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10/03/21

Sono passati 48 anni. Era il 9 marzo del 1973 e Franca Rame, quella sera, stava percorrendo la centralissima via Nirone, a Milano. Franca Rame, quella notte, fu violentata a turno da ciascuno di loro. Le spaccarono gli occhiali, le tagliarono il corpo e il viso con una lametta, le bruciarono la pelle spegnendo su di lei varie sigarette e infine la stuprarono, uno dopo l'altro, per punirla.

 

Sono passati 48 anni. Era il 9 marzo del 1973 e Franca Rame, quella sera, stava percorrendo la centralissima via Nirone, a Milano.
All'improvviso, fu affiancata da un furgone. A bordo vi erano cinque uomini, cinque fascisti che, con la forza, la costrinsero a salire, sequestrandola.
Franca Rame, quella notte, fu violentata a turno da ciascuno di loro. Le spaccarono gli occhiali, le tagliarono il corpo e il viso con una lametta, le bruciarono la pelle spegnendo su di lei varie sigarette e infine la stuprarono, uno dopo l'altro, per punirla.
Perché Franca Rame era una donna scomoda, era una donna antifascista, era una donna che non aveva paura di dire ciò che non poteva e non doveva essere detto. E di schierarsi dalla parte giusta.
Nessuno dei fascisti pagò.
Nessuno fu condannato.
Nessuno, per via dell'intervento della prescrizione, rispose di alcun crimine.
Non ci fu giustizia. La tortura e lo stupro ai danni di una donna, invece, ci furono e rimasero impuniti.
Ecco, ieri è stata la giornata internazionale dei diritti della donna, ma l'impegno di ciascuno non può esaurirsi in un solo giorno. Per questo, oggi, vogliamo ricordare quello che accadde esattamente 48 anni fa.
Vogliamo ricordare il coraggio enorme di Franca Rame nel raccontare, anni dopo, nel suo monologo chiamato "Lo stupro", le violenze disumane e fasciste di cui fu vittima.
Ma vogliamo anche ricordare una delle più atroci ingiustizie che una donna fu costretta a subire.
Oggi come allora, abbiamo il dovere di non voltarci dall'altra parte e di combattere chi vorrebbe imporre il dominio fisico, sociale e culturale sulle donne.



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