L’ULTIMO ATTO DELLA FARSA: LA STATISTA DA AUTOGRILL
Eccola lì, la Diva della Garbatella, l'attrice da avanspettacolo prestata a Palazzo Chigi che, tra una piega dal parrucchiere e un set fotografico, una tirata al botulino, trova il tempo di scendere dal trono per catechizzare noi, il "popolo bue".
Infilata in una giacca firmata che grida ipocrisia, ci propina l'ennesima sceneggiata napoletana (con rispetto per Napoli) girata nell'abitacolo della sua auto blu. Uno spot elettorale spacciato per emergenza nazionale, con quello sguardo fisso da "Io vi salverò" che non incanterebbe nemmeno un bambino dell'asilo, ma che lei recita con la convinzione di una tragedia greca.
Il Teatrino dell’Ovvio
Con la stessa faccia tosta di chi scopre l'acqua calda e pretende il Nobel, ci lancia la "rivelazione" definitiva: bisogna riaprire lo Stretto di Hormuz.
• Ma va? * Davvero, Gioggggia? È come se l'idraulico sotto casa, dopo tre ore di finta riflessione davanti a un tubo rotto, ti guardasse con la gravità di un cardiochirurgo per dirti: "Signò, qui l'acqua esce perché c'è un buco". Grazie, eccellenza. Grazie per averci illuminati mentre noi, i "sudditi", siamo già alla canna del gas (letteralmente) e contiamo i centesimi alla pompa di benzina mentre tu giochi a fare la Thatcher dei poveri.
Il Razionamento della Dignità
Parla di "razionamento energetico" e "prezzi alle stelle" come se fossero previsioni del futuro, ignorando che le famiglie italiane sono già nel tritacarne da mesi. Ma lei è preoccupata, eh! È così preoccupata che invece di stare in aula a discutere soluzioni vere, si chiude nel suo abitacolo-bunker a girare video da influencer della geopolitica. Una "Santa di Plastica" che lucida la sua brand reputation sulle macerie del potere d'acquisto di chi la vota.
La Katana del Socio
E mentre lei si svena in questa interpretazione da Oscar del ridicolo, il suo fido alleato (quello che le giura amore eterno mentre affila la lama dietro la schiena) le smonta il palco con la grazia di un elefante in una cristalleria.
Mentre lei vola alto tra i venti d'Arabia, il Felpaman si palesa dal divano di casa, in versione "professore del Ketchup", e sputa la verità che la rende ufficialmente nuda davanti al mondo: "Togliere le sanzioni, ridateci il gas russo".
Game over. La maschera cade, il trucco cola e resta solo una verità imbarazzante: non siamo davanti a una leadership, ma a una farsa da operetta dove la prima donna urla al lupo mentre il suo compagno di banco le ruba la sedia.
Sipario. E portate via i costumi, che puzzano di naftalina.

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