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30/08/18

travaglio e Fico e Zingaretti vi state dando da fare per spaccare il m5s? IO HO VOTATO IL MOVIMENTO NON FICO,PER ME LA SINISTRA è MORTA,MAI VOTERò UN FICO CHE VUOLE LA SINISTRA, PER L'IMMIGRAZIONE è SEMPLICE

travaglio e Fico e Zingaretti vi state dando da fare per spaccare il m5s? IO HO VOTATO IL MOVIMENTO NON FICO,PER ME  LA SINISTRA è MORTA,MAI VOTERò UN FICO CHE VUOLE LA SINISTRA, PER L'IMMIGRAZIONE è SEMPLICE ,SIAMO 60 MILIONI E COME TUTTI ORAMAI SAPPIAMO 7 MILIARDI SUL PIANETA SIAMO TROPPI,CI STIAMO PREPARANDO A GUERRE E ESTINZIONI DI MASSA, MA TRAVAGLIO E FICO PENSANO A Salvare MIGRANTI CHE POI VENGONO SALVATI,SOLO CHE IN ITALIA BASTA, NON NE VOGLIAMO Più.

un conto è fare in modo che l'Africa diventi democratica,ma l'italia  prendendo sul territorio africani non può farcela, può solo trasferire in Europa guerre e fame, solo questo vuole Travaglio e con Santoro e Vauro, per me il m5s può fare a meno di voi, o altrimenti mettete i piedi per terra. 


Travaglio: crisi di governo? Zingaretti e Fico si avvicinano?

Zingaretti e Fico potrebbero riunire la sinistra.Travaglio: crisi di governo? Zingaretti e Fico si avvicinano?


Il quadro politico italiano è sempre in tumultuoso divenire. I colori, rosso, giallo-verde, azzurro, blu e chi più ne ha più ne metta, si mescolano e si sovrappongono in un caleidoscopico rassemblement,riconsegnando all’attonito elettore un quadro cromatico sempre diverso.
L’attuale compagine governativa è frutto di una ardita sintesi politica, suggellata da un contratto per saldare due partiti, la Lega e i Cinque Stelle, che sono cementati solo da un populismo sovranista che spesso scricchiola su temi delicati come l’immigrazione e le infrastrutture.
Dunque non è esercizio di pura fantasia immaginare uno scenario che potrebbe verificarsi a breve, diciamo dopo la finanziaria, ma che non riguarda tanto la maggioranza quanto l’opposizione.
Il Pd è in crisi, Matteo Renzi ha conquistato un impero e lo ha perduto in poco tempo e in quello che è comunque percepito come il maggiore partito di centro - sinistra sono iniziati i giochi di potere in vista del congresso. Nicola Zingaretti, governatore del Lazio alla sua seconda esperienza, politico di lungo corso, fiuta l’aria e si candida a segretario del Pd attaccando Renzi.
Zingaretti ha un buon dialogo con l’arcipelago di sinistra, da Leu, ai sindacati, all’associazionismo cattolico, alla società civile e in Regione Lazio, gode di un ottimo rapporto con la blanda opposizione dei Cinque Stelle, che più che altro sembra un alleato.
A livello nazionale i pentastellati presentano una originalità, chiamiamola così, che fa riferimento a Roberto Fico, Presidente della Camera e dichiaratamente di sinistra in un movimento che presenta chiari elementi peronisti, ad essere benevoli. Il Fatto Quotidiano, giornale da sempre vicino ai Cinque Stelle (come prima a Italia dei Valori), ha cominciato un bombardamento continuo sulla Lega e Salvinie qualche colpo ha raggiunto, come nell’editoriale di oggi di Marco Travaglio, anche i Cinque Stelle, e dunque una ipotesi che di un certo interesse è quella che vede un Renzi che abbandona il Pd e va verso il “Partito della Nazione” con Berlusconi, e Zingaretti che federa a sinistra il Pd rimasto con il gruppo di Fico.
Da non sottovalutare poi le tensioni che l’opposizione alla magistratura di Salvini sta producendo nel partito di Grillo, da sempre vicino alle procure.
Giuseppe Conte, che è il perno sintetico su cui è stato costruito l’edificio governativo, è in difficoltà perché sembra essersi calato troppo nel suo ruolo politico (che non possiede) e non ha mostrato molto trasporto per l’avviso di garanzia al ministro dell’Interno e nel contempo, anche Matteo Salvinideve fare attenzione a non isolarsi troppo dagli alleati tradizionali di centro-destra, per non trovarsi fuori gioco se avvenissero movimenti tellurici rilevanti, come l’iperattività de Il Fatto sembra indicare.
Oggi Travaglio dà per finito il governo e attacca pesantemente Salvini chiamandolo “Cazzaro Verde” e paragonandolo a Berlusconi e Renzi, occorrerà capire quanto è frutto di iniziativa personale del Direttore de IL Fatto e quanto è invece -come probabile- frutto di interazioni con Grillo.
Dunque, si tratterebbe di dare sfogo a tensioni politiche sempre più evidenti e che, come detto, si acuiranno dopo la finanziaria. Fantapolitica? Forse, ma lo era anche quando vedemmo un anno fa un governo giallo-verde possibile, che poi è divenuto realtà.

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