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29/01/26

il fact checking non è indipendente, ma serve chi comanda

 il fact checking non è indipendente, ma serve chi comanda, io voglio che la ue metta limiti a facebook, deve seguire regole in europa non americane, poi quì rubano pagine e pure profili instangram, ieri ho fatto denuncia,ma dovrebbe essere celere e permettere a chi ha subito dei torti una riparazione immediata, ma facebook se paghi lascia perdere, se non paghi devi avere poca visibilità


Mentre il No cresce nei consensi e il Si perde terreno Meta oscura, per "fact- checking", il video in cui il professore Alessandro Barbero spiega perchè voterà No al referendum sulla riforma della giustizia.
Tutto questo è una chiara manovra di governare il dibattito e limitare il confronto pubblico.
Censurare Barbero perché Meta ritiene sbagliata l'interpretazione storico politica di un intellettuale onesto, libero e senza interessi è un affronto alla democrazia e un attacco al diritto di critica.
Il video di Barbero bloccato, spostato in basso dell'algoritmo, perchè troppo virale e quindi sensibile è controllo del discorso pubblico.
In pratica è una questione politica decisa da un privato (Meta) che può scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Si censura Barbero ma si lascia libera di correre sul web la propaganda di FDI che pubblica continue bugie sul referendum dove l'unico obiettivo è restituire il primato alla politica sulla magistratura.
Il fact checking serve per smascherare le bufale e non per bloccare le opinioni politiche come è successo con Barbero paragonandolo a chi dice corbellerie come i No vax o i terrapiattisti.
Ora più che mai è fondamentale Votare No al referendum.



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