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13/02/26

Gratteri avrebbe detto il falso? Ti faccio un promemoria, e bada, ti sto citando SOLTANTO le condanne definitive ed i procedimenti non ancora conclusi dei tuoi colleghi, e SOLTANTO degli attuali parlamentari

 



La Russa ha criticato Gratteri perché ha detto che a votare SI sono gli imputati... caro La Russa, Gratteri avrebbe detto il falso? Ti faccio un promemoria, e bada, ti sto citando SOLTANTO le condanne definitive ed i procedimenti non ancora conclusi dei tuoi colleghi, e SOLTANTO degli attuali parlamentari, del parlamento italiano e del parlamento europeo; si tratta di un elenco sicuramente incompleto ed estremamente stringato nei contenuti, con ultimo aggiornamento a gennaio 2026:

1 Santanché Garnero Daniela (FdI)
CONDANNATA a 4 giorni di arresto e 100 euro di ammenda convertiti in 1100 euro di ammenda per manifestazione illecita
INDAGATA per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio
RINVIATA A GIUDIZIO per truffa nei confronti dell'INPS per una somma pari a 126.009 euro, restituisce all'INPS la cifra contestata e si impegna a bonificare all'istituto altri 50.000 euro per i disservizi arrecati e per il danno d'immagine
2 Delmastro Andrea (FdI)
CONDANNATO in primo grado a otto mesi di carcere e un anno di interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreto d'ufficio, riconoscendogli le attenuanti generiche e con la sospensione condizionale della pena
CONDANNATO per guida in stato di ebbrezza, successivamente estinta tramite oblazione
3 Testa Guerino (FdI)
ha chiesto di PATTEGGIARE una condanna a 1 anno e 6 mesi per alcune bancarotte
nuovamente INDAGATO per bancarotta fraudolenta
4 Tosi Flavio (FI)
CONDANNATO a 2 mesi di reclusione, con sospensione della pena, al pagamento di 4000 euro di multa e alla sospensione per 3 anni dai pubblici uffici
CONDANNATO per diffamazione
INDAGINE in corso per concorso in peculato
5 Bignami Galeazzo (FdI)
DENUNCIATO per violazione della privacy e incitamento all'odio razziale
6 Brambilla Michela Vittoria (NM)
HA PATTEGGIATO una pena a 1 anno e 4 mesi per fallimento
7 Bossi Umberto (Lega)
CONDANNATO a 8 mesi di reclusione per violazione del finanziamento pubblico ai partiti
CONDANNATO a 4 mesi per resistenza a pubblico ufficiale
CONDANNATO a 1 anno e 4 mesi per vilipendio della bandiera italiana
CONDANNATO a pagare 3.000 euro per vilipendio, salvato dall'indulto
CONDANNATO a 18 mesi per vilipendio del Capo dello Stato, graziato dal presidente Mattarella
CONDANNATO insieme al suo partito per aver rubato allo Stato 49 milioni di euro, salvato dalla prescrizione
8 Calovini Giangiacomo (FdI)
HA PATTEGGIATO una pena a 1 anno e 4 mesi per corruzione
9 Candiani Stefano (Lega)
SOSPESO dal parlamento per 3 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
10 Cangiani Gerolamo (FdI)
SOSPESO dal parlamento per 7 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
11 Cappellacci Ugo (FI)
RINVIATO A GIUDIZIO per abuso d'ufficio, viene salvato dalla prescrizione
RINVIATO A GIUDIZIO per corruzione
12 Castiglione Giuseppe (FI)
INDAGATO per turbativa d'asta
13 Cecchetti Fabrizio (Lega)
INDAGATO per spese pazze restituisce, prima della sentenza, 49.000 euro
14 Centemero Giulio (Lega)
CONDANNATO a 8 mesi per finanziamenti illeciti, e per altri finanziamenti illeciti a 1 anno, viene salvato dalla prescrizione
15 Cesa Lorenzo (NM, Misto)
CONDANNATO in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata, salvato dalla prescrizione
16 Colucci Alessandro (NM)
HA PATTEGGIATO una pena ad 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per peculato
17 Angelucci Antonio (Lega)
CONDANNATO in primo grado a 1 anno e 4 mesi per tentata truffa e falso
CONDANNATO per guida in stato di ebbrezza, successivamente estinta tramite oblazione
18 Ciccioli Carlo (FDI)
Grazie ad una amnistia la fa franca dall'aver sparato e ferito con 5 colpi di pistola un avversario politico
19 De Meo Salvatore (FI)
DENUNCIATO dalla giustizia belga per il caso "Huaweigate"
20 Crosetto Guido (FdI)
CONDANNATO 3 volte per un totale di oltre 200.000 euro per il non pagamento degli affitti delle case da lui prese in locazione
21 Craxi Stefania (FI)
CONDANNATA al pagamento di 676.000 euro di imposte erariali
CONDANNATA insieme al fratello e alla madre al pagamento di 10 miliardi (di lire) di tasse evase e 20.000 euro di spese legali
CONDANNATA ad un risarcimento per ingiurie e diffamazione
Di nuovo QUERELATA per ingiurie
22 Calderoli Roberto (Lega)
CONDANNATO per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale a 4 mesi e 20 giorni, salvato dalla prescrizione
CONDANNATO per diffamazione con l'aggravante razziale a 18 mesi, salvato dalla prescrizione
23 Centinaio Gian Marco (Lega)
DENUNCIATO per notizie false
24 Furgiuele Domenico (Lega)
RINVIATO A GIUDIZIO per illeciti in gare d'appalto
25 Iezzi Igor (Lega)
SOSPESO dal parlamento per 15 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
26 Fitto Raffaele (FdI)
Ha in corso tre procedimenti di risarcimento nei confronti della regione Puglia per tangenti e gestioni amministrative
27 Fidanza Carlo (FdI)
HA PATTEGGIATO per corruzione 1 anno e 4 mesi
28 Fazzone Claudio (FI)
INDAGATO per corruzione
gli è stata SEQUESTRATA dal tribunale di Latina la villa di Fondi, intestata alla moglie, per lottizzazione abusiva
29 Galliani Adriano (FI)
CONDANNATO nella vicenda Calciopoli a 5 mesi più una multa del CONI
RINVIATO A GIUDIZIO per falso in bilancio, ma nel frattempo il governo Berlusconi ha depenalizzato il reato
INDAGATO per concorso in bancarotta
30 Gasparri Maurizio (FI)
processato per ingiuria, viene salvato dall'abrogazione del reato
31 Amich Enzo (FdI)
SOSPESO dal parlamento per 7 giorni per aver aggredito dentro il parlamento il deputato Leonardo Donno
32 Giorgetti Giancarlo (Lega)
Non ha denunciato un tentativo di corruzione nei suoi confronti
33 Mollicone Federico (FdI)
SOSPESO dal parlamento per 15 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
34 Mantovani Mario (FDI)
ARRESTATO per abuso d'ufficio, viene salvato dalla successiva prescrizione
RINVIATO A GIUDIZIO per dichiarazione fraudolenta
35 Martusciello Fulvio (FI)
DENUNCIATO dalla giustizia belga per il caso "Huaweigate"
36 Moratti Letizia (FI)
CONDANNATA a un risarcimento nei confronti del comune di Milano per 591.000 euro
37 Montaruli Augusta (FdI)
CONDANNATA a 1 anno e 6 mesi per aver rubato allo Stato 25.000 euro
38 Minardo Antonino (FI)
CONDANNATO per abuso d'ufficio a 8 mesi di reclusione
39 Maerna Novo Umberto (FDI)
CONDANNATO in primo grado a 1 anno e 2 mesi per concorso in truffa e falso ideologico
40 Maccanti Elena (Lega)
HA PATTEGGIATO una pena di 1 anno per concorso in peculato
41 Occhiuto Mario (FI)
CONDANNATO a 3 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, divieto di impresa per 3 anni e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni
42 Micciché Gianfranco (FI)
INDAGATO con le accuse di peculato, truffa e false attestazioni
43 Lotito Claudio (FI)
ARRESTATO per appalti truccati
CONDANNATO a 4 mesi di inibizione dal calcio
CONDANNATO a 18 mesi di reclusione e al pagamento di 40.000 euro di multa, la fa franca grazie alla prescrizione
CONDANNATO per aggiotaggio a 2 anni di reclusione, la fa franca grazie alla prescrizione
CONDANNATO a 1 mese e mezzo di squalifica per accuse al presidente del CONI
CONDANNATO a 2 mesi di squalifica per violazione dei regolamenti
Viene sottoposto ad un SEQUESTRO preventivo per falso e truffa, la fa franca per prescrizione
CONDANNATO a 2 mesi di squalifica per mancato rispetto dei protocolli Covid
44 Patriciello Aldo (Lega)
CONDANNATO a 4 mesi per finanziamento illecito
CONDANNATO a 4 mesi per violazione dei sigilli
45 Razza Ruggero (FDI)
RINVIATO A GIUDIZIO per accuse legate a una concorsopoli nella sanità
46 Salvini Matteo (Lega)
CONDANNATO a 30 giorni di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale
CONDANNATO per diffamazione al pagamento di 5.700 euro
CONDANNATO per violazione del copyright rischia un pagamento fino a 250.000 euro e 6 mesi di reclusione
INDAGATO per sequestro di persona e abuso d'ufficio, viene salvato dal Senato che nega l'autorizzazione a procedere
INDAGATO per diffamazione, viene salvato dal Senato
47 Pozzolo Emanuele (FDI-Misto)
DENUNCIATO per aver ferito con un colpo di pistola un agente della polizia penitenziaria, la vittima ritira la denuncia in cambio di un risarcimento
ACCUSATO di esplosioni pericolose e omessa custodia d'arma, verrà prosciolto in cambio di una oblazione
CONDANNATO in primo grado a 1 anno e 3 mesi con la condizionale per porto abusivo di armi
48 Romeo Massimiliano (Lega)
CONDANNATO in Corte d'Appello per peculato, con sospensione condizionale
49 Sgarbi Vittorio
CONDANNATO per diffamazione aggravata a 1000 euro di multa
CONDANNATO per ingiurie a 30.000 euro di multa
CONDANNATO per ingiurie a 35.000 euro di multa
CONDANNATO per diffamazione, salvato dall'indulto
CONDANNATO per diffamazione, salvato dalla prescrizione
CONDANNATO per ingiurie al pagamento di 30.000 euro e alle spese legali
CONDANNATO per diffamazione a pagare 25.882 euro
CONDANNATO per diffamazione a pagare 60.000 euro
CONDANNATO per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di 4 carabinieri per 11.000 euro
CONDANNATO per diffamazione a 6 mesi di reclusione, con sospensione della pena
CONDANNATO per diffamazione a un risarcimento di 20.000 euro e una multa di altri 20.000 euro
CONDANNATO per diffamazione per 2000 euro e 20.000 euro di provvisionale
CONDANNATO per diffamazione in primo e secondo grado, salvato dalla prescrizione
INDAGATO per diffamazione nei confronti dello storico d'arte Benati
INDAGATO per esportazione illecita di opere
CHIESTO PROCESSO per riciclaggio, relativo ad un furto di beni culturali
La Meloni lo ha prima fatto dimettere da sottosegretario ma lo ha riciclato presentandolo alle europee 2024, dove per fortuna non è stato eletto
50 Bruzzone Francesco (Lega)
CONDANNATO in primo grado a 3 anni e 8 mesi per essersi appropriato di 77.000 euro di soldi pubblici non spettanti, verrà salvato dalla prescrizione
51 Tremonti Giulio (FDI)
CONDANNATO per corruzione, ha patteggiato la pena in 4 mesi di reclusione, convertiti in una pena pecuniaria di 30.000 euro e una multa di 10.000
52 Pisano Calogero (FdI-NM)
CONDANNATO al pagamento delle parti mancanti delle mensilità non erogate alle ex collaboratrici
53 Borghi Claudio (Lega)
CONDANNATO al pagamento di 15.000 euro e 2.500 di spese legali per irregolarità consistenti in carenze nell'erogazione e nel controllo del credito
54 Rosa Gianni (FdI)
RINVIATO A GIUDIZIO per abuso d'ufficio…

Editoriale di Marco Travaglio - 13 Febbraio 2026

 


Editoriale di Marco Travaglio - 13 Febbraio 2026

UN FRANCESE E UN TEDESCO…
Afuria di disperarci per la nostra classe politica, abbiamo perso di vista quella degli altri. La retorica europeista ha fatto il resto, convincendoci che fra i Paesi-guida dell’Ue siamo i più sfigati perché per primi abbiamo sperimentato i governi del “populista” Conte e della “sovranista” Meloni. A nulla valevano i disastri combinati da quelli “bravi”, i vari Letta, Renzi, Gentiloni, Draghi, Macron, Scholz, Merz, Truss, Starmer, per non parlare delle decerebrate Von der Leyen e Kallas nella Commissione Ue e dei microcefali Stoltenberg e Rutte nella Nato. Ora però, nel breve volgere di 24 ore, i ministri degli Esteri francese e tedesco, Barrot e Wadephul, chiedono le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice Onu sui territori palestinesi, per una frase che non ha mai detto. Cioè i capi della diplomazia di due governi che la menano ogni giorno sulle fake news di Putin ne sposano una della lobby israeliana: il taglia e cuci di un discorso dell’Albanese per farle dire che “Israele è nemico dell’umanità” (invece ha detto che “il nemico comune dell’umanità è il sistema che ha permesso il genocidio in Palestina”, con i “media occidentali che hanno amplificato la narrazione pro apartheid e pro genocidio” spalleggiati da chi “controlla grandi capitali finanziari, algoritmi e armi”). Meloni o Tajani sono arrivati buoni ultimi: non hanno mosso un dito contro lo sterminio a Gaza, non hanno smesso di fornire armi a Netanyahu, non hanno detto una parola contro le sanzioni Usa all’Albanese, ma hanno atteso il buon esempio altrui per chiederne le dimissioni per “antisemitismo”. Un francese, un tedesco e un italiano, come nelle barzellette.
Barrot deve avere come portavoce un giornalista italiano, tipo Polito el Drito, che chiama l’Albanese “militante filo Hamas”, o Bocchino, che la definisce “pericolosa” come se avesse sterminato 72 mila persone. Infatti riesce a sostenere che l’Albanese è “antisemita” perché ha “preso di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione”. E quando viene sbugiardato dai fact checker di casa sua (i nostri sono tutti in ferie), anziché scusarsi e andare a nascondersi, tace, mentre il suo governo conferma che chiederà all’Onu la testa dell’Albanese: è il governo di Macron che, appena deve rifarsi la verginità da uno dei tanti scandali, annuncia il riconoscimento della Palestina, ma sempre nella settimana dei tre giovedì. Quello tedesco invece è guidato da Merz, l’ex boss di BlackRock e altre multinazionali che un anno fa disse: “Netanyahu fa il lavoro sporco per tutti noi”. E nessuno di quei “noi” gli rispose: “Parla per te, crucco”. Infatti la Russia ha 20 pacchetti di sanzioni e Israele zero: quella fottuta antisemita dell’Albanese una ne fa e cento ne pensa.
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02/02/26

Quel maiale di Trump, Epstein e la vera democrazia

 


Quel maiale di Trump, Epstein e la vera democrazia

Date: 2 febbraio 2026

Una rete pedofila e satanica che governa il mondo da dietro le quinte. Fino a qualche tempo fa un delirio complottista, oggi una orrenda realtà. Epstein ed i suoi complici trafficavano e abusavano minorenni con orge e porcherie varie per compiacere le perversioni di politici e miliardari del calibro di Trump, Bill Clinton, Bill Gates passando per il fratello del re d’Inghilterra e sceicchi vari, ma non solo. Dagli ultimi file emerge che praticavano anche torture e addirittura sacrifici e molti minori sarebbero stati uccisi. Un vero orrore, con gentaglia che dovrebbe marcire dietro alle sbarre ed invece domina il mondo. Tra gli ultimi nomi emersi anche Elon Musk e perfino Melania arriva da quella fogna. Ma il protagonista assoluto è Trump, sodale di Epstein che si è fatto rieleggere promettendo trasparenza e non appena ha rimesso piede alla Casa Bianca si è precipitato ad insabbiare tutto perché dentro fino al collo. Epstein l’hanno spedito all’inferno mentre Trump ha piazzato a capo del Ministero della Giustizia i suoi avvocati che nonostante la rivolta del Congresso, ancora coprono le prove più scabrose. Squallide scene da fine impero col materiale già rilasciato che conferma un sistema marcio fino al midollo che ha silenziato per decenni il grido di dolore e di giustizia delle vittime. Non uno scandalo solo morale, ma anche politico. Non si capisce dove fossero le istituzioni, dove fosse la politica, dove fosse il giornalismo. Tutti succubi, tutti venduti, tutti complici. Con masse distratte e aizzate tra loro mentre il banco vince sempre quando non solo il pensiero, ma anche il marciume, è unico. Squallide scene da fine impero e democrazia apparente con inquietanti ramificazioni internazionali. Epstein era un agente dei servizi segreti Israeliani al punto che tra i suoi ospiti più assidui c’era l’ex premier israeliano Ehud Barak. E la faccenda è molto semplice. Se hai foto e video di Trump nudo che molesta ragazzini minorenni, stai tranquillo che armi e dollari continueranno a scorrere a fiumi verso Tel Aviv e godrai di piena impunità qualunque crimine commetterai, anche un genocidio. Lo dicono le carte, Trump è compromesso. E pare che giri materiale delle sue performance pornografiche anche a Mosca ed è questo che spiegherebbe il suo ferreo putinismo. Neanche Hollywood ha mai partorito uno schifo del genere. Al timone della superpotenza americana ha fatto il bis non solo il presidente più incapace e narcisista della storia, ma anche un maiale pervertito totalmente ricattabile. Con la geopolitica e quindi i destini del mondo condizionati dalle porcherie che ha combinato. Davvero oltre ogni immaginazione e non una questione solo morale, ma anche politica. Per uscirne bisogna fare un passo oltre. Quel maiale di Trump ha lasciato tracce ovunque perché probabilmente non pensava nemmeno lui che un giorno gli americani fossero così idioti da votarlo presidente e per ben due volte. Se vi è riuscito è perché la democrazia soffre di un male che riguarda anche noi. I soldi hanno rimpiazzato i cittadini. Miliardari e lobby si sono comprati politica e informazione e spadroneggiano. Ma in fondo sono i cittadini a permetterglielo. Già, il cambiamento storico parte da dentro di noi. In troppi votano ancora abboccando a spot pubblicitari, slogan e comizi invece di approfondire e ragionare. Certo, non è facile districarsi in una propaganda ormai permanente, ma internet offre alternative. E non è nemmeno accettabile che i cittadini decidono chi votare all’ultimo minuto o si riducano a miseri tifosi di qualche capopopolo o votino per tradizioni di famiglia o abitudine. Trump è un sintono, non la causa. Se è arrivato alla Casa Bianca è grazie all’ignoranza e superficialità di molti americani e di una concezione deleteria della politica. Con l’odio verso qualche nemico immaginario che prevale perfino su verità e buonsenso. Faziosità accecante e antichissimo vizio di affidarsi a qualche uomo forte o presunto tale per sentirsi protetti da qualche paranoia o per qualche misero ritorno egoistico mentre si rimane svaccati sul divano. Va fatto un passo oltre per uscirne. In democrazia il potere appartiene al popolo e lo deve giustamente rivendicare, ma il potere implica responsabilità ed è ora di tornare ad esercitare la propria cittadinanza in maniera intelligente e consapevole. Solo così le masse non verranno più ingannate ed usate, solo così maiali come Trump finiranno in galera invece che alla Casa Bianca e solo così potremo salvare la democrazia e partendo dall’orrore di questo momento storico, costruire un futuro migliore. Già, il cambiamento storico parte da dentro di noi.

Tommaso Merlo

Rita Rapisardi C'ERA , ERA Lì, MA NESSUNO GLI HA CHIESTO NIENTE, PERCHè? IO POSSO DIRE CHE MELONI E SALVINI ADESSO MI FANNO PIù SCHIFO DI PRIMA , IO VOGLIO LA VERITà, NON LE LORO PROPAGANDE DEL CAXXO

Rita Rapisardi C'ERA , ERA Lì, MA NESSUNO GLI HA CHIESTO NIENTE, PERCHè? IO POSSO DIRE CHE MELONI E SALVINI ADESSO MI FANNO PIù SCHIFO DI PRIMA , IO VOGLIO LA VERITà, NON LE LORO PROPAGANDE DEL CAXXO


https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/01/poliziotto-pestato-torino-testimonianza-cronista-cosa-successo-prima/8276321/

Pubblico questo reportage di Rita Rapisardi, firma del Manifesto. Racconta cosa ha visto sabato a Torino.

Ognuno si faccia garbatamente la sua idea.
Andrea Scanzi
“Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque.
La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione.
Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi.
Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.
In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto.
A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi.
Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone, mi pare una avesse un'asta in mano. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello).
Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno.
Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato".
Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (anche fotografi, che non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce.
Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, possiamo parlarne di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti”.
Rita Rapisardi

29/01/26

il fact checking non è indipendente, ma serve chi comanda

 il fact checking non è indipendente, ma serve chi comanda, io voglio che la ue metta limiti a facebook, deve seguire regole in europa non americane, poi quì rubano pagine e pure profili instangram, ieri ho fatto denuncia,ma dovrebbe essere celere e permettere a chi ha subito dei torti una riparazione immediata, ma facebook se paghi lascia perdere, se non paghi devi avere poca visibilità


Mentre il No cresce nei consensi e il Si perde terreno Meta oscura, per "fact- checking", il video in cui il professore Alessandro Barbero spiega perchè voterà No al referendum sulla riforma della giustizia.
Tutto questo è una chiara manovra di governare il dibattito e limitare il confronto pubblico.
Censurare Barbero perché Meta ritiene sbagliata l'interpretazione storico politica di un intellettuale onesto, libero e senza interessi è un affronto alla democrazia e un attacco al diritto di critica.
Il video di Barbero bloccato, spostato in basso dell'algoritmo, perchè troppo virale e quindi sensibile è controllo del discorso pubblico.
In pratica è una questione politica decisa da un privato (Meta) che può scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Si censura Barbero ma si lascia libera di correre sul web la propaganda di FDI che pubblica continue bugie sul referendum dove l'unico obiettivo è restituire il primato alla politica sulla magistratura.
Il fact checking serve per smascherare le bufale e non per bloccare le opinioni politiche come è successo con Barbero paragonandolo a chi dice corbellerie come i No vax o i terrapiattisti.
Ora più che mai è fondamentale Votare No al referendum.