Mattarella non è il mio presidente, eletto dal pd, e ora orfano del defunto pd, rompe le palle,ma se ha firmato tutte le porcate senza mai dire parola, la legge elettorale l'ha firmata, e se lo so io che è una porcata, figurarsi se lui non lo sapeva, adesso s'è svegliato e sta facendo cose inaudite, lui non può mettere mani nei provvedimenti legittimi del governo, sta facendo massiccia interferenza, lo so che non gli piace,ma ci doveva pensare prima ha firmato una legge elettorale per avere un governo renzi berlusconi e mò si becca Di maio e Salvini, io contenta lui no,ma a me non me ne frega niente, non è il mio presidente,uno eletto con 700 voti, vuole non rappresentare ma comandare, il presidente della repubblica così messo io lo toglierei,costa 300 milioni l'anno è come la corte del re sole, ossia sperpero di soldi per culo marci.
Rai, l'auspicio del Quirinale: su Foa evitare forzature
Il presidente Mattarella orientato a chiedere il rispetto dello spirito della legge: restare in carica da consigliere anziano potrebbe far scoppiare lo scontro politico
di UMBERTO ROSSO
- L’auspicio del Colle, sul braccio di ferro sulla presidenza Rai: evitare le forzature. E rispettare lo spirito della legge. Sergio Mattarella non ha poteri sul caso, anche se i gruppi parlamentari del Pd sono pronti a chiedergli udienza se Foa non si dimette, ma la bussola del Quirinale è orientata, in questo caso come più in generale, al rispetto di quei due principi. In questa chiave, mantenere in sella a tutti i costi Marcello Foa, pur sfiduciato in Commissione di vigilanza, sembrerebbe uno strappo nelle stanze del Palazzo più alto del paese.
Sarebbe una forzatura politico-parlamentare restare su una poltrona nonostante il voto contrario della maggioranza della Vigilanza, che non ha ratificato la nomina di Foa che era stato decisa dal consiglio di amministrazione di Viale Mazzini. Ovvero, un mancato rispetto di una scelta istituzionale. E rischia di diventare anche uno strappo che contraddice lo spirito della legge sulle nomine Rai, che prevede appunto per l’insediamento del presidente Rai il gradimento dell’organismo di controllo parlamentare.
Restare in carica, nonostante tutto, usando il ruolo di consigliere anziano, e presiedere oggi il cda come se niente fosse, rischia dunque di far scoppiare lo scontro. E le barricate della maggioranza sul nome di Foa minacciano di innescare perfino problemi col Colle.
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