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10/04/26

Ho lavorato tutto il giorno, sono rincasata da poco, mi sono fermata a fare rifornimento diesel, alla mia macchina - perché io macino km e km ogni giorno - per lavoro.

 riporto dal web:

Ho lavorato tutto il giorno, sono rincasata da poco, mi sono fermata a fare rifornimento diesel, alla mia macchina - perché io macino km e km ogni giorno - per lavoro.



in due giorni le si sono pure cresciuti i capelli di 10 centimetri😂😂😂😂😂😂😂


Mentre vedevo crescere gli euro da pagare, ho stramaledetto lei e questo governo di bestie.
Ho pensato nel mentre, a cosa avrei scritto sul suo passaggio in #Parlamento . Praticamente le uniche ore di lavoro nella sua sede, da prima del referendum .
La sua agenda di lavoro è pari a quella di un fancazzista milionario. O poco più.
Ogni tanto va a mettere il culo sulla poltrona del potere, poi torna a farsi i caxxi suoi .
Adesso si starà godendo il #weekendlungo, magari nella villona con piscina o starà programmando un app dal chirurgo che, a guardare la parte superiore delle sue labbra, ci sta dando dentro vistosamente.
Ho pensato allo schifo che mi ha suscitato, nel sentirla con quel tono da coatta prepotente e livorosa.
Poi però ho anche pensato che mi ha fatto piacere vederla e ascoltarla in tutta la sua bassezza morale.
Sapete perché ?
Perché l’ho vista annaspare,
biascicare cantilene già sentite,
soffrire di dover stare in un luogo di lavoro, sprofondare nella sua pocaggine,
bere acqua mentre affogava nel mare di minkiate, scritte su fogliettini,
snocciolare falsità,
elencare grottesche ricostruzioni di una realtà che non esiste se non nella sua, piccola e limitata, mente.
Ingabbiata in una costosa giacca, elegante ma con le maniche troppo lunghe, con le spalle troppo larghe, che invece di renderla elegante, la rendevano goffa, come quando indossi un capo di un paio di misure più grandi delle tue.
L’ho vista dimenticarsi dei poveri, dei milioni di italiani in difficoltà, precari, senza lavoro, malati, soli, indifesi, che stanno vivendo a fatica.
l’ho vista fottersene del dolore, della paura, della follia, delle atrocità che, i suoi due migliori amici, #Nethanyau e #Trump, stanno provocando e perpetuando nel mondo.
L’ho vista ambivalente, confusa, come un’opportunista qualunque, che di continuo, cambia casacca e versione;
L’ho vista strafottersene di tutto, concentrata solo nei suoi deliranti, ossessivi pensieri da egoriferita, anaffettiva, narcisista.
Ha citato suo padre, per ricordare che lo ha “eliminato” dalla sua vita quando aveva 11 anni.
Non sono una psicologa, ma mi ha fatto impressione 🫣
L’ho vista parlare del paese dei balocchi come mangiafuoco, aspettando con la bava alla bocca, che milioni di italiani diventino ciuchini da sacrificare.
Mi ha fatto piacere vederla nelle sabbie mobili, del #fallimento delle sue velleità dittatoriali.
Sta sprofondando.
Non ha altra scelta che arrivare a fine mandato.
Il suo branco non mollerà l’osso dei #vitalizi aggiuntivi di fine mandato.
Per me, è già finita la sua parabola.
E mi ha fatto pure pena.
Come dicono al mio paese : chi sputa in cielo, in faccia gli cade .
Continui pure a sputare in cielo …
Beatrice Pesimena

05/04/26

L’ULTIMO ATTO DELLA FARSA: LA STATISTA DA AUTOGRILL

 L’ULTIMO ATTO DELLA FARSA: LA STATISTA DA AUTOGRILL



Eccola lì, la Diva della Garbatella, l'attrice da avanspettacolo prestata a Palazzo Chigi che, tra una piega dal parrucchiere e un set fotografico, una tirata al botulino, trova il tempo di scendere dal trono per catechizzare noi, il "popolo bue".
Infilata in una giacca firmata che grida ipocrisia, ci propina l'ennesima sceneggiata napoletana (con rispetto per Napoli) girata nell'abitacolo della sua auto blu. Uno spot elettorale spacciato per emergenza nazionale, con quello sguardo fisso da "Io vi salverò" che non incanterebbe nemmeno un bambino dell'asilo, ma che lei recita con la convinzione di una tragedia greca.
Il Teatrino dell’Ovvio
Con la stessa faccia tosta di chi scopre l'acqua calda e pretende il Nobel, ci lancia la "rivelazione" definitiva: bisogna riaprire lo Stretto di Hormuz.
• Ma va? * Davvero, Gioggggia? È come se l'idraulico sotto casa, dopo tre ore di finta riflessione davanti a un tubo rotto, ti guardasse con la gravità di un cardiochirurgo per dirti: "Signò, qui l'acqua esce perché c'è un buco". Grazie, eccellenza. Grazie per averci illuminati mentre noi, i "sudditi", siamo già alla canna del gas (letteralmente) e contiamo i centesimi alla pompa di benzina mentre tu giochi a fare la Thatcher dei poveri.
Il Razionamento della Dignità
Parla di "razionamento energetico" e "prezzi alle stelle" come se fossero previsioni del futuro, ignorando che le famiglie italiane sono già nel tritacarne da mesi. Ma lei è preoccupata, eh! È così preoccupata che invece di stare in aula a discutere soluzioni vere, si chiude nel suo abitacolo-bunker a girare video da influencer della geopolitica. Una "Santa di Plastica" che lucida la sua brand reputation sulle macerie del potere d'acquisto di chi la vota.
La Katana del Socio
E mentre lei si svena in questa interpretazione da Oscar del ridicolo, il suo fido alleato (quello che le giura amore eterno mentre affila la lama dietro la schiena) le smonta il palco con la grazia di un elefante in una cristalleria.
Mentre lei vola alto tra i venti d'Arabia, il Felpaman si palesa dal divano di casa, in versione "professore del Ketchup", e sputa la verità che la rende ufficialmente nuda davanti al mondo: "Togliere le sanzioni, ridateci il gas russo".
Game over. La maschera cade, il trucco cola e resta solo una verità imbarazzante: non siamo davanti a una leadership, ma a una farsa da operetta dove la prima donna urla al lupo mentre il suo compagno di banco le ruba la sedia.
Sipario. E portate via i costumi, che puzzano di naftalina. 

19/03/26

per senese lavorava il padre della meloni, e adesso del mastro, ma capiamola da dove arriva meloni e chi è , perchè ??????

 https://www.repubblica.it/.../padre_meloni_esponente.../

“Uomo del boss Senese”. I riflettori di Report sul padre di Meloni
di Giuliano Foschini, Antonio Fraschilla
“Uomo del boss Senese”. I riflettori di Report sul padre di Meloni
Domenica andrà in onda il servizio sui tentativi delle mafie di entrare in contatto con FdI, specie in Lombardia. Il racconto del pentito Perrella
11 Gennaio 2024 alle 01:00

Il servizio di Report sul padre di Giorgia Meloni: «Era un uomo del boss Senese»

Report scoprì che il padre di Giorgia Meloni, un trafficante internazionale di droga, era un “uomo del boss Senese”. Oggi si legge che il sottosegretario alla giustizia Delmastro, condannato per rivelazione di segreto d'ufficio, fa affari con il solito clan. Solo coincidenze.

ROMA – I rapporti del padre di Giorgia Meloni con il boss campano, ma considerato il Re della droga a Roma, Michele Senese. A parlarne sarà Report in una puntata molto delicata che andrà in onda domenica (su Rai Tre alle 21) e che si concentrerà sui tentativi delle mafie, soprattutto in Lombardia, di tenere contatti con esponenti di spicco di Fratelli d’Italia. E proprio indagando su questi “rapporti” il giornalista Giorgio Mottola intervista un noto collaboratore di giustizia che parla dei legami tra Senese e Francesco Melonipadre della presidente del Consiglio scomparso nel 2012 e definito dalla figlia più volte «da tempo un estraneo»: la leader di Fratelli d’Italia ha raccontato nella sua autobiografia di non avere rapporti con lui dal 1988, da quando aveva undici anni.

Report domenica manderà in onda una intervista a Nunzio Perrella, collaboratore di giustizia e uomo di Camorra che ha raccontato la gestione illecita dei rifiuti in Campania facendo scattare diverse indagini. Amante dei riflettori, Perrella si è prestato qualche anno fa per Fanpage a fare da “agente provocatore” nella pubblica amministrazione e far emergere la disponibilità alla corruzione di alcuni funzionari.

Adesso racconta a Report di aver conosciuto il padre di Giorgia, Francesco Meloni detto Franco, nei primi anni Novanta: Franco il 25 settembre del 1995, come riportato dalla stampa spagnola, è stato arrestato nel porto di Maó, a Minorca, perché trovato in possesso di 1.500 chili di hashish su una barca a vela. Perrella sostiene di aver chiesto in quegli anni a Michele Senese la disponibilità di importanti quantitativi di hashish. Senese gli risponde in maniera positiva, assicurandolo di avere queste disponibilità: e avrebbe fatto riferimento a un suo uomo che con la barca a vela faceva in quegli anni uno o due viaggi al mese tra la Spagna, il Marocco e l’Italia. Il suo nome è Franco, appunto.

Perrella aggiunge di aver visto quindi Franco con Senese a Nettuno nel 1992. All’inizio non sapeva il cognome di questo contatto di Senese, poi Perrella dopo le notizie riemerse sul padre della presidente del Consiglio ha visto la foto e a Report conferma: «Ho visto che era proprio il papà della Meloni». Il giornalista chiede se è sicuro. E lui risponde: «Si». Perrella, che avrebbe parlato anche ai magistrati di questo Franco dopo l’avvio della sua collaborazione con la giustizia, continua sostenendo che Franco Meloni era finito nel giro dei Senese per un vecchio debito che aveva con il capostipite del clan di Camorra, già dagli anni Novanta presente in forze a Roma nella gestione del traffico di droga.

Come affermato, Giorgia Meloni non ha contatti con il padre dal 1988. La madre, Anna Paratore, dopo la separazione ha una relazione con Raffaele Matano, rimasto socio di Franco Meloni in una srl proprio in Spagna. La presidente del Consiglio, intervistata nella trasmissione tv Belve recentemente ha aggiunto: «Se una bambina di 11 anni decide che il padre non lo vuole vedere più e poi lo fa davvero, evidentemente quest’uomo qualcosa ha fatto. Mio padre ha fatto di tutto per non farsi voler bene, stimare. Faccio fatica a dire che era una brava persona».

Report comunque nella puntata che andrà in onda domenica si concentra soprattutto su alcuni rapporti vischiosi tra personaggi in odor di mafia in Lombardia ed esponenti di Fratelli d’Italia. In particolare Gioacchino Amico, che secondo una indagine della procura di Milano, per conto dei clan di Camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra avrebbe tentato di procacciare affari e costruire relazioni con esponenti di primo della politica lombarda: da qui i contatti con la sottosegretaria Paola Frassinetti e l’eurodeputato Carlo Fidanza, che non sapevano dei suoi legami con i clan. Amico progetta anche di candidarsi a sindaco del Comune milanese di Busto Garolfo proprio con Fratelli d’Italia. Ed è proprio indagando sulle infiltrazioni del clan Senese fuori dalla Campania che Report intervista Perrella che parla quindi del ruolo di Franco Meloni negli anni Novanta per i Senese.


14/03/26

Mary Trump, la nipote di Trump: “Mio zio Donald mostra tutti i sintomi di un disturbo di personalità”

 Mary Trump, la nipote di Trump: “Mio zio Donald mostra tutti i sintomi di un disturbo di personalità”

https://infosannio.com/2026/03/13/mary-trump-la-nipote-di-trump-mio-zio-donald-mostra-tutti-i-sintomi-di-un-disturbo-di-personalita/




«Macché caratteraccio. Mio zio Donald Trump mostra tutti i sintomi di un disturbo di personalità, a cui negli ultimi mesi si sono aggiunti altri segnali clinici inquietanti. È un uomo abituato a falsificare la realtà, bisognoso di continue conferme e vendicativo quando non le trova. È esattamente quello che suo padre Fred voleva che fosse».
Mary Trump sa di cosa parla. Psicologa clinica, un dottorato al Derner institute, è la nipote del presidente degli Stati Uniti, che ha scatenato la guerra contro l’Iran: suo papà Freddy era il fratello maggiore di Donald. E soprattutto, è l’autrice di Sempre troppo e mai abbastanza: come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo (Utet), il libro appena pubblicato in Italia che quando uscì negli Stati Uniti, nel 2020, sbancò in 24 ore le classifiche di vendita.
Nel suo mémoire, Mary ripercorre la storia della famiglia Trump, rivelando da dove nascono il carattere e il patrimonio (frodi fiscali comprese) di quello che è diventato l’uomo più potente del pianeta. Risultato: il presidente le ha fatto causa per 100 milioni di dollari, contenzioso ancora in corso. […]
Al centro di tutto, spiega Mary, c’è suo nonno Fred Trump senior, imprenditore immobiliare di successo. L’uomo che dopo aver distrutto la vita del primogenito Freddy, il padre di Mary, morto alcolista a 42 anni, eliminò il suo ramo familiare dal testamento. L’uomo che insegnò al giovane figlio Donald, studente mediocre e imbonitore di talento, che «per diventare un re, devi essere un killer».
Un killer?
«Era la prima regola del nonno: se persegui un obiettivo, i diritti non valgono, non ci sono regole, conta solo il risultato. È diventato il motto di Donald, anche adesso che è presidente».
Che padre fu Fred senior per i suoi cinque figli?
«Intanto le mie zie Maryanne ed Elizabeth per lui neanche esistevano, era misogino fino al midollo. Quanto ai tre maschi, mio padre Freddy, zio Donald e zio Robert, s’interessava a loro solo se mostravano di sposare i suoi interessi. Che poi si riducono a uno: il denaro». […]
La rabbia di Trump, racconta nel libro, c’entra con una ciotola di purè.
«Donald aveva 7 anni, era a tavola con i fratelli e continuava a fare dispetti. Era esasperante, nessuno riusciva a farlo smettere. Così papà, che era un ragazzino, fece la prima cosa che gli saltò in mente: prese la ciotola di purè e gliela versò in testa. Tutti scoppiarono a ridere, non la smettevano più. Donald la visse come un’umiliazione insostenibile. Fu allora, mi raccontò mia zia Maryanne, che dentro di lui scattò il senso di rivalsa che mostra ancora oggi: nessuno l’avrebbe mai più messo all’angolo».
Il piccolo Donald cercava attenzione?
«Sì, perché è cresciuto senza amore. Per essere apprezzato da Fred, imitava il padre in tutto. Tranne, quando il nonno si ammalò di Alzheimer, cominciare a deriderlo. Aveva imparato la lezione: adulare i potenti, schiacciare i deboli».
Poi, arrivò il reality show.
«The Apprentice creò un mito, quello dell’imprenditore di successo. In tv, l’arroganza di Donald sembrò un segno di forza. In realtà, Trump è un debole».
Possibile?
«Mi creda, è incapace di gestire un conflitto, non ha le competenze per farlo. L’importante, per lui, è non ammettere la sconfitta, anche perché è stato educato a non rispondere mai delle proprie azioni. Un giorno nonna Mary mi confidò: “Donald la farebbe franca anche se ammazzasse qualcuno”. È un uomo che manipola patologicamente la realtà».
Sta parlando da psicologa?
«Il suo narcisimo e la mancanza di inibizioni sono tipiche delle persone sociopatiche. E oggi i discorsi confusi e i pisolini in pubblico fanno pensare al progredire di una malattia degenerativa».
Eppure, ha stravinto le elezioni.
«Ha carisma, o almeno lo aveva, il gradimento adesso non supera il 40%. Si circonda di persone che lo ossequiano per interesse: soldi, potere. E poi, sa come tenere sulle spine chi lo circonda».
«Glielo insegnò il nonno: in una stanza, sii sempre l’unico che sta seduto. Ha presente le foto nello Studio Ovale?».
Che cos’è la famiglia, per lui?
«Niente, a meno che non porti affari».
Che rapporto ha con le donne?
«Gli servono. La prima volta che incontrai Melania a cena stavano insieme da poco: non le rivolse mai la parola».
Trump ama sua moglie?
«Trump ama solo se stesso».
È coinvolto nel caso Epstein, ma non sono emersi illeciti. Secondo lei c’è di più di quanto è stato rivelato?
«Ne sono certa, e non solo io. Ma il presidente farà qualsiasi cosa perché non si sappia. Sa come manovrare le persone».