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19/03/26

per senese lavorava il padre della meloni, e adesso del mastro, ma capiamola da dove arriva meloni e chi è , perchè ??????

 https://www.repubblica.it/.../padre_meloni_esponente.../

“Uomo del boss Senese”. I riflettori di Report sul padre di Meloni
di Giuliano Foschini, Antonio Fraschilla
“Uomo del boss Senese”. I riflettori di Report sul padre di Meloni
Domenica andrà in onda il servizio sui tentativi delle mafie di entrare in contatto con FdI, specie in Lombardia. Il racconto del pentito Perrella
11 Gennaio 2024 alle 01:00

Il servizio di Report sul padre di Giorgia Meloni: «Era un uomo del boss Senese»

Report scoprì che il padre di Giorgia Meloni, un trafficante internazionale di droga, era un “uomo del boss Senese”. Oggi si legge che il sottosegretario alla giustizia Delmastro, condannato per rivelazione di segreto d'ufficio, fa affari con il solito clan. Solo coincidenze.

ROMA – I rapporti del padre di Giorgia Meloni con il boss campano, ma considerato il Re della droga a Roma, Michele Senese. A parlarne sarà Report in una puntata molto delicata che andrà in onda domenica (su Rai Tre alle 21) e che si concentrerà sui tentativi delle mafie, soprattutto in Lombardia, di tenere contatti con esponenti di spicco di Fratelli d’Italia. E proprio indagando su questi “rapporti” il giornalista Giorgio Mottola intervista un noto collaboratore di giustizia che parla dei legami tra Senese e Francesco Melonipadre della presidente del Consiglio scomparso nel 2012 e definito dalla figlia più volte «da tempo un estraneo»: la leader di Fratelli d’Italia ha raccontato nella sua autobiografia di non avere rapporti con lui dal 1988, da quando aveva undici anni.

Report domenica manderà in onda una intervista a Nunzio Perrella, collaboratore di giustizia e uomo di Camorra che ha raccontato la gestione illecita dei rifiuti in Campania facendo scattare diverse indagini. Amante dei riflettori, Perrella si è prestato qualche anno fa per Fanpage a fare da “agente provocatore” nella pubblica amministrazione e far emergere la disponibilità alla corruzione di alcuni funzionari.

Adesso racconta a Report di aver conosciuto il padre di Giorgia, Francesco Meloni detto Franco, nei primi anni Novanta: Franco il 25 settembre del 1995, come riportato dalla stampa spagnola, è stato arrestato nel porto di Maó, a Minorca, perché trovato in possesso di 1.500 chili di hashish su una barca a vela. Perrella sostiene di aver chiesto in quegli anni a Michele Senese la disponibilità di importanti quantitativi di hashish. Senese gli risponde in maniera positiva, assicurandolo di avere queste disponibilità: e avrebbe fatto riferimento a un suo uomo che con la barca a vela faceva in quegli anni uno o due viaggi al mese tra la Spagna, il Marocco e l’Italia. Il suo nome è Franco, appunto.

Perrella aggiunge di aver visto quindi Franco con Senese a Nettuno nel 1992. All’inizio non sapeva il cognome di questo contatto di Senese, poi Perrella dopo le notizie riemerse sul padre della presidente del Consiglio ha visto la foto e a Report conferma: «Ho visto che era proprio il papà della Meloni». Il giornalista chiede se è sicuro. E lui risponde: «Si». Perrella, che avrebbe parlato anche ai magistrati di questo Franco dopo l’avvio della sua collaborazione con la giustizia, continua sostenendo che Franco Meloni era finito nel giro dei Senese per un vecchio debito che aveva con il capostipite del clan di Camorra, già dagli anni Novanta presente in forze a Roma nella gestione del traffico di droga.

Come affermato, Giorgia Meloni non ha contatti con il padre dal 1988. La madre, Anna Paratore, dopo la separazione ha una relazione con Raffaele Matano, rimasto socio di Franco Meloni in una srl proprio in Spagna. La presidente del Consiglio, intervistata nella trasmissione tv Belve recentemente ha aggiunto: «Se una bambina di 11 anni decide che il padre non lo vuole vedere più e poi lo fa davvero, evidentemente quest’uomo qualcosa ha fatto. Mio padre ha fatto di tutto per non farsi voler bene, stimare. Faccio fatica a dire che era una brava persona».

Report comunque nella puntata che andrà in onda domenica si concentra soprattutto su alcuni rapporti vischiosi tra personaggi in odor di mafia in Lombardia ed esponenti di Fratelli d’Italia. In particolare Gioacchino Amico, che secondo una indagine della procura di Milano, per conto dei clan di Camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra avrebbe tentato di procacciare affari e costruire relazioni con esponenti di primo della politica lombarda: da qui i contatti con la sottosegretaria Paola Frassinetti e l’eurodeputato Carlo Fidanza, che non sapevano dei suoi legami con i clan. Amico progetta anche di candidarsi a sindaco del Comune milanese di Busto Garolfo proprio con Fratelli d’Italia. Ed è proprio indagando sulle infiltrazioni del clan Senese fuori dalla Campania che Report intervista Perrella che parla quindi del ruolo di Franco Meloni negli anni Novanta per i Senese.


14/03/26

Mary Trump, la nipote di Trump: “Mio zio Donald mostra tutti i sintomi di un disturbo di personalità”

 Mary Trump, la nipote di Trump: “Mio zio Donald mostra tutti i sintomi di un disturbo di personalità”

https://infosannio.com/2026/03/13/mary-trump-la-nipote-di-trump-mio-zio-donald-mostra-tutti-i-sintomi-di-un-disturbo-di-personalita/




«Macché caratteraccio. Mio zio Donald Trump mostra tutti i sintomi di un disturbo di personalità, a cui negli ultimi mesi si sono aggiunti altri segnali clinici inquietanti. È un uomo abituato a falsificare la realtà, bisognoso di continue conferme e vendicativo quando non le trova. È esattamente quello che suo padre Fred voleva che fosse».
Mary Trump sa di cosa parla. Psicologa clinica, un dottorato al Derner institute, è la nipote del presidente degli Stati Uniti, che ha scatenato la guerra contro l’Iran: suo papà Freddy era il fratello maggiore di Donald. E soprattutto, è l’autrice di Sempre troppo e mai abbastanza: come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo (Utet), il libro appena pubblicato in Italia che quando uscì negli Stati Uniti, nel 2020, sbancò in 24 ore le classifiche di vendita.
Nel suo mémoire, Mary ripercorre la storia della famiglia Trump, rivelando da dove nascono il carattere e il patrimonio (frodi fiscali comprese) di quello che è diventato l’uomo più potente del pianeta. Risultato: il presidente le ha fatto causa per 100 milioni di dollari, contenzioso ancora in corso. […]
Al centro di tutto, spiega Mary, c’è suo nonno Fred Trump senior, imprenditore immobiliare di successo. L’uomo che dopo aver distrutto la vita del primogenito Freddy, il padre di Mary, morto alcolista a 42 anni, eliminò il suo ramo familiare dal testamento. L’uomo che insegnò al giovane figlio Donald, studente mediocre e imbonitore di talento, che «per diventare un re, devi essere un killer».
Un killer?
«Era la prima regola del nonno: se persegui un obiettivo, i diritti non valgono, non ci sono regole, conta solo il risultato. È diventato il motto di Donald, anche adesso che è presidente».
Che padre fu Fred senior per i suoi cinque figli?
«Intanto le mie zie Maryanne ed Elizabeth per lui neanche esistevano, era misogino fino al midollo. Quanto ai tre maschi, mio padre Freddy, zio Donald e zio Robert, s’interessava a loro solo se mostravano di sposare i suoi interessi. Che poi si riducono a uno: il denaro». […]
La rabbia di Trump, racconta nel libro, c’entra con una ciotola di purè.
«Donald aveva 7 anni, era a tavola con i fratelli e continuava a fare dispetti. Era esasperante, nessuno riusciva a farlo smettere. Così papà, che era un ragazzino, fece la prima cosa che gli saltò in mente: prese la ciotola di purè e gliela versò in testa. Tutti scoppiarono a ridere, non la smettevano più. Donald la visse come un’umiliazione insostenibile. Fu allora, mi raccontò mia zia Maryanne, che dentro di lui scattò il senso di rivalsa che mostra ancora oggi: nessuno l’avrebbe mai più messo all’angolo».
Il piccolo Donald cercava attenzione?
«Sì, perché è cresciuto senza amore. Per essere apprezzato da Fred, imitava il padre in tutto. Tranne, quando il nonno si ammalò di Alzheimer, cominciare a deriderlo. Aveva imparato la lezione: adulare i potenti, schiacciare i deboli».
Poi, arrivò il reality show.
«The Apprentice creò un mito, quello dell’imprenditore di successo. In tv, l’arroganza di Donald sembrò un segno di forza. In realtà, Trump è un debole».
Possibile?
«Mi creda, è incapace di gestire un conflitto, non ha le competenze per farlo. L’importante, per lui, è non ammettere la sconfitta, anche perché è stato educato a non rispondere mai delle proprie azioni. Un giorno nonna Mary mi confidò: “Donald la farebbe franca anche se ammazzasse qualcuno”. È un uomo che manipola patologicamente la realtà».
Sta parlando da psicologa?
«Il suo narcisimo e la mancanza di inibizioni sono tipiche delle persone sociopatiche. E oggi i discorsi confusi e i pisolini in pubblico fanno pensare al progredire di una malattia degenerativa».
Eppure, ha stravinto le elezioni.
«Ha carisma, o almeno lo aveva, il gradimento adesso non supera il 40%. Si circonda di persone che lo ossequiano per interesse: soldi, potere. E poi, sa come tenere sulle spine chi lo circonda».
«Glielo insegnò il nonno: in una stanza, sii sempre l’unico che sta seduto. Ha presente le foto nello Studio Ovale?».
Che cos’è la famiglia, per lui?
«Niente, a meno che non porti affari».
Che rapporto ha con le donne?
«Gli servono. La prima volta che incontrai Melania a cena stavano insieme da poco: non le rivolse mai la parola».
Trump ama sua moglie?
«Trump ama solo se stesso».
È coinvolto nel caso Epstein, ma non sono emersi illeciti. Secondo lei c’è di più di quanto è stato rivelato?
«Ne sono certa, e non solo io. Ma il presidente farà qualsiasi cosa perché non si sappia. Sa come manovrare le persone».

09/03/26

famiglia nel bosco: prima di gridare allo scandalo e allo Stato cattivo, chiedetevi: quante possibilità sono state offerte a questa famiglia? Quante case gratuite, quanti lavori dignitosi, quanti percorsi di aiuto? E quante volte hanno detto "NO"?

 





Per chi ancora difende questi genitori senza conoscere i fatti, ecco cosa è realmente successo. Cercate di leggere tutto prima di commentare.

Nel 2021 Nathan e Catherine, con tre figli piccoli, si trasferiscono in un casolare fatiscente a Palmoli: niente acqua corrente, niente energia elettrica, niente bagno interno, niente riscaldamento. I bambini crescono senza scuola, senza pediatra, senza vaccinazioni, senza parlare italiano, senza saper leggere né scrivere. Per quattro anni nessuno sa nulla.

Poi, nel settembre 2024, la famiglia si avvelena con funghi tossici raccolti dal padre, convinto di essere un esperto. Si ritrovano tutti privi di sensi fuori dal casolare. Non chiamano il 118. Li trova un vicino contadino per puro caso e dà l'allarme. Senza di lui probabilmente non staremmo qui a discutere. In ospedale i genitori rifiutano il sondino naso-gastrico per i figli perché fatto di silicone. Il bambino se lo strappa da solo e la madre impedisce che venga rimesso. Durante un avvelenamento. A dei bambini.

Da lì partono le segnalazioni. I carabinieri descrivono una situazione di "sostanziale abbandono". I servizi sociali propongono un percorso: ristrutturazione della casa, visite mediche, incontri educativi. I genitori accettano, poi si tirano indietro e dichiarano di non essere più interessati. Catherine fugge addirittura a Bologna con i figli, facendo perdere le proprie tracce per settimane.

Quando torna, il Comune di Palmoli — un paesino di 850 anime — offre gratuitamente una casa vera: tre camere, due bagni, riscaldamento, tutte le utenze. Rifiutata. Un imprenditore offre un'altra casa gratis. Rifiutata. Un geometra e una ditta edile si offrono di ristrutturare il casolare a costo zero. Il padre doveva solo firmare un foglio. Ha rifiutato perché i lavori sarebbero stati "troppo invasivi". Per le visite mediche dei figli hanno chiesto 150.000 euro, cinquantamila a bambino. La figlia più grande nel frattempo s'è beccata una bronchite acuta, non curata e non segnalata.

Il loro stesso avvocato a un certo punto ha rimesso il mandato, dichiarando di non poterli più difendere perché rifiutavano sistematicamente ogni proposta.

A novembre 2025 il tribunale sospende la responsabilità genitoriale e trasferisce i bambini in una casa famiglia con la madre. E qui si arriva all'ultimo capitolo. Catherine nella struttura si è comportata in modo "ostile e squalificante" verso le educatrici, ha preteso che i figli seguissero regole diverse dagli altri bambini, ha screditato il personale davanti ai figli chiamandole "cattive persone". I bambini, influenzati dalla madre, hanno iniziato a compiere atti aggressivi: HANNO ROTTO PERSIANE PER FABBRICARSI BASTONI CON CUI COLPIRE LE EDUCATRICI e hanno messo in pericolo una neonata ospite della struttura. Il padre, al contrario, è sempre stato descritto come collaborativo.

Risultato: pochi giorni fa il tribunale ha disposto la separazione della madre dai figli e il trasferimento dei bambini in un'altra struttura. A 18 mesi dall'inizio della vicenda, nessun progetto di ristrutturazione del casolare è mai stato depositato in Comune.

Quindi, prima di gridare allo scandalo e allo Stato cattivo, chiedetevi: quante possibilità sono state offerte a questa famiglia? Quante case gratuite, quanti lavori dignitosi, quanti percorsi di aiuto? E quante volte hanno detto "NO"? Non si è arrivati a questo punto per cattiveria delle istituzioni, ma per l'intransigenza sistematica di due genitori che hanno anteposto la propria ideologia alla salute, alla sicurezza e al futuro dei propri figli. Lo Stato non ha tolto dei bambini a una famiglia. Lo Stato ha protetto tre bambini da chi avrebbe dovuto tutelarli e non l'ha fatto.

E sapete cosa mi fa davvero rabbia? Che in Italia ci sono migliaia di famiglie che vivono in condizioni di indigenza non per scelta, ma perché la vita le ha messe in ginocchio. Famiglie che dormono in case fatiscenti, che non riescono a pagare le bollette, che non hanno i soldi per curare i figli. Famiglie che darebbero qualsiasi cosa per avere anche solo una delle opportunità che questa coppia ha rifiutato con arroganza. A loro nessuno offre una casa gratis con tre camere e due bagni. A loro nessuno offre ristrutturazioni a costo zero. A loro nessun imprenditore consegna le chiavi di un B&B. A loro nessun programma televisivo dedica settimane di copertura. Vivono nell'invisibilità, e nessuno si indigna.

Ecco, se proprio volete indignarvi, indignatevi per loro. Per chi lotta ogni giorno senza che nessuno gli tenda la mano, non per chi quella mano l'ha avuta, più e più volte, e l'ha schiaffeggiata ogni singola volta. 
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13/02/26

Gratteri avrebbe detto il falso? Ti faccio un promemoria, e bada, ti sto citando SOLTANTO le condanne definitive ed i procedimenti non ancora conclusi dei tuoi colleghi, e SOLTANTO degli attuali parlamentari

 



La Russa ha criticato Gratteri perché ha detto che a votare SI sono gli imputati... caro La Russa, Gratteri avrebbe detto il falso? Ti faccio un promemoria, e bada, ti sto citando SOLTANTO le condanne definitive ed i procedimenti non ancora conclusi dei tuoi colleghi, e SOLTANTO degli attuali parlamentari, del parlamento italiano e del parlamento europeo; si tratta di un elenco sicuramente incompleto ed estremamente stringato nei contenuti, con ultimo aggiornamento a gennaio 2026:

1 Santanché Garnero Daniela (FdI)
CONDANNATA a 4 giorni di arresto e 100 euro di ammenda convertiti in 1100 euro di ammenda per manifestazione illecita
INDAGATA per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio
RINVIATA A GIUDIZIO per truffa nei confronti dell'INPS per una somma pari a 126.009 euro, restituisce all'INPS la cifra contestata e si impegna a bonificare all'istituto altri 50.000 euro per i disservizi arrecati e per il danno d'immagine
2 Delmastro Andrea (FdI)
CONDANNATO in primo grado a otto mesi di carcere e un anno di interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreto d'ufficio, riconoscendogli le attenuanti generiche e con la sospensione condizionale della pena
CONDANNATO per guida in stato di ebbrezza, successivamente estinta tramite oblazione
3 Testa Guerino (FdI)
ha chiesto di PATTEGGIARE una condanna a 1 anno e 6 mesi per alcune bancarotte
nuovamente INDAGATO per bancarotta fraudolenta
4 Tosi Flavio (FI)
CONDANNATO a 2 mesi di reclusione, con sospensione della pena, al pagamento di 4000 euro di multa e alla sospensione per 3 anni dai pubblici uffici
CONDANNATO per diffamazione
INDAGINE in corso per concorso in peculato
5 Bignami Galeazzo (FdI)
DENUNCIATO per violazione della privacy e incitamento all'odio razziale
6 Brambilla Michela Vittoria (NM)
HA PATTEGGIATO una pena a 1 anno e 4 mesi per fallimento
7 Bossi Umberto (Lega)
CONDANNATO a 8 mesi di reclusione per violazione del finanziamento pubblico ai partiti
CONDANNATO a 4 mesi per resistenza a pubblico ufficiale
CONDANNATO a 1 anno e 4 mesi per vilipendio della bandiera italiana
CONDANNATO a pagare 3.000 euro per vilipendio, salvato dall'indulto
CONDANNATO a 18 mesi per vilipendio del Capo dello Stato, graziato dal presidente Mattarella
CONDANNATO insieme al suo partito per aver rubato allo Stato 49 milioni di euro, salvato dalla prescrizione
8 Calovini Giangiacomo (FdI)
HA PATTEGGIATO una pena a 1 anno e 4 mesi per corruzione
9 Candiani Stefano (Lega)
SOSPESO dal parlamento per 3 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
10 Cangiani Gerolamo (FdI)
SOSPESO dal parlamento per 7 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
11 Cappellacci Ugo (FI)
RINVIATO A GIUDIZIO per abuso d'ufficio, viene salvato dalla prescrizione
RINVIATO A GIUDIZIO per corruzione
12 Castiglione Giuseppe (FI)
INDAGATO per turbativa d'asta
13 Cecchetti Fabrizio (Lega)
INDAGATO per spese pazze restituisce, prima della sentenza, 49.000 euro
14 Centemero Giulio (Lega)
CONDANNATO a 8 mesi per finanziamenti illeciti, e per altri finanziamenti illeciti a 1 anno, viene salvato dalla prescrizione
15 Cesa Lorenzo (NM, Misto)
CONDANNATO in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata, salvato dalla prescrizione
16 Colucci Alessandro (NM)
HA PATTEGGIATO una pena ad 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per peculato
17 Angelucci Antonio (Lega)
CONDANNATO in primo grado a 1 anno e 4 mesi per tentata truffa e falso
CONDANNATO per guida in stato di ebbrezza, successivamente estinta tramite oblazione
18 Ciccioli Carlo (FDI)
Grazie ad una amnistia la fa franca dall'aver sparato e ferito con 5 colpi di pistola un avversario politico
19 De Meo Salvatore (FI)
DENUNCIATO dalla giustizia belga per il caso "Huaweigate"
20 Crosetto Guido (FdI)
CONDANNATO 3 volte per un totale di oltre 200.000 euro per il non pagamento degli affitti delle case da lui prese in locazione
21 Craxi Stefania (FI)
CONDANNATA al pagamento di 676.000 euro di imposte erariali
CONDANNATA insieme al fratello e alla madre al pagamento di 10 miliardi (di lire) di tasse evase e 20.000 euro di spese legali
CONDANNATA ad un risarcimento per ingiurie e diffamazione
Di nuovo QUERELATA per ingiurie
22 Calderoli Roberto (Lega)
CONDANNATO per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale a 4 mesi e 20 giorni, salvato dalla prescrizione
CONDANNATO per diffamazione con l'aggravante razziale a 18 mesi, salvato dalla prescrizione
23 Centinaio Gian Marco (Lega)
DENUNCIATO per notizie false
24 Furgiuele Domenico (Lega)
RINVIATO A GIUDIZIO per illeciti in gare d'appalto
25 Iezzi Igor (Lega)
SOSPESO dal parlamento per 15 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
26 Fitto Raffaele (FdI)
Ha in corso tre procedimenti di risarcimento nei confronti della regione Puglia per tangenti e gestioni amministrative
27 Fidanza Carlo (FdI)
HA PATTEGGIATO per corruzione 1 anno e 4 mesi
28 Fazzone Claudio (FI)
INDAGATO per corruzione
gli è stata SEQUESTRATA dal tribunale di Latina la villa di Fondi, intestata alla moglie, per lottizzazione abusiva
29 Galliani Adriano (FI)
CONDANNATO nella vicenda Calciopoli a 5 mesi più una multa del CONI
RINVIATO A GIUDIZIO per falso in bilancio, ma nel frattempo il governo Berlusconi ha depenalizzato il reato
INDAGATO per concorso in bancarotta
30 Gasparri Maurizio (FI)
processato per ingiuria, viene salvato dall'abrogazione del reato
31 Amich Enzo (FdI)
SOSPESO dal parlamento per 7 giorni per aver aggredito dentro il parlamento il deputato Leonardo Donno
32 Giorgetti Giancarlo (Lega)
Non ha denunciato un tentativo di corruzione nei suoi confronti
33 Mollicone Federico (FdI)
SOSPESO dal parlamento per 15 giorni per aver aggredito in parlamento il deputato Leonardo Donno
34 Mantovani Mario (FDI)
ARRESTATO per abuso d'ufficio, viene salvato dalla successiva prescrizione
RINVIATO A GIUDIZIO per dichiarazione fraudolenta
35 Martusciello Fulvio (FI)
DENUNCIATO dalla giustizia belga per il caso "Huaweigate"
36 Moratti Letizia (FI)
CONDANNATA a un risarcimento nei confronti del comune di Milano per 591.000 euro
37 Montaruli Augusta (FdI)
CONDANNATA a 1 anno e 6 mesi per aver rubato allo Stato 25.000 euro
38 Minardo Antonino (FI)
CONDANNATO per abuso d'ufficio a 8 mesi di reclusione
39 Maerna Novo Umberto (FDI)
CONDANNATO in primo grado a 1 anno e 2 mesi per concorso in truffa e falso ideologico
40 Maccanti Elena (Lega)
HA PATTEGGIATO una pena di 1 anno per concorso in peculato
41 Occhiuto Mario (FI)
CONDANNATO a 3 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, divieto di impresa per 3 anni e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni
42 Micciché Gianfranco (FI)
INDAGATO con le accuse di peculato, truffa e false attestazioni
43 Lotito Claudio (FI)
ARRESTATO per appalti truccati
CONDANNATO a 4 mesi di inibizione dal calcio
CONDANNATO a 18 mesi di reclusione e al pagamento di 40.000 euro di multa, la fa franca grazie alla prescrizione
CONDANNATO per aggiotaggio a 2 anni di reclusione, la fa franca grazie alla prescrizione
CONDANNATO a 1 mese e mezzo di squalifica per accuse al presidente del CONI
CONDANNATO a 2 mesi di squalifica per violazione dei regolamenti
Viene sottoposto ad un SEQUESTRO preventivo per falso e truffa, la fa franca per prescrizione
CONDANNATO a 2 mesi di squalifica per mancato rispetto dei protocolli Covid
44 Patriciello Aldo (Lega)
CONDANNATO a 4 mesi per finanziamento illecito
CONDANNATO a 4 mesi per violazione dei sigilli
45 Razza Ruggero (FDI)
RINVIATO A GIUDIZIO per accuse legate a una concorsopoli nella sanità
46 Salvini Matteo (Lega)
CONDANNATO a 30 giorni di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale
CONDANNATO per diffamazione al pagamento di 5.700 euro
CONDANNATO per violazione del copyright rischia un pagamento fino a 250.000 euro e 6 mesi di reclusione
INDAGATO per sequestro di persona e abuso d'ufficio, viene salvato dal Senato che nega l'autorizzazione a procedere
INDAGATO per diffamazione, viene salvato dal Senato
47 Pozzolo Emanuele (FDI-Misto)
DENUNCIATO per aver ferito con un colpo di pistola un agente della polizia penitenziaria, la vittima ritira la denuncia in cambio di un risarcimento
ACCUSATO di esplosioni pericolose e omessa custodia d'arma, verrà prosciolto in cambio di una oblazione
CONDANNATO in primo grado a 1 anno e 3 mesi con la condizionale per porto abusivo di armi
48 Romeo Massimiliano (Lega)
CONDANNATO in Corte d'Appello per peculato, con sospensione condizionale
49 Sgarbi Vittorio
CONDANNATO per diffamazione aggravata a 1000 euro di multa
CONDANNATO per ingiurie a 30.000 euro di multa
CONDANNATO per ingiurie a 35.000 euro di multa
CONDANNATO per diffamazione, salvato dall'indulto
CONDANNATO per diffamazione, salvato dalla prescrizione
CONDANNATO per ingiurie al pagamento di 30.000 euro e alle spese legali
CONDANNATO per diffamazione a pagare 25.882 euro
CONDANNATO per diffamazione a pagare 60.000 euro
CONDANNATO per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di 4 carabinieri per 11.000 euro
CONDANNATO per diffamazione a 6 mesi di reclusione, con sospensione della pena
CONDANNATO per diffamazione a un risarcimento di 20.000 euro e una multa di altri 20.000 euro
CONDANNATO per diffamazione per 2000 euro e 20.000 euro di provvisionale
CONDANNATO per diffamazione in primo e secondo grado, salvato dalla prescrizione
INDAGATO per diffamazione nei confronti dello storico d'arte Benati
INDAGATO per esportazione illecita di opere
CHIESTO PROCESSO per riciclaggio, relativo ad un furto di beni culturali
La Meloni lo ha prima fatto dimettere da sottosegretario ma lo ha riciclato presentandolo alle europee 2024, dove per fortuna non è stato eletto
50 Bruzzone Francesco (Lega)
CONDANNATO in primo grado a 3 anni e 8 mesi per essersi appropriato di 77.000 euro di soldi pubblici non spettanti, verrà salvato dalla prescrizione
51 Tremonti Giulio (FDI)
CONDANNATO per corruzione, ha patteggiato la pena in 4 mesi di reclusione, convertiti in una pena pecuniaria di 30.000 euro e una multa di 10.000
52 Pisano Calogero (FdI-NM)
CONDANNATO al pagamento delle parti mancanti delle mensilità non erogate alle ex collaboratrici
53 Borghi Claudio (Lega)
CONDANNATO al pagamento di 15.000 euro e 2.500 di spese legali per irregolarità consistenti in carenze nell'erogazione e nel controllo del credito
54 Rosa Gianni (FdI)
RINVIATO A GIUDIZIO per abuso d'ufficio…