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25/08/26

Temevano una nuova Taranto,allora Hanno letteralmente bonificato la zona da ogni possibile protesta, fischio o contestazione.

 Temevano una nuova Taranto, con tanti fischi e l’ennesima figura imbarazzante per la Presidente del Consiglio Meloni.

Allora cosa hanno fatto ad Amatrice in occasione della passerella elettorale della premier in occasione dei dieci anni dal terremoto?
Hanno letteralmente bonificato la zona da ogni possibile protesta, fischio o contestazione.
C’è chi racconta come decine e decine di agenti e forze dell’ordine, a partire dall’alba, abbiano blindato il centro per evitare che la popolazione si avvicinasse, non fosse mai che qualcuno avesse qualcosa da dirle o esercitasse democraticamente la propria libertà di critica e di pensiero.
Nell’area si sono visti solo autorità, agenti in borghese e non, volontari e un ristretto numero di persone comuni accuratamente selezionati.
Una claque, insomma.
Lo ha ammesso anche apertamente il sindaco di Amatrice, vicino a Fratelli d’Italia.
“Ho detto alle forze dell’ordine di fermare i contestatori perché sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime”.
Per rispetto nei confronti delle vittime, certo, come no…
Risultato? Zero fischi, molti applausi e quell’immagine, stucchevolmente commovente, di un uomo che le piange addosso chiamandola “stella” e ringraziandola per “la gioia più grande della sua vita”, con tanto di abbraccio e occhi lucidi di Meloni in favore di telecamere e rilancio a siti governativi, social e tg unificati.
La verità l’abbiamo vista - e soprattutto sentita - a Taranto.
È talmente amata e popolare, donna Giorgia, che per impedire una seconda Taranto hanno dovuto prevenirla.
Alla faccia della “donna del popolo”.
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MENTANA A 72 ANNI SI è VECCHI, LA TUA COMPAGNA CHE LAVORA ALLA RAI NON è VECCHIA E CHE FA?TI SUGGERISCE COME RENDERE LA 7 TELEMELONIANA PESCIAIA? QUESTO DIMOSTRA CHE SEI VECCHIO

 MENTANA MENTE SAPENDO DI MENTIRE, SE GUARDI AL MATTINO, L'ARIA CHE TIRA, VEDI SEMPRE GLI OSPITI COSì DISTRIBUITI, DUE DI DESTRA E UNO CHE PUò ESSERE SINISTRA MA ANCHE ALTRO, POI PASSI AL POMERIGGIO E TAGADà PURE LEI LA STESSA COSA , E SONO TRASMISSIONI GIORNALIERE, DI DIMARTEDì L'ULTIMA PARTE C'è IL SERRAGLIO, CANI PECORE E VARIE E Lì IO CHIUDO LA TRASMISSIONE CHE SENTIRE LA DESTRA è DA VOMUITO,IO CHIUDO PERò LA DESTRA C'è, PIAZZA PULITA DA SPAZIO AL PD, MA CON IL M5S è PARECCHIO CENSURANTE, E DUNQUE MENTANA CHE VUOLE? LA REALTà è QUESTA, IO COMUNQUE VISTO CHE HO 77 ANNI E INSOMMA VOGLIO VIVERE IN PACE E LA DESTRA MAI VOTATA E MAI LA VOTERò MANCO SOTTO MINACCIA DI MORTE, ABBANDONO LA TV E VADO SU PRIME , MI VEDO FILM SENZA PUBBLICITà, ME LO SCELGO, VOLENDO VEDO PURE LE VARIE CNN, PAGO 7 EURO AL MESE E QUANDO ORDINO PRODOTTI IL PACCO NON HA SPESE, CIOè IN 7 EURO C'è TUTTO, E SE FACCIO IL PARAGONE CON LA RAI CHE COSTA PURE LEI 7 EURO AL MESE E NON VEDO NIENTE , E VEDEVO REPORT E PRESA DIRETTA E BASTA, CHIEDO A MENTANA MA TELEMELONI, TELE ANGURIE E TELEPESCI CONVIENE, è PLURALE O SIAMO UNA DITTATURA, VISTO CHE MENTANA SI DICHIARA GIOVANE E A 72 ANNI, NE HA 5 MENO DI ME, VOGLIO DIRE CHE NON è GIOVANE , NE HO ESPERIENZA DIRETTA, E ACCANIRSI CONTRO CHE VUOLE DEMOCRAZIA PUZZA,MAGARI LA SUA CONPAGNA LEI SI GIOVANE SUGGERISCE AL VECCHIETTO STE COSE? PENSO PROPRIO DI Sì


Enrico Mentana ha scoperto l’emergenza democratica della televisione italiana: La7.

In un panorama mediatico in cui Giorgia Meloni può contare su un ecosistema televisivo ed editoriale sterminato e largamente benevolo col governo, Mentana si guarda intorno e individua il vero squilibrio:

“A me non fa piacere una situazione in cui parlano solo quelli di una parte e non ci sono quelli dell’altra. Ci sono due possibilità. O su La7 si apre per fare qualcosa che possa essere visto da tutti, o dato che sono ancora giovane penso che posso pure fare altro”.

Una situazione gravissima.

Soprattutto se la osservi dimenticandoti per un attimo tutto il resto.

La Rai, dove Reporter senza frontiere denuncia da tempo crescenti interferenze politiche del governo e dove ogni voce dissidente è stata sostanzialmente accompagnata alla porta.

Mediaset.

Libero, Il Giornale e Il Tempo, tutti nelle mani del senatore leghista Antonio Angelucci.

Una quantità sterminata di programmi, giornali, telegiornali, editorialisti e salotti nei quali la maggioranza trova microfoni, telecamere e divani con la stessa difficoltà con cui Salvini trova una sagra.

Ma Mentana guarda La7 e vede l’emergenza democratica.

Peccato per un piccolo dettaglio: per andare in televisione bisogna andarci.

Matteo Salvini ha passato anni a rifiutare gli inviti di Piazzapulita, spiegando apertamente che il programma di Formigli gli sembrava poco imparziale.

Giorgia Meloni ha più volte declinato gli inviti di Formigli.

Fratelli d’Italia diserta da anni quella trasmissione e Otto e Mezzo.

Perché lì succede una cosa ormai quasi esotica nel panorama televisivo italiano: i politici vengono intervistati davvero.

Lilli Gruber fa domande.

Corrado Formigli fa domande.

E quando l’ospite risponde con una sciocchezza, la sciocchezza viene contestata.

Giornalismo, lo chiamavano una volta.

Ed è proprio per questo che Otto e Mezzo e Piazzapulita danno così fastidio a una parte della destra.

Perché da Formigli e Gruber puoi andare.

Il problema è che poi devi rispondere.

Devi sederti davanti a qualcuno che conosce il dossier, ha letto i numeri, ricorda quello che hai detto sei mesi prima e magari, scandalo assoluto, ti fa pure una seconda domanda.

E infatti tanti esponenti di Lega e Fratelli d’Italia preferiscono disertare.

Rifiutano gli inviti.

Poi, miracolosamente, qualcuno guarda il conteggio delle presenze e conclude: “Vedete? Ci invitano poco”.

Meraviglioso.

La verità è che Formigli e Gruber rappresentano esattamente ciò di cui la televisione italiana avrebbe bisogno in quantità industriale: giornalisti che considerano il politico un interlocutore da interrogare, verificare, contraddire.

Formigli costruisce puntate, porta documenti, inchieste, numeri e costringe chi governa a misurarsi con una realtà che spesso preferirebbe raccontare da solo.

Gruber, con uno stile completamente diverso, fa una cosa altrettanto preziosa: incalza, interrompe quando serve, chiede conto delle contraddizioni e impedisce che Otto e Mezzo diventi l’ennesimo comizio.

E forse il punto sta proprio qui.

Per anni abbiamo sentito parlare di “giornalismo schierato” ogni volta che un giornalista faceva una domanda sgradita.

A forza di abituarsi ai tappeti rossi, perfino una sedia normale sembra una tortura.

Mentana dovrebbe essere orgoglioso di avere nella sua rete programmi come Otto e Mezzo e Piazzapulita.

Programmi dove la destra può andare, parlare, discutere e difendere le proprie posizioni.

A una sola, terribile condizione: che accetti anche le domande.

Se questa è diventata faziosità, allora sì.

Formigli e Gruber sono pericolosissimi.

Perché fanno ancora i giornalisti. 

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23/08/26

A MENTANA QUANTO GLI DANNO PER FARE QUESTA SCENEGGIATA

 QUANTO GLI DANNO PER FARE QUESTA SCENEGGIATA,IO VEDO LA7, DUE PROGRAMMI, DI RAI 3, E MERDASET NON LE GUARDO MANCO PER SBAGLIO,POI SE VOGLIO NOTIZIE VADO SU SKY, PER IL RESTO VEDO PRIME, FILM E SERIE, C'è PURE L'INFORMAZIONE INTERNAZIONALE, VEDENDO LA 7 ALCUNI PROGRAMMI COME L'ARIA CHE TIRA E TAGADà SONO SBILANCIATI MA PENDONO A DESTRA ,GLI INVITATI SOPNO DUE DI DESTRA UNO NEUTRO E UNO DI SINISTRA QUESTO è , MENTANA è FUORI DI TESTA, TANTO CHE SIA TAGADà CHE L'ARIA CHE TIA QUASI NON LI VEDO PIù, VEDO DI MARTEDì E PIAZZA PULITA, AUGIAS ,ALTRI PROGRAMMI DI CULTURA, MA CHE LA7 SIA SINISTRA è DA DELIRIO ACUTO, è MENO DI DESTRA VISTO CHE LA RAI è DESTRA, MERDASET è DESTRA DA SEMPRE



https://www.dagospia.com/media-tv/mentana-piede-fuori-la7-non-si-tiene-piu-chicco-ormai-in-rotta-totale-484471
MENTANA HA UN PIEDE FUORI DA LA7 E NON SI TIENE PIÙ – CHICCO, ORMAI IN ROTTA TOTALE CON CAIRO CHE NON GLI HA RINNOVATO IL CONTRATTO, A CORTINA TORNA AD ATTACCARE I SUOI COLLEGHI DI LA7 IN VERSIONE NUOVA “TELE-KABUL”: "A ME
NON FA PIACEREUNA SITAUZIONE IN CUI PARLANO SOLO QUELLI DI UNA PARTE E NON CI SONO QUELLI DELL’ALTRA ... I NOSTRI PROGRAMMI RICORDANO UN PO’ QUELLE SCENEGGIATE NAPOLETANE IN CUI SI PUÒ DIRE... 'VIENI AVANTI, BOCCHINO'" - “CI SONO DUE POSSIBILITÀ. O SU LA7 SI APRE PER FARE QUALCOSA CHE POSSA ESSERE VISTO DA TUTTI, O PENSO CHE POSSO PURE FARE ALTRO". UN BIS DI QUEL CHE DISSE A DOGLIANI A GIUGNO, QUANDO DEFINÌ LA7 “LA TELE ANTI MELONI": "UN ELETTORE DEL CENTRODESTRA NON PUÒ GUARDARLA SENTENDOSI A CASA” – IL 71ENNE COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI SEMPRE PIÙ QUOTATO COME GRAN VISIR DELLA “CNN ITALIANA” A CUI STA LAVORANDO THEO KYRIAKOU (MA CHE ANCORA È

22/08/26

110.000 EURO AL GIORNO. Ogni giorno.QUANTO CI COSTANO GLI USA?BASTA CHE STIANO IN USA STANNO SCASSANDO A MINCHIA

 

110.000 EURO AL GIORNO. Ogni giorno.
Mentre gli italiani fanno i conti alla fine del mese, mentre si tagliano sanità, trasporti e servizi, mentre una famiglia normale deve pensare due volte prima di fare la spesa, i NOSTRI soldi vengono bruciati per scortare un palazzo galleggiante di 117 metri che scorrazza da Civitavecchia a Napoli, da Palermo a Gallipoli, da Venezia a Trieste.
Si chiama Boardwalk, è lo yacht di lusso da 450 milioni dell'ambasciatore americano di Trump, con spa, cinema, campo da golf, due eliporti e 3.000 luci. E noi che ci facciamo? Lo scortiamo. Motovedette della Finanza, Guardia Costiera, elicotteri, Polizia, Questure mobilitate, zone rosse sul mare. Un imponente dispositivo di sicurezza pagato interamente dallo Stato italiano.
Per cosa? Per un tour turistico-diplomatico in cui si naviga lungo tutta la penisola cantando le lodi della borgatara, tra strette di mano, feste e passerelle. Oltre 5 milioni totali per due mesi di crociera.
L'Italia non può essere la guardia del corpo gratuita del megayacht privato di un miliardario. Mandategli il conto.


13/08/26

l’intera operazione contro Ranucci è stata messa in atto per delegittimare Ranucci e Report

 

Ora, se voi credete davvero a quello che vi viene raccontato su Ranucci e Lavitola, vuol dire che siete oltre ogni possibilità di recupero. Per capire è necessario che partiate da tre premesse, senza le quali non potete accampare alcuna pretesa di conoscenza: 1) la politica, in Italia, non è virtuosa: è un sistema di potere personale, di interessi illegittimi e di malaffare che non ha nulla a che vedere con il bene della società e dei cittadini. 2) l’Italia ha una tradizione di operazioni “sporche” e di delegittimazione messe in atto senza che la superficie (voi) se ne accorga e con la collaborazione di apparati statali e parastatali. 3) la vostra opinione ha valore solo se si traduce in consenso. Per il resto, siete solo un salvadanaio da rompere.

Come sempre, partite dal cui prodest: l’intera operazione contro Ranucci è stata messa in atto per delegittimare Ranucci e Report, l’unica trasmissione seria d’inchiesta che ha il coraggio di scavare nel malaffare della macchina del potere. Di fatto Report ha indagato più volte sulla destra al potere e più volte il governo ha cercato di fermare la trasmissione con mezzi leciti e meno leciti (pressione). Dal taglio dei budget, allo stop alle repliche, allo spostamento di giorno e ora di messa in onda e così via.

Come da copione, il modo migliore di sbarazzarsi della trasmissione è anzitutto eliminare l’uomo simbolo (Ranucci) per poi poter mettere con più facilità il bavaglio alla trasmissione.

Per eliminare Ranucci il modo migliore è la macchina del fango. Serve qualcuno vicino al conduttore e Lavitola è perfetto per il ruolo, visto che si è guadagnato la fiducia del conduttore (più oltre ho aggiunto un profilo per farvi capire di chi si sta parlando). Con il metodo dei falsi dossier di cui i servizi deviati sono specialisti si confeziona una storia perfetta per far fare la figura del coglione a Ranucci e poterne poi chiedere (com’è appena successo) l’allontanamento dalla conduzione. Guarda caso Lavitola canta subito come un usignolo e racconta a destra e a sinistra che lo ha fatto per fargli un favore.

Ranucci è stato un coglione a fidarsi di Lavitola? Assolutamente sì. Questo non ne fa un conduttore meno capace o meno onesto, ma di certo ha fatto un enorme favore a chi lo voleva azzoppare. Fa bene il centrosinistra a fare quadrato attorno a lui, ma questa faccenda gli resterà appiccicata addosso. Per sempre, temo.

CHI È VALTER LAVITOLA

Valter Lavitola (Salerno, 16 giugno 1966) è la figura che la stampa italiana definisce da anni “il faccendiere”: iscritto al PSI dal 1984, editore e direttore del quotidiano L’Avanti! tra il 1996 e il 2011,  ha usato la testata come piattaforma di pressione politica e si è mosso come mediatore d’affari tra Roma e l’America Latina (in particolare Panama, ai tempi della presidenza Martinelli), frequentando Berlusconi al punto da comparire in foto mentre scende dall’aereo di Stato.

Le condanne e i procedimenti principali:

• Truffa sui fondi pubblici all’editoria. Sistema che tra il 1997 e il 2009 fece incassare a L’Avanti! circa 23 milioni di euro di contributi indebiti. Patteggiamento a 3 anni e 8 mesi il 9 novembre 2012; l’11 marzo 2015 la Corte dei conti del Lazio condannò lui e Sergio De Gregorio a restituire allo Stato circa 23,2 milioni  (la sentenza n. 24/2015 parla di 23.879.000 €).

• Tentata estorsione a Silvio Berlusconi (vicenda Tarantini/escort, denaro in cambio del silenzio): condanna definitiva a due anni e otto mesi . Le cifre riportate dalle varie testate divergono (alcune citano una condanna successiva a 3 anni e 6 mesi in un filone connesso): conviene considerare definitiva la prima.

• Tentata estorsione a Impregilo, legata ad appalti e affari a Panama: arresto nel 2013, condanna in primo grado (tre anni secondo alcune ricostruzioni).

• “Compravendita dei senatori” per far cadere il governo Prodi nel 2006: condanna in primo grado a tre anni per concorso in corruzione nel 2015, reato poi dichiarato prescritto in appello 

• Casa di Montecarlo: nel settembre 2010 fu L’Avanti! a pubblicare il documento di Saint Lucia che innescò lo scandalo su Gianfranco Fini.

• Latitanza di circa otto mesi tra 2011 e 2012 (sostenne di essere in Bulgaria “per il pesce congelato”), rientro e arresto, Poggioreale. Esce dal carcere nel marzo 2016 . Archiviata invece la posizione sulle presunte tangenti Finmeccanica per le fregate al Brasile.

11/08/26

SALVINI CHE FA IL PELO A RANUCCI DI REPORT E HA FAMIGLIA CRIMINALE DA TUTELARE, CIOè OLTRE I 49 MILIONI C'è DI PIù

 



Denis Verdini ha ricevuto diverse condanne definitive in via definitiva per vicende legate a bancarotte e crac finanziari. Tra le principali sentenze figurano i 6 anni per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino, 5 anni e 6 mesi per la Società Toscana Edizioni e 3 anni e 10 mesi per un'impresa edile.

BALENOTTERA PIENA DI PLASTICA E CAPELLI FINTI AL MARE

 

Lei insulta i lavoratori iscritti ai sindacati, insulta gli studenti che dissentono, insulta gli italiani che scendono in piazza, insulta i poveri che avevano chiesto un reddito di cittadinanza, insulta chiunque sia di sinistra, insulta leader europei migliori di lei e poi si offende se insultano lei?
In questo momento, per colpa della sua fottuta arroganza, i porti e gli aereoporti spagnoli sono diventati off limits per gli italiani .
In questo momento le mense della Caritas sono piene.
In questo momento fare un pieno di diesel è un salasso.
In questo momento gli italiani più deboli e vulnerabili rischiano la vita per questo caldo e nessuna forma di aiuto da parte di questo Stato, si è attivata per i più fragili.
In questo momento le carceri traboccano per lo spropositato aumento dei reati voluti da questo governo.
In questo momento gli organici delle forze dell’ordine e dei medici sono ai minimi storici.

Ha portato il Paese allo sfascio totale e vuole pure i cuoricini mentre si tuffa beata e spensierata con la figlia, la scorta e tutto il suo cucuzzaro, in un resort extra lusso a spese nostre.
Ma la prendessero di mira un branco di meduse antifasciste! Altro che cuoricini e commenti di apprezzamento !
😡

P.S. Possiede un esercito di milioni di profili troll e not creati dai suoi media manager, usasse quelli per farsi i complimenti.
Gli italiani reali la schifano ormai .

P.S. 2 vorrei sapere se in Sardegna con la figlia, la scorta e il cucuzzaro ci è andata in traghetto, con un volo normale o con un bel volo privato di quelli che costano almeno 28000,00 a tratta .
Si può avere questa informazione ?

Sandro Pugliese


10/08/26

Alice De André è, tra le molte altre cose, anche la nipote di Fabrizio. Poco fa, esasperata dalla quantità fuori scala di sciocchezze e ipocrisia a palate sulla contestazione di Matteo Salvini all’Agnata, ha voluto prendere direttamente la parola per mettere alcuni puntini sulle i e difendere pubblicamente la ragazza che l’ha contestato.

 Alice De André è, tra le molte altre cose, anche la nipote di Fabrizio.




Poco fa, esasperata dalla quantità fuori scala di sciocchezze e ipocrisia a palate sulla contestazione di Matteo Salvini all’Agnata, ha voluto prendere direttamente la parola per mettere alcuni puntini sulle i e difendere pubblicamente la ragazza che l’ha contestato.
Ma ha fatto anche molto di più.
Ha pronunciato parole che meritano di essere lette e ascoltate perché spiegano come meglio non si potrebbe chi e cos’era Fabrizio De André e perché uno come Salvini di suo nonno, delle sue parole, non ha letteralmente capito NULLA!
“La riflessione del giorno inizia da una cosa che trovo quasi comica.
Ieri all’Agnata si è tenuto come ogni anno il concerto in onore di mio nonno. Con la piccola differenza che quest’anno in prima fila c’era anche Matteo Salvini.
Questa frase potrebbe tranquillamente già finire qui, perché io non so esattamente cosa sia riuscito a capire Salvini dei testi di mio nonno. Forse la musica. Forse i “la la la”. Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione.
Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società fossero diametralmente opposti è un eufemismo.
Ma il capolavoro arriva dopo.
Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto. E scoppia la polemica. Per la ragazza. Non per Salvini in prima fila a un concerto di De André.
A questo punto mi viene il dubbio che De André sia diventato una specie di santino nazionale: quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti, purché nessuno si azzardi a ricordare cosa diceva realmente. Perché sì che quello diventa maleducato, divisivo, fuori luogo.
Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De André non è fuori luogo, è forse una delle cose più coerenti che sia successa durante tutta la serata.
Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni, fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere, non indignarsi per essere stato contestato. Non farsi proteggere dal silenzio educato di un pubblico che del silenzio educato se ne faceva molto poco.
Volete Fabrizio De André? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendete anche quello che pensava, quello che contestava. E soprattutto prendetevi il fatto che mio nonno davanti a quella scena avrebbe fermato il concerto e avrebbe chiesto a Salvini che ca*** ci faceva lì. ‘Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui cog***’”.
Era ora che qualcuno (magari con quel cognome) glielo dicesse tutto, tutto insieme e in modo, speriamo, definitivo.
Che grande, enorme, lezione!
Peccato che il diretto interessato non la capirà mai.

25/07/26

la giustizia a secondo chi sei, siamo arrivati a questo ,non è più democrazia, è dittatura

 

Editoriale
25 Luglio 2026
La marchesa del Grillo
Di Marco Travaglio
Direttore del Fatto Quotidiano
“Se hai una condanna passata in giudicato, la pena te la devi scontare: vale per tutti”, diceva la Meloni nel 2023.
“Per tutti” si fa per dire: la marchesa del Grillo intendeva “per gli altri”.
Infatti il suo governo ha varato una serie di “scudi penali” per categorie protette da immunità di gregge: i medici che sbagliano, gli agenti che menano, i politici che commettono abusi d’ufficio e prossimamente i top manager che fanno morire la gente (sennò Moretti rischia di scontare la pena per la strage di Viareggio e un domani pure Castellucci per quella di Genova).
Poi c’è lo “scudo erariale” per politici e amministratori che buttano denaro pubblico.
E l’impunità parlamentare extralarge: in origine l’autorizzazione delle Camere era solo per intercettare un eletto; ora vale pure per il non eletto che parla con l’eletto ed è estesa financo a chat e email.
Ma non per tutti: le intercettazioni di Scarpinato sul telefono dell’ex collega Natoli si possono serenamente usare in Antimafia e pubblicare, sebbene sia un senatore non indagato né sospettato di nulla, anzi proprio per questo: è un ex pm antimafia, per giunta 5Stelle, quindi vale tutto.
Invece le chat e le email di Renzi&C. su Open, di Delmastro col prestanome del clan Senese, della Santanchè imputata in quattro processi, di Ferri con Palamara &C., di Romano indagato per corruzione, non si possono acquisire.
E se il Tribunale dei Ministri chiede di processare Nordio, Piantedosi e Mantovano per il mancato arresto di Almasri, la destra risponde picche e, già che c’è, salva anche la dirigente Bartolozzi, che non è né ministra né parlamentare, ma lo diventa per contagio.
Idem per le chat sul cellulare dell’ex dg del Mef sul risiko bancario: appena i pm glielo sequestrano, lui li avvisa che parlava con nove tra ministri e parlamentari (otto di destra e uno del Pd). Quindi si ferma tutto.
Se hai un amico in Parlamento e ci scambi un paio di messaggi, puoi pure ammazzare qualcuno.
Ma anche senza chat con politici: appena arriva la condanna, dicono che sei un brav’uomo e non devi scontare la pena.
Chico Forti, che assassinò un vecchio disabile a Miami, viene accolto a Ciampino da eroe. Almasri, omicida, stupratore e trafficante di migranti, viene liberato e riconsegnato a Tripoli col volo di Stato. Roggero, che trucidò due ladri sparandogli alla schiena, è mèta di pellegrinaggi in cella e offerte di candidature.
Gli agenti che han fermato per sempre il marocchino fuori di testa a Bologna sono assolti dal governo prim’ancora dell’autopsia.
Invece Ranucci, bersaglio di una bomba mafiosa, è un farabutto.
E Conte e Arcuri, archiviati e prosciolti in tutti i processi, vengono lapidati in commissione Covid.
Per gli innocenti e, peggio ancora, le vittime, c’è il massimo della pena.