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23/05/21

voglio dire a mattarella che i soldi non si prendono dalla mafia, manco 3 milioni di buoni benzina .. L'editoriale di Marco Travaglio: Mattarella con furore -Mattarella: “O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative

voglio dire a mattarella che i soldi non si prendono dalla mafia,manco 3 milioni di buoni benzina ..

Strage di Capaci, il presidente della Repubblica Mattarella: “O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative

Strage di Capaci, il presidente della Repubblica Mattarella: “O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative

A 29 anni dalla mattanza sull'autostrada A 29 in cui morirono gli agenti Antonio Montinari, Rocco Di Cillo e Vito Schisano, Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, magistrata e moglie del pm, nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo il capo dello Stato ricorda: "La mafia esiste ancora, non è stata sconfitta. È necessario tenere sempre attenzione alta e vigile da parte dello Stato"



22 gennaio 2015 - Stagione 4 Marco Travaglio racconta Sergio Mattarella. “Siciliano ed ex democristiano. Ha 74 anni, è entrato alla Camera nel 1983, mentre Renzi entrava in terza elementare. E c’è rimasto fino al 2008, per 25 anni ininterrottamente. Anche se l’ultima volta, per farlo eleggere, han dovuto paracadutarlo dalla Sicilia al Trentino. Ora è giudice costituzionale. Sergio Mattarella è considerato unanimemente una persona per bene però ai tempi di Tangentopoli ha avuto un processo”. Mattarella e Tangentopoli “Ai tempi di Tangentopoli finì a processo per un finanziamento illecito di Filippo Salamone, il costruttore di fiducia di Cosa Nostra. Salamone fu poi condannato per mafia e patteggiò la pena per tangenti a una sfilza di politici siciliani: confessò di avere finanziato Mattarella dandogli 40 milioni di lire in contanti e poi 10 milioni in buoni benzina per una campagna elettorale. Allora Mattarella si è ricordato: sì, l’ho incontrato, ma i milioni erano solo 3 milioni, in buoni benzina, e io li ho accettati. Ci mancherebbe: ogni lasciata è persa. I giudici l’hanno assolto perché la legge puniva solo i finanziamenti in nero sopra i 5 milioni. Però non è che sia molto bello prendere tre milioni da un costruttore legato alla mafia”. L’editoriale del direttore de Il Fatto Quotidiano.

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