"Era pieno di sangue. Sulle gambe, innumerevoli
piccole ferite da cui fuoriusciva del sangue lucido e
fresco, in grande quantità che colava fin sotto i
piedi. Sulle braccia altre ferite e altro sangue, che
ora saliva e ora scendeva lungo gli avambracci in
piccoli torrenti guidati dalla forza di gravità. Altro
sangue in fronte, sul collo, dietro la schiena. E
(Tratto da: "Sangue a Roma. Ste cazzo di zanzare li
mortacci loro". Plasma edizioni)
.
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