Cuba, Epstein e una bugia in onda
Il TgLa7 non riesce a dire che Alessandro Di Battista lavora per Il Fatto quotidiano. Dicono "alcuni quotidiani", come se il nome bruciasse in bocca. E poi, non contenti, inventano che fosse a Cuba a indagare sugli Epstein Files. No. Non è così, e chi fa questo mestiere dovrebbe saperlo prima di aprire il microfono.
Di Battista era a Cuba come reporter, per Il Fatto quotidiano, per il sito, per TvLoft. Era lì per raccontare le sanzioni che stanno strangolando il popolo cubano, mese dopo mese, più feroci di prima. Un accerchiamento economico che porta la firma di Trump, pensato per mettere il Paese in ginocchio e costringerlo alla resa. Questo raccontava. Non complotti da salotto, ma la fame vera di un'isola sotto assedio.
Su questo, almeno, Di Battista ha ragione: fate un giornalismo penoso.
Seguo il TgLa7, a volte lo critico anche. Ma so distinguere un fatto verificabile in tre secondi da un'illazione costruita a tavolino per fare più ascolti. Questa è l'informazione in Italia oggi: si storpia la realtà, la si sostituisce con quello che rende meglio in scaletta, e si va avanti come se niente fosse.
Mentana e Tortora si stracciano le vesti perché La7 non sarebbe abbastanza pluralista. Guardando quello che va in onda ultimamente, i provvedimenti per restringere il campo mi sembrano già tutti presi, uno per uno.
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