la grande distribuzione lo sappiamo tutti è in mano alle mafie e questo da sempre, si chiamavano una volta grossisti, nessuno li tocca, troppo potenti, e bisogna toccarli e togliere loro il profitto, bisogna farlo e per dare il giusto salario a chi lavora, il giusto a chi coltiva e anche al consumatore che paga il prodotto almeno 10 volte tanto il costo all'origine, ad esempio se un chilo di pomodori al produttore dai 30 centesimo e poi io lo pago 3 euro al chilo, lo capisce pure un cretino che il profitto è strozzinaggio.
Nessun governo osa toccare questo settore, eppure è il più importante, se non mangi non vivi, il cibo se lo hai di tuo eviti le crisi internazionali, come oggi, se il cibo è il prodotto nazionale non vai in crisi, invece se il prodotto nazionale sono alberghi e ristori alla prima pisciata di crisi la nazione crolla, io sarò all'antica per vivere bisogna avere proprio il cibo, la casa e il vestire, il resto è un di più, se investi nel di più come il turismo alle crisi mondiali che saranno sempre più cruente crolli.
Qualche tempo fa, nella località pugliese di Nardò, in piena estate a 40 gradi con sole battente, il quarantasettenne sudanese Muhamed Abdullah, mentre raccoglieva pomodori, morì per un malore. La perizia medica certificò che soffriva di polmonite aggravata dalle condizioni lavorative. Muhamed aveva il permesso di soggiorno, ma nessun contratto e lavorava in nero per 12 ore al giorno, privo di protezioni antinfortunistiche e acqua per refrigerarsi, sotto la sorveglianza di un caporale. Le investigazioni giudiziarie portarono dall’aguzzino padrone a una cooperativa di smistamento verso importanti industrie nazionali, che dichiararono di conoscere solo il loro primo fornitore, facendogli firmare un codice di condotta, senza disporre di ulteriori dati sui passaggi di filiera. La stessa insufficienza informativa è sulle etichette delle merci vendute al supermercato, nelle quali è a malapena indicato il nome o l’indirizzo dello stabilimento produttivo.

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