Ci è stato chiesto di evitare gli assembramenti, così da non diffondere il virus.
Ma ce ne siamo sbattuti perché andare in discoteca o a divertirci in vacanza era nostro diritto. No alla dittatura sanitaria.
Ci è stato chiesto di mettere la mascherina, per evitare di peggiorare la situazione.
Ma ce ne siamo fregati. Perché la mascherina è un bavaglio.
Ci è stato chiesto di limitare gli incontri e di usare cautele anche a casa.
Ma non abbiamo ascoltato perché non possono decidere a casa nostra. Vogliamo libertà.
Ci è stato chiesto di scaricare app Immuni, così da poter più facilmente tracciare i contatti di un positivo.
Ma abbiamo rifiutato, perché c'era un vago sospetto che la privacy fosse a rischio.
Ci è stato chiesto di rispettare norme di comportamento legate al buonsenso.
Ma abbiamo fatto come se nulla fosse perché tanto coviddi non c'è né!
Ora saremo costretti a chiudere qualcosa. Perché una pandemia non si ferma se non si collabora tutti e tutte.
E più crediamo di saperne più noi rispetto alla comunità scientifica più le cose andranno male e più saranno necessarie misure pesanti per contenere il virus.
Criticate il governo? Liberissimi. Ma poi ditemi un paese che sta messo meglio di noi. Non la Francia, non la Spagna, neppure la Polonia o l'Ungheria o la Gran Bretagna. Neanche l'Irlanda, il Brasile gli Usa l'Olanda o il Belgio.
Allora capiamoci. Che si scelga di tenere aperto o di chiudere, di socchiudere o di spalancare comunque è una guerra. Non esiste la ricetta vincente e tanto meno la bacchetta magica.
Ma è certo che chi si crede più intelligente e informato e dubbioso in realtà fa solo dei grandi danni a sé stesso e agli altri.
C'erano 3 semplici regole. E l'avete chiamata dittatura.
Mascherina.
Distanziamento.
Igiene.


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