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07/03/16

UNO STUDIO DA LONDRA DOVE SI DICE CHE L'ITALIA MASSIMO 10 ANNI È FINITA, IO DICO ADESSO È GIÀ FINITA

uno STUDIO DA LONDRA DOVE SI DICE CHE L'ITALIA MASSIMO 10 ANNI È FINITA, IO DICO ADESSO È GIÀ FINITA, NON HA UNA POLITICA CHE PENSA AL BENESSERE DEL PAESE,MA È TUTTA FINALIZZATA AL BENESSERE DELLA CASTA, E UN PREZZO ALTISSIMO PER LA POPOLAZIONE, COSA FARE, SUBITO METTERE MANO ALLE PENSIONI DEI POLITICI E CASTA, LORO DA SOLI SI PAPPANO 15 MILIARDI L'ANNO,NON FACCIAMOCI RACCONTARE LA PALLa che sono pochi milioni, si tratta di un mare di gente che vive BENISSIMO e non ha messo soldi per la sua pensione, sono politici,sindacalisti, impiegati quadro di aziende di stato,banchieri e loro galoppini ,ministeri,rai, e tutto il settore stato, cioè lo dicono da anni gli esperti,sono 3 milioni di persone che vivono alla grande in modo parassitario, intanto togliere questo sperpero di denaro cominciando da napolitano e  tutti i BENEFICI che ha con famiglia a seguito,il resto è mafia, come s'è visto in mafia capitale e mafia regione lombardia, chi ruba in galera, e togliere le municipalizzate farlocche, l'aci toglierlo e tutta la merda che serve a gente per prendere uno stipendio senza lavorare, poi il mestiere di politico lo fai al massimo per 10 anni e poi a casa, questo anche nei piccoli comuni, senza politici si avrebbero cittadini che lavorerebbero,mai più un napolitano,per me un capo di stato dovrebbe fare 4 anni non di più e via il quirinale, abbiamo le forze armate più care d'europa e che non fanno un cazzo, via i soldi alla chiesa, chi ha fede se la finanzi,e creare posti di LAVORO, l'agricoltura sia privilegiata e l'energia ecologica e rinnovabile, queste cose sono urgenti da fare per salvare il paese


DA LONDRA RIVELAZIONE CHOC: MASSIMO 10 ANNI E L’ITALIA SARA’ UNA NAZIONE FINITA



DA LONDRA RIVELAZIONE CHOC: MASSIMO 10 ANNI E L’ITALIA SARA’ UNA NAZIONE FINITA




lo studio choc da Londra rivela che tra massimo 10 anni l’Italia sara’ una nazione finita.“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà”. Così Roberto Orsi,italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese.
UN SETTORE DISTRUTTO – Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo orsi, è lo smantellamento del sistema manufatturiero, vera peculiarità del made in Italy a tutti i livelli: “Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell’élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. L’Italia non avrebbe potuto affrontare l’ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori. La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell’Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull’Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE sapendo perfettamente che l’Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza, l’Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione certa”. (Continua sotto)
RESPONSABILITA’ POLITICHE – Quando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica: “L’Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale. Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio dell’ex Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d’Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica , che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell’ordine repubblicano. L’interventismo dell’ex Presidente è stato particolarmente evidente nella creazione del governo Monti e dei due successivi esecutivi, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale. L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che Monti ha aggravato la già grave recessione. Chi lo ha sostituito ha seguito esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità.
I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia”.


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