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23/08/15

Più di trenta case del Comune assegnate agli uomini del clan Alessandro Capponi - CorriereDellaSera Lasciate stare le ville, le statue romane in salotto, i rubinetti d’oro in...

http://www.stefanoesposito.net/blog/2015/08/23/piu-di-trenta-case-del-comune-assegnate-agli-uomini-del-clan/Quaranta casi
A pochissimi giorni dalla decisione del Consiglio dei ministri in merito all’eventuale scioglimento del Campidoglio per le infiltrazioni prodotte da Mafia Capitale, il timore che circola in Comune è che i casi di appartamenti dati al clan siano, sussurra chi lavora negli uffici, «trenta-quaranta, ma stiamo parlando di un numero arrotondato per difetto». In zone periferiche (Spinaceto) ma anche in altre considerate più alla moda, come il Pigneto. Ma non solo: dal Pigneto, le case date ai Casamonica sarebbero sparse per tutta la zona della Casilina, che poi corre parallela alla Tuscolana, cioè la strada percorsa dal clan per trasportare il feretro di «zio Vittorio» fino alla parrocchia dei funerali, in piazza Don Bosco. La sensazione che si tratti di qualcosa in più di un sospetto in Campidoglio dev’essere forte: perché Esposito ha già trattato l’argomento sia con il vicesindaco, il parlamentare Marco Causi, sia con il magistrato e ora assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. E la decisione è stata presa: fare partire verifiche «mirate» all’interno del patrimonio immobiliare del Comune. «Non mi stupirei se trovassi qualcuno dei Casamonica in case da sessanta metri quadrati e con la Ferrari in garage», allarga le braccia il senatore «prestato» alla giunta di Roma. Del resto, a lui, una storia simile a questa è già capitata: perché a Ostia — Municipio col presidente Andrea Tassone arrestato nel secondo filone di Mafia Capitale, con Esposito nominato commissario di zona dal Pd — là, dunque, gli Spada gestivano un locale da circa di dieci anni. E indovinate di chi era la proprietà dello stabile?
Centinaia di precedenti
Ora, sia chiaro: nell’immenso patrimonio immobiliare di Roma una verifica «di sistema» da qualche tempo è già in atto. E i casi di sedicenti nullatenenti scovati in appartamenti comunali sono centinaia. L’ultimo individuato dall’assessorato ai Servizi Sociali di Francesca Danese è di un avvocato che viveva in una casa del Campidoglio in zona San Saba, all’Aventino. Affitto basso, naturalmente. Anche se quell’avvocato, con cinquecentomila euro di reddito, avrebbe potuto permettersi qualunque cifra.
Alessandro Capponi - CorriereDellaSera Lasciate stare le ville, le statue romane in salotto, i rubinetti d’oro in...
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