
Ora più che mai è fondamentale Votare No al referendum.



25/01/26

‘fact checking’: i controllori finanziati da Stati e piattaforme.GLI USA HANNO VOLUTO TRUMPONE SE LO TENGANO NOI NON SIAMO GLI USA.

 MICA CI VUOLE UN GENIO PER CAPIRE CHE SONO CONTROLLATI E NON SONO INDIPENDENTI, A ME è STATA CENSURATA UNA FOTO CHE RIPRENDEVA TRUMP E LA SUA INTERPRETE QUANDO DISSE CHE ITALIA E USA ERANO AMICI DAL TEMPO DELL'IMPERO ROMANO, è STATA CENSURATA E RITENUITA FALSITà, INVECE ERA GIRATA PER TUTTE LE TV E GIORNALI.

I fact checking

NON SONO INDIPENDENTI E FACEBOOK PARTECIPA ATTIVAMENTE ALLA POLITICA DI DESTRA E MANIPOLA IL SOCIAL A QUESTO PUINTO AVESSIMO GOVERNI CON PALLE A IN ITALIA E ANCHE NELLA UE L'AVREBBERO CHIUSO FACEBOOK ,OPPURE AVREBBE MESSO LIMITI,NON STIAMO NEGLI USA APPUNTO VENIAMO DALL'IMPERO ROMANO E PRIMA ANCORA DA GRECI E EGIZI, ASSIRI ECC, MA SIAMO MESSI COME SUDDITI DEGLI USA E A DIRE IL VERO SENTO IN GIRO NON SUI SOCIAL,MA GENTE VERA CHE HA LE PALLE STRAPIENE , NON NE POSSIAMO PIù, GLI USA HANNO VOLUTO TRUMPONE SE LO TENGANO NOI NON SIAMO GLI USA.

Dopo il caso Barbero e il video bloccato da Meta. Bufala ‘fact checking’: i controllori finanziati da Stati e piattaforme




https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/25/dopo-il-caso-barbero-e-il-video-bloccato-da-meta-bufala-fact-checking-i-controllori-finanziati-da-stati-e-piattaforme/8268178/

24/01/26

I NOSTRI AYATOLLAH Il caso di Meta, META è ANNI CHE CENSURA, CHE FA I SOLDI NELLA UE E NON PAGA LE TASSE CHE NOI TUTTI PAGHIAMO,PER ME SE è COSì MEGLIO OSCULARLA, CIOè FA PROPAGANDA PER FINI SUOI PERSONALI CHE POI SONO I SOLDI, I NOSTRI SOLDI

 

Marco Travaglio
I NOSTRI AYATOLLAH
Il caso di Meta,
il democraticissimo colosso dei social che fa capo a Zuckerberg e si permette di oscurare il video di Alessandro Barbero per il No al referendum in quanto sedicenti fact checker l’hanno definito “falso”,
la dice lunga sulla direzione imboccata dalle cosiddette democrazie occidentali.
Quelle che si stracciano le vesti perché l’Iran stacca Internet e non si accorgono che c’è una sola cosa peggiore dello shutdown della Rete: la censura selettiva.
Se un privato cittadino, nella fattispecie un docente universitario di Storia, non può far circolare il suo pensiero sul web perché altri privati cittadini, con autorevolezza e titoli di studio infinitamente più miseri dei suoi, hanno il potere non solo di contestarlo (cosa pienamente lecita), ma anche di farlo oscurare e squalificarlo con l’etichetta di “falso” come il Ministero della Verità di Orwell,
tanto vale spegnere tutto.
Il fatto poi che questi poliziotti del web scelti non si sa come (anzi si sa: si nominano da soli) decidano di bocciare un video perché troppo “virale”, cioè perché raccoglie milioni di visualizzazioni mentre le loro sbobbe non le guarda nessuno, aggiunge un tocco di farsa alla tragedia della censura.
Anche perché questi sfollagente, così allergici alle verità di Barbero, si guardano bene dall’oscurare le balle di politici e trombettieri del Sì.
A cominciare da Nordio e Meloni, cioè dagli autori della schiforma.
E, se lo fai notare, ti rispondono con supercazzole.
Tipo che i discorsi dei politici sono di per sé “notiziabili” e li giudica il pubblico. Cioè: un politico somaro può mentire quanto gli pare, mentre un prof universitario deve sottoporsi alle pagelle di gente magari ignorante come una capra, ma investita del potere censorio dai magnati del web e dai sinedri europei.
Le colpe di Barbero sarebbero tre.
1) Ha detto che i membri laici del Csm li sceglierà il governo, anziché la maggioranza parlamentare: come se in Italia non fosse la stessa cosa.
2) Ha notato che nell’Alta corte disciplinare e nei due Csm aumenterà il peso dei politici: e anche questo è vero, visto che per i 15 membri dell’Alta corte il rapporto 2 a 1 diventa 3 a 2 (un politico in più e un magistrato in meno);
e sia lì sia nei due Csm la quota togata estratta a sorte è molto più debole e disomogenea di quella laica nominata dal governo col finto sorteggio.
3) Ha previsto che questa deriva porterà i pm agli ordini dell’esecutivo: e questo lo dice pure Nordio, quando promette alla Schlein che col Sì non verranno più indagati neppure ministri di centrosinistra.
Ma per Nordio il fact checking oscurante non scatta.
E neppure per la Meloni che promette:
“Se vince il Sì, non vedremo più vergogne come Garlasco” (dove pm e giudici, a carriere unite, si contraddicono a vicenda da 19 anni).
Molto meglio gli ayatollah.
F.Q. 24 gennaio



21/01/26

COMUNQUE A ME FA SOLO SCHIFO TRUMP E CHI LO HA VOTATO Un’ora abbondante di delirio di un megalomane di nome Donald Trump che si presenta all’Europa in Europa, dal vertice di Davos, dettando l’agenda mondiale e impartendo ordini a metà tra il Padrino e un autoproclamato Imperatore,

 Siamo davanti a qualcosa che non avevamo mai visto negli ultimi 80 anni.


Un’ora abbondante di delirio di un megalomane di nome Donald Trump che si presenta all’Europa in Europa, dal vertice di Davos, dettando l’agenda mondiale e impartendo ordini a metà tra il Padrino e un autoproclamato Imperatore, pena la vendetta dell’uomo e del Paese più potente del mondo.
In uno sconcertante rovesciamento della realtà, ha dato la colpa dei dazi agli stessi Stati che ne sono vittime.
Si è presentato (ridicolmente) come l’uomo della pace nel mondo.
E tre secondi dopo ha rivendicato di fatto il possesso della Groenlandia, con le buone o con le cattive, in violazione di qualunque accordo e diritto internazionale.
Ha dichiarato di non voler usare la forza in Groenlandia, e il senso preciso di queste parole è: “Non costringetemi a usarla”.
Ha addirittura tirato fuori presunti debiti di guerra: “Abbiamo salvato la Groenlandia e la Danimarca è ingrata”.
Ha minacciato l’Europa nello stile di un boss.
A un certo punto lo ha detto chiaramente: “Vogliamo quel pezzo di ghiaccio. Potete dire di sì, come di no. Se dite di no, ce lo ricorderemo”.
Ha insultato a più riprese il suo predecessore Joe Biden.
Ha ridicolizzato Macron (“Diceva di essere un duro e invece…”).
Ha umiliato i migranti dandogli sostanzialmente degli squilibrati. Ha rivendicato le retate paramilitari dell’Ice.
In un delirio di onnipotenza, ha definito la sua America la più potente e forte della Storia.
Siamo nelle mani di una persona con un mix letale di narcisismo patologico, ego ipertrofico, manie di grandezza e di persecuzione, scarsissime conoscenze economiche, nessuna capacità diplomatica, una violenza verbale e un disprezzo delle istituzioni senza precedenti nella storia della democrazia.
Oggi Donald Trump a Davos ha appena inaugurato ufficialmente la nuova stagione degli imperi.
C’è un prima e forse non ci sarà un dopo.
Chiunque oggi non si oppone con ogni forza politica e democratica a questa minaccia per l’Umanità si auto-dichiara complice.

18/01/26

Maxine Waters lancia critiche dure contro Trump e mette in discussione la sua condotta

 


Maxine Waters lancia critiche dure contro Trump e mette in discussione la sua condotta
La deputata Maxine Waters ha pubblicato un comunicato in cui si scaglia contro il presidente Donald Trump: "Trump, capisco che tu pensi di essere il presidente ad interim del Venezuela, ma sei pazzo. Tutti sanno che hai invaso il Venezuela per rubare il suo petrolio. E vuoi annegare la Groenlandia agli Stati Uniti🇺🇸 perché tu e i miliardari che ti sostengono cercate di rubare i minerali della Groenlandia. Le tue attività sfacciate, imperialiste, ingannevoli e criminali ci stanno facendo perdere il sostegno dei nostri alleati e vederti per quello che sei realmente: un gangster criminale senza coscienza, morale o devozione per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza. Stai facendo si che il mondo si rivolti contro te e il nostro paese. Smettila di dire stupidaggini! "


10/01/26

lui è un assassino armato da trump che è un criminale, inutili parole per loro sono solo dei criminali

 Faccia di emme che ha coperto subito .




IL SUO NOME È JONATHAN ROSS E DI PROFESSIONE FA L'ASSASSINO
Il nuovo video scioccante dal telefono dell'assassino mostra le ultime parole gentili di Renee Good - e le cose ORRIBILI che ha detto dopo averla uccisa. Il filmato del cellulare personale di Jonathan Ross è stato diffuso ai media, e mostra senza dubbio che ha ucciso Renee Good come punizione per essersi rifiutato di farsi intimidire da lui. Le sue ultime parole sono state: "Va tutto bene amico, non sono arrabbiata con te. ” Poi inizia ad allontanarsi, senza rendersi conto che la sua gentilezza e il suo perdono sarebbero una condanna a morte. Per un uomo come Jonathan Ross, che ha passato la sua vita precedente ad uccidere persone in Iraq, il fatto che lei si sia rifiutata di farsi intimidire da lui, il suo rifiuto di essere sottomessa dal suo atteggiamento duro è stato inaccettabilmente castrante. Uomo insicuro e senza cuore, non sopportava di vederla sfidarlo, così l'ha uccisa.
Questo è stato chiarito da quello che ha detto subito dopo aver sparato: "F*tt*** d* una tr*** pu******!".
Uomini come Jonathan Ross si uniscono all'ICE perché vogliono essere temuti e rispettati, per imporre la loro volontà agli altri attraverso il potere della loro pistola e della loro uniforme. Quando questo non ha funzionato su questa donna attraente, non poteva permettere che lo sminuimento del suo ego rimanesse impunito, così l'ha ASSASSINATA. Questo chiarisce anche che, contrariamente a tutte le disgustose bugie dell'amministrazione Trump, Renee Good NON stava cercando di colpirlo — "Non sono arrabbiata con te" non sono le parole di qualcuno che sta per commettere un assalto veicolare. Portiamo questo mostro Ross di fronte a una giuria il prima possibile - e lasciamo che decidano loro se "ca***a di merda" mostra un intento malevolo di omicidio.
Patrizia Ekin Van 
Mostra meno

09/01/26

OGGI I SOCIAL FANNO PARTE DEL SISTEMA DI POTERE, SONO FALSATI E DUNQUE MELONI TU NON SEI CREDIBILE .MELONI:I VENEZUELANI CHE HANNO RIEMPITO I SOCIAL

 I SOCIAL NON SONO PIù CREDIBILI, SONO TAROCCATI,FALSATI,CI SONO FALSI PROFILI CHE DIETRO COMPENSO ADULANO POLITICI ED ALTRO, UNA VOLTA IL SOCIAL ERA Spontaneità, ERA PURE UNA RISATA GENUINA, CI SI PASSAVA IL TEMPO, LA CENSURA ERA MINIMA ED ERANO MIMINE PURE LE PRESENZE DEI POLITICI,DEI GIORNALI, DI TUTTO QUELLO CHE è POTERE, OGGI IL SOCIAL è SOLDI PER CHI NE è PADRONE, SE NON PAGHI NON HAI VISIBILITà E DUNQUE PAGHI PER AVERLA E CHI PAGA? CHI HA SOLDI E DUNQUE NON è PIù SOCIAL è COMMERCIO, è PUBBLICITà, OGGI DARE RETTA AI SOCIAL VUOL DIRE ESSERE DEFICIENTI,INVECE ANDATE A PRENDERE UN CAFFè NEI BAR, ANDATE AI MERCATI,PARLATE CON LA GENTE, NON DATE SOLDI ASTI STRONZI PATRON DEI SOCIAL, MAGARI CON MENO SOLDI TORNANO A FARE SOCIAL


https://www.dagospia.com/politica/la-sinistra-sempre-dalla-parte-sbagliata-storia-giorgia-meloni-contro-459880

“LA SINISTRA SEMPRE DALLA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA” – GRAZIE AI SOLITI GIORNALISTI “CANI DA GUARDIA”, GIORGIA MELONI HA L’OCCASIONE PER TIRARE UNA BADILATA ALLA CGIL E AI SINISTRATI CHE IN PIAZZA SOLIDARIZZANO CON IL DITTATORE MADURO: “VEDERE ITALIANI CHE SPIEGANO AGLI ESULI COSA VUOL DIRE ESSERE VENEZUELANI È SURREALE. LA RISPOSTA MIGLIORE L'HANNO DATA I VENEZUELANI CHE HANNO RIEMPITO I SOCIAL CON LA GIOIA E LA SPERANZA PER IL FUTURO. QUESTO MI INTERESSA. IL GIUDIZIO DI UNA SINISTRA CHE STA SEMPRE DA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA



07/01/26

Esistono notizie documentate riguardo alla condanna per traffico di droga del padre di Giorgia Meloni, Francesco (Franco) Meloni, risalenti agli anni ’90.

 Esistono notizie documentate riguardo alla condanna per traffico di droga del padre di Giorgia Meloni, Francesco (Franco) Meloni, risalenti agli anni ’90. Questi fatti sono pubblici, riportati da giornali italiani e ripresi da un’inchiesta di Report.

Franco Meloni fu arrestato alle Canarie nel 1995 , essendo stato trovato con 1500 kg di droga e fu condannato a 9 anni di carcere per traffico di stupefacenti.
Non intendo, con questo post, entrare nel merito della questione, ma solo riflettere su quanto la patriota de noantri ha oggi dichiarato riguardo all'intervento del bandito USA in Venezuela. Stando a quanto a detto, sarebbe stato legittimo bombardarle casa per eliminare il padre narcotrafficante?
Siate seri!..Vi ricordo che: Siete stati..eletti x governare il paese TUTTO..non x fare gli interessi e la SERVA DEGLI USA ‼️‼️ 
Mostra meno



05/01/26

DUE COMPLESSATI FUORI DI TESTA, GLI USA CON TRUMP SONO IN DECLINO, SONO I PAZZI A ROVINARE GLI IMPERI E TRUMP LO è PURE MELONI LO è






E’ mai possibile amici di qualsiasi estrazione siate , che alle soglie degli anni tremila , in un mondo logorato dalle guerre , frustrato da disuguaglianze sociali che dovrebbero farci vergognare , il risultato possa essere quello di aver consegnato le chiavi della esistenza umana a personaggi che parlano ancora oggi di supremazia ,di conquista , di annientamento ?
Bloccato da una super influenza mi sono inflitto la pena di ascoltare in diretta il discorso di Trump dopo il golpe in Venezuela.
Chiunque abbia misurato quelle parole ha capito che non siamo davanti ad un pazzo ( formula generica spesso autoassolvente ) ma è molto peggio : siamo chiaramente di fronte ad un soggetto con un gravissimo deficit cognitivo e quel che più spaventa e’ che sia riuscito a creare un entourage di individui di pari capacità. Se non saranno gli americani a mettere uno stop a questo soggetto l’umanita‘ intera dovrà pagarne le conseguenze .
L’Italia ormai e’considerata una dependance da Trump il quale dopo aver circonvenuto la nostra “ albergatrice “ sa che non ha neppure il bisogno di consultarla , probabilmente schifato anche lui da tanta piaggeria .
Intanto sappiate che Trump ha voluto che l.’Italia acquistasse armi e sistemi d’arma completamente di matrice Usa perché nel caso c’è ne fosse bisogno , l’America darebbe l’OK solo per usarle contro i nemici scelti da loro stessi .
Potevamo cadere in basso , ma ridotti a utili idioti degli americani non siamo che uno stupido bersaglio .

04/01/26

compera da un hanker pagine all'insaputa della proprietaria

madhu sudhan

lucia aria da bj thu  tòan quyeln kèm soat  22.07 23 thàng 12 2025


xòa lucia aria khòi  trang 22:07 23 thàng 12 ,2025


manh hùng

tinh nang cho  phèp nhan tin dang on  21:28 23 thang 12 2025  


madhu sudhan

mnh hùng dà duoc càp  toàn quyen keiem soat  16:15 22 thàng 12 2025


manh hùng da duoc them vaò trang và cò thè thuc hien càc hành dong sau day : hoat  dong trong cong dòng tin nhàn , thòng tin chi tièt ,quàng cào , noi dung ,quyèn 

16:15 22 thàng 12 2025

anna quercia


bm 250 dà duòc thèm vào trang va cò thè thuc hièn càc hành dòng sau day. doanh thu hoat dong trong cong dong  tin nhan , trong tin chi tièt, quàng càuo, noi dung ,quyen 

15.27 22 than  12 2025


A anna quercia

dà xàc nhàn quyen so hùu trang 

15:48 22  thàng 12 2025


lucia aria

dà tham gia nhòm davide amore a 5  04:48 13 thàng 2 , 2025


lucia aria

dà ròi khoì nhòm curiosando si impara 

01:54 6 thang 9 2024


traduzione

Madhu Sudhan

A Lucia Aria è stato concesso il controllo completo 22:07 23 dicembre 2025


Rimuovi Lucia Aria dalla pagina 22:07 23 dicembre 2025


Manh Hung

La funzionalità consente l'invio di messaggi online 21:28 23 dicembre 2025


Madhu Sudhan

A Manh Hung è stato concesso il controllo completo 16:15 22 dicembre 2025


Manh Hung è stato aggiunto alla pagina e può eseguire le seguenti azioni: attività nella community dei messaggi, dettagli, pubblicità, contenuti, permessi

16:15 22 dicembre 2025

Anna Quercia


bm 250 è stato aggiunto alla pagina e può eseguire le seguenti azioni: entrate dai messaggi della community, dettagli, pubblicità, contenuti, diritti

15:27 22 dicembre 2025


Anna Quercia

ha confermato la proprietà della pagina

15:48 22 dicembre 2025


Lucia Aria

è entrato nel gruppo Davide Amore a 5 04:48 il 13 febbraio 2025


Lucia Aria

ha lasciato il gruppo Curiosando Si Impara

01:54 6 settembre 2024








01/01/26

VERGOGNA,VERGOGNA, VERGOGNA

 


LA COLPA DEI PADRI NON RICADE SUI FIGLI SAPERE COSA HANNO FATTO NELLA VITA È GIUSTO CONOSCERE POST PRESO SUL WEB

 



LA COLPA DEI PADRI NON RICADE SUI FIGLI SAPERE COSA HANNO FATTO NELLA VITA È GIUSTO CONOSCERE

POST PRESO SUL
WEB
Il padre di Mattarella, Bernardo, citato da Gaspare Pisciotta durante il processo per la strage di Ginestra della Portella come uno dei mandanti dell'omicidio.
Ho scaricato e detengo i verbali istruttori della Sezione Istruttoria della Corte di Appello di Palermo, n. 1/1954 reg. gen. dell’Ufficio del Procuratore Generale, e n. 4/1954 dell’Ufficio Istruzione che comunque non sono difficili da consultare.
Sono atti ufficiali e anche se le indagini sono state per così dire "politicamente" depistate, sottoposti per lungo tempo a segreto di Stato (?), messe da parte e seppellite quelli restano.
Si tratta del procedimento penale contro Giovanni Provenzano, Pietro Licari, Vincenzo Italiano, imputati della strage di Portella della Ginestra.
Le accuse erano state formulate al processo di Viterbo da Gaspare Pisciotta che, a differenza di quanto risulta dal Rapporto giudiziario sulla strage (n. 37 del 7 settembre 1947) aveva fatto nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, sconfessando le tesi delle versioni ufficiali.
Gaspare Pisciotta fu arrestato il 9 dicembre del 1950 e nel processo che si tenne a Viterbo, per la strage di Portella delle Ginestre, ammise di avere ucciso Giuliano nel sonno.
Dichiarò che l’incarico di procedere all'eccidio fu dato a Giuliano personalmente dal ministro dell’Interno, il democristiano siciliano Mario Scelba e che la strage di Portella delle Ginestre era stata ordinata dal democristiano Berbardo Mattarella (padre del presidente della repubblica) e dai monarchici Alliata di Montereale e Cusumano Geloso’’.
Pisciotta si era rifiutato di seguire Giuliano i quella strage contro i suoi stessi concittadini.
Il 9 febbraio del 1954 Gaspare Piscitta fu "stranamente" assassinato in carcere tramite un caffè avvelenato.
Il boss di cosa nostra negli Stati Uniti Bonanno nel suo libro cita testualmente
Bernardo Mattarella padre dell'attuale presidente della repubblica raccortando come venne da questi accolto con tutti gli onori al suo arrivo a Ciampino qualche tempo prima di quel dieci ottobre del 1957 quando si svolse all’Hotel delle Palme di Palermo il più grande summit tra le famiglie italiane di cosa nostra e quelle insediate oltre Oceano.
Enzo Biagi per due volte, il 13 marzo del ’92 e il 15 agosto del ’98, sul Corriere della Sera, racconterà l’accoglienza di Bernardo Mattatella (padre del presidente della repubblica) a Ciampino.
La famiglia Mattarella, che non ha lesinato querele ai giornalisti che hanno fatto presente la questione, si è però ben guardata di citare in giudizio il boss Bonanno né di chiedergli una semplice smentita.
Inoltre Bernardo Mattatella (padre del presidente della repubblica) ha sposato Maria Buccellato Rimi (madre dell'attuale presidente della repubblica), un cognome che appartiene alla storica famiglia della mafia di Castellammare.
Il boss locale si chiamava Antonino Buccellato e aveva sposato Antonina Rimi, figlia di Vincenzo e sorella di Filippo, indicati dagli investigatori quali capi mandamento di Alcamo e ritenuti tra i primi ad avere rapporti diretti con la politica.
Alla luce di questi fatti documentali, che chiunque può consultare e verificare, forse come presidente repubblica sarebbe stato opportuno indicare una figura istituzionalmente meno inquietante.
Dovrebbe essere inutile ricordare che la figura del presidente della Repubblica per costituzione è obbligata ad essere garante di tutti gli italiani e non di una parte o di poteri estranei al popolo italiano e spesso anche estranei alla stessa italia.
Qualsiasi cosa dica questo individuo, mai in mio nome.