Viviana Vivarelli
QUANDO IL FASCINO NON C'E', NON C'E'. Viviana Vivarelli.
Diciamo la verità: Draghi è uno degli esseri più raggelanti, respingenti e sgradevoli che si sia mai visto. Finché stava chiuso nei caveau della BCE, poteva andare anche bene, ma ora che si è messo in testa di dirigere l'Italia da premier e ci 'deve mettere la faccia', il suo fallimento è totale. Non solo non buca lo schermo, ma lo schermo si buca da solo se lo vede avvicinarsi.
L'Italia è un Paese emotivo, sentimentale e passionale e gran parte del successo dei suoi beniamini si deve alla bellezza. Bello è Di Battista che sembra Che Guevara, bello è anche Conte malgrado il naso lungo e ha tirato più elettori il suo viso che stava per scoppiare in lacrime per le vittime del Covid di un programma politico, o lui che suonava la chitarra (male) per i bambini del pediatrico, ma immaginare Draghi che sta per scoppiare in lacrime o che suona la chitarra per i bambini malati è impensabile, anzi è meglio che i bambini non lo vedano o lo scambiano per Valdemort.
In quanto allo strazio (penso alla vergogna delle loro famiglie) di tutti questi giornalisti che si arrampicano sugli specchi per trovargli qualcosa da amare, sono come il custode del rettilario che tenta di rendere gradevoli i suoi pitoni per non perdere il posto.

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