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27/04/14

i poveri non è vero che non li vuole nessuno,le cooperative e comunità sulle loro miserie campano alla grande

si scrive e si parla in tv dei nuovi poveri ,ma io so che da sempre ci sono,da sempre intendo sempre, famiglie abbandonate a se stesse e istituzioni che se ne fregano,a volte intervengono,ma non per aiutare,ma solo per sfasciare, ho conosciuto famiglie terrorizzate dall'intevento di assitenti sociali,cosa vuol dire che se hanno figli,non danno aiuto economico che sarebbe l'unica strada ,ma tolgono i minori ,li mettono nelle case famiglie e pagando carissimo l'intervento, e lasciano che gli adulti si arrangino,ma cosa sono queste case famiglia ,comunità ecc, difficile districarsi nelle mille e mille cooperative con psichiatri e personale non qualificato se non dalla volontà e cupidigia, si perchè da quello che ho potuto constatare le comunità in specie quelle che sono a nome di dio ,sono uno schifo unico,la gente che lavora lì lo fa per soldi, chi gestisce è messo o dal prete o dal comune insomma senza nessuna qualifica di studi,ma da raccomandazioni, c'è di solito uno psichiatra compiacente e il povero malcapitato se è un pò come dire recalcitrante ha una bella terapia di psicofarmaci,pure se piccolo di età,ma mi  si dirà per il suo bene,no per il bene di chi ci lavora, per non lavorare, uno rimbambito fastidi non da, questi ricoveri che a volte durano anni,ma anche la vita intera ci costano 200 euro al giorno, adesso pure un deficiente capisce che se aiuti la famiglia risparmi e poi aiuti la famiglia cioè parecchia gente e che poi oltre al figlioletto che costa, la famiglia senza reddito,ai margini della società può dare problemi di criminalità ecc, ma cosa non si fa per aiutare le cooperative, bianche e rosse e altro colore, cosa non si fa!

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/04/27/reggio-calabria-ecco-come-vivono-nuovi-poveri-certificati-dallistat/276242/

Reggio Calabria, ecco come vivono i nuovi poveri certificati dall’Istat


La settimana scorsa i dati dell’Istat hanno certificato che oltre un milione di famiglie vivono con redditi non provenienti dal lavoro. Tra questi c’è poi anche chi non ha alcun reddito e vive solo grazie alle mense della Caritas, al sostegno della Chiesa o al volontariato di alcune associazioni che si occupano di fornire loro un pasto caldo. Li chiamano i “nuovi poveri” e sono persone che, per lo Stato italiano, hanno perso ognidiritto. Fantasmi che vivono addirittura per strada come un signore, incontrato aReggio Calabria, che dopo anni di lavoro in una raffinerie dorme in un sottopassaggio della stazione: “Ho 7 anni di contributi in meno per cui mi hanno detto che devo aspettare un po’”. Sempre a Reggio, inoltre, un’intera famiglia vive con le 540 euro della pensione di invalidità della figlia malata. Marito e moglie sono disoccupati e fanno la spesa all’Emporio alimentare, una sorta di supermercato dove le famiglie in difficoltà possono “pagare” con una tessera a punti fornita da alcuni volontari: “A noi non pensa nessuno. Sono barzellette quelle che dice Renzi. Ottanta euro sono una miseria. Con quella cifra non compro neanche le medicine per mia figlia che è epilettica”  di Lucio Musolino


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