Mi ha colpito la ferocia con cui il signor Iginio Massari, maestro pasticcere, ha attaccato lo strumento dei ristori previsti dal Governo. Una ferocia tale da esser stato subito ripreso e rilanciato compulsivamente dalla Lega.
Ha pronosticato rivolte, chiamato sdegnosamente quel denaro "carità" e sostenuto che certe persone si sarebbero dovute mettere le mutande in testa.
Molto feroce. Ed evidentemente ha chiamato quel denaro "carità" perché poco, troppo poco. Però, andando a logica, essendo il ristoro basato sul fatturato, quindi sul dichiarato, se esso è poco (quindi carità) è perché anche il fatturato è stato basso, proporzionato appunto. Dove sta quindi la colpa? Cosa giustifica la ferocia espressa da questo signore? Pretendeva mica che lo Stato desse palate di soldi tirando a sorte il fatturato?
Ho poi trovata curiosa la sua risposta al quesito "Lei ha ricevuto aiuti?". Ha detto: "Non lo so, noi cerchiamo di esistere". Beato lui che non lo sa, evidentemente se non lo sa è perché, a differenza di tanti altri, quella "carità" non gli serviva.

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