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22/04/21

si vedono tutti i partecipanti del festino nudi e intenti a ballare, comprese le ragazze. Tutti indistintamente ubriachi e forse anche "fatti" di coca.

 Nancy Bosso



La magistratura ha dei video da due anni in mano e non prende alcuna decisione, riguardano il figlio di Beppe Grillo accusato di stupro di gruppo. Nel frattempo, in barba a qualsiasi segreto istruttorio, trapela dalla procura sarda il reato di stupro e il nome del presunto stupratore che ancora non è stato rinviato a giudizio. Due lunghi anni, dove la stampa della cosca e qualche tele cameriere di parte avversa al fondatore del movimento, getta fango a profusione. Due lunghi anni nei quali pseudo opinionisti in pollai televisivi pomeridiani e serali, ripetono incessantemente il nome di Ciro Grillo, due anni di macelleria gratuita dove non vengono mai menzionati i presunti altri stupratori. Due anni dove la magistratura crea uno stallo poiché, subito dopo la denuncia della presunta vittima, difesa da una senatrice della Lega cioè una compagine avversa al pensiero di Grillo padre, ai ragazzi vengono sequestrati i cellulari e i video in essi contenuti. Stando a quanto riportato in quell'epoca dalle misere spurie di una stampa ormai in macerie, si vedono tutti i partecipanti del festino nudi e intenti a ballare, comprese le ragazze. Tutti indistintamente ubriachi e forse anche "fatti" di coca. È la tipica situazione borderline molto comune, nostro malgrado, in quest'epoca di merda. Tanto comune, soprattutto agli inquirenti e tanto contrastante alla denuncia presentata da una delle ragazze dieci giorni dopo. L'altra convocata in questura, ne prende le distanze evidentemente. I termini di querela sono di sei mesi per questo tipo di reato. In quel momento, la magistratura non ritiene opportuno rinviare a giudizio nessuno e il motivo forse è filmato in quei video che raccontano qualcosa di diverso da uno stupro di gruppo. Però inizia la mattanza mediatica, Sgarbi e derivarti, in qualsiasi momento del giorno e su ogni canale televisivo arrivano sempre al nome di Ciro Grillo anche se si parte da un'analisi calcistica di qualche partita. Sempre senza un contraddittorio. Due anni di demolizione sistematica fino all'interrogatorio di Venerdì scorso. Dove si ribadisce la struttura della querela da entrambi le parti e si visionano ancora una volta i video compromettenti, ma ironia della sorte, ancora una volta non si decide nulla. Cioè, se non è accaduto negli ultimi cinque minuti, i quattro presunti stupratori non vengono rinviati a giudizio e tutto l'apparato della giustizia si prende un tempo per riflettere se archiviare oppure procedere. Si ricomincia con il linciaggio mediatico a tutti i livelli. Tutti i trombettieri della cosca su ogni organo d'informazione rimescolano le carte a proprio piacimento fino a ieri in mattinata. Dove in un video Beppe Grillo sbotta e con un evidente dolore di un genitore tradito dal proprio figlio per un comportamento malsano si domanda perché non lo arrestano dal momento, che per buona parte dell'opinione pubblica è già uno stupratore!?! In quel momento il figlio non è nemmeno rinviato a giudizio. Nel video, Grillo va fuori di testa e tira in ballo anche la ragazza e farfuglia anche puttanate con potenziali reati legati ai tempi di denuncia e ai video che in teoria dovrebbero essere ancora segreti e solo a conoscenza degli inquirenti. Un padre distrutto che farnetica per il dolore e la rabbia montata da un'accusa infamante all'ultimo figlio da parte di una stampa avversa negli ultimi due lunghissimi anni. Il movimento di Grillo aveva proposto di tagliare miliardi di euro di finanziamenti pubblici proprio alla stampa, creando non pochi attriti con la stessa. Adesso sono tutti, come da copione ad accusare Grillo per lo sfogo, ma nel frattempo la magistratura ha creato ancora uno stallo non pronunciandosi. Però una novità c'è stata, dopo il video di Grillo, gli organi d'informazione della cosca hanno iniziato a fare anche i nomi degli altri tre presunti stupratori. Questo è il paese che gira esattamente al contrario, se i quattro sono colpevoli dovrebbe deciderlo la magistratura e non l'apparato dell'informazione e alla vittima dare giustizia cellere se ha subìto la morte dentro, non dopo due anni di calvario. Accusate chi volete voi, Grillo padre, figlio, nipote, ma la magistratura italiana veramente è una cagata immane e la stampa è degna di restare al settantesimo posto nella classifica della libertà a livello mondiale. Bisogna sperare che la verità venga fuori in modo naturale, purtroppo!

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