riporto dal web:
10/04/26
Ho lavorato tutto il giorno, sono rincasata da poco, mi sono fermata a fare rifornimento diesel, alla mia macchina - perché io macino km e km ogni giorno - per lavoro.
05/04/26
L’ULTIMO ATTO DELLA FARSA: LA STATISTA DA AUTOGRILL
L’ULTIMO ATTO DELLA FARSA: LA STATISTA DA AUTOGRILL
Eccola lì, la Diva della Garbatella, l'attrice da avanspettacolo prestata a Palazzo Chigi che, tra una piega dal parrucchiere e un set fotografico, una tirata al botulino, trova il tempo di scendere dal trono per catechizzare noi, il "popolo bue".
Infilata in una giacca firmata che grida ipocrisia, ci propina l'ennesima sceneggiata napoletana (con rispetto per Napoli) girata nell'abitacolo della sua auto blu. Uno spot elettorale spacciato per emergenza nazionale, con quello sguardo fisso da "Io vi salverò" che non incanterebbe nemmeno un bambino dell'asilo, ma che lei recita con la convinzione di una tragedia greca.
Il Teatrino dell’Ovvio
Con la stessa faccia tosta di chi scopre l'acqua calda e pretende il Nobel, ci lancia la "rivelazione" definitiva: bisogna riaprire lo Stretto di Hormuz.
• Ma va? * Davvero, Gioggggia? È come se l'idraulico sotto casa, dopo tre ore di finta riflessione davanti a un tubo rotto, ti guardasse con la gravità di un cardiochirurgo per dirti: "Signò, qui l'acqua esce perché c'è un buco". Grazie, eccellenza. Grazie per averci illuminati mentre noi, i "sudditi", siamo già alla canna del gas (letteralmente) e contiamo i centesimi alla pompa di benzina mentre tu giochi a fare la Thatcher dei poveri.
Il Razionamento della Dignità
Parla di "razionamento energetico" e "prezzi alle stelle" come se fossero previsioni del futuro, ignorando che le famiglie italiane sono già nel tritacarne da mesi. Ma lei è preoccupata, eh! È così preoccupata che invece di stare in aula a discutere soluzioni vere, si chiude nel suo abitacolo-bunker a girare video da influencer della geopolitica. Una "Santa di Plastica" che lucida la sua brand reputation sulle macerie del potere d'acquisto di chi la vota.
La Katana del Socio
E mentre lei si svena in questa interpretazione da Oscar del ridicolo, il suo fido alleato (quello che le giura amore eterno mentre affila la lama dietro la schiena) le smonta il palco con la grazia di un elefante in una cristalleria.
Mentre lei vola alto tra i venti d'Arabia, il Felpaman si palesa dal divano di casa, in versione "professore del Ketchup", e sputa la verità che la rende ufficialmente nuda davanti al mondo: "Togliere le sanzioni, ridateci il gas russo".
Game over. La maschera cade, il trucco cola e resta solo una verità imbarazzante: non siamo davanti a una leadership, ma a una farsa da operetta dove la prima donna urla al lupo mentre il suo compagno di banco le ruba la sedia.
Sipario. E portate via i costumi, che puzzano di naftalina.
19/03/26
per senese lavorava il padre della meloni, e adesso del mastro, ma capiamola da dove arriva meloni e chi è , perchè ??????
https://www.repubblica.it/.../padre_meloni_esponente.../
Il servizio di Report sul padre di Giorgia Meloni: «Era un uomo del boss Senese»
ROMA – I rapporti del padre di Giorgia Meloni con il boss campano, ma considerato il Re della droga a Roma, Michele Senese. A parlarne sarà Report in una puntata molto delicata che andrà in onda domenica (su Rai Tre alle 21) e che si concentrerà sui tentativi delle mafie, soprattutto in Lombardia, di tenere contatti con esponenti di spicco di Fratelli d’Italia. E proprio indagando su questi “rapporti” il giornalista Giorgio Mottola intervista un noto collaboratore di giustizia che parla dei legami tra Senese e Francesco Meloni, padre della presidente del Consiglio scomparso nel 2012 e definito dalla figlia più volte «da tempo un estraneo»: la leader di Fratelli d’Italia ha raccontato nella sua autobiografia di non avere rapporti con lui dal 1988, da quando aveva undici anni.
Report domenica manderà in onda una intervista a Nunzio Perrella, collaboratore di giustizia e uomo di Camorra che ha raccontato la gestione illecita dei rifiuti in Campania facendo scattare diverse indagini. Amante dei riflettori, Perrella si è prestato qualche anno fa per Fanpage a fare da “agente provocatore” nella pubblica amministrazione e far emergere la disponibilità alla corruzione di alcuni funzionari.
Adesso racconta a Report di aver conosciuto il padre di Giorgia, Francesco Meloni detto Franco, nei primi anni Novanta: Franco il 25 settembre del 1995, come riportato dalla stampa spagnola, è stato arrestato nel porto di Maó, a Minorca, perché trovato in possesso di 1.500 chili di hashish su una barca a vela. Perrella sostiene di aver chiesto in quegli anni a Michele Senese la disponibilità di importanti quantitativi di hashish. Senese gli risponde in maniera positiva, assicurandolo di avere queste disponibilità: e avrebbe fatto riferimento a un suo uomo che con la barca a vela faceva in quegli anni uno o due viaggi al mese tra la Spagna, il Marocco e l’Italia. Il suo nome è Franco, appunto.
Perrella aggiunge di aver visto quindi Franco con Senese a Nettuno nel 1992. All’inizio non sapeva il cognome di questo contatto di Senese, poi Perrella dopo le notizie riemerse sul padre della presidente del Consiglio ha visto la foto e a Report conferma: «Ho visto che era proprio il papà della Meloni». Il giornalista chiede se è sicuro. E lui risponde: «Si». Perrella, che avrebbe parlato anche ai magistrati di questo Franco dopo l’avvio della sua collaborazione con la giustizia, continua sostenendo che Franco Meloni era finito nel giro dei Senese per un vecchio debito che aveva con il capostipite del clan di Camorra, già dagli anni Novanta presente in forze a Roma nella gestione del traffico di droga.
Come affermato, Giorgia Meloni non ha contatti con il padre dal 1988. La madre, Anna Paratore, dopo la separazione ha una relazione con Raffaele Matano, rimasto socio di Franco Meloni in una srl proprio in Spagna. La presidente del Consiglio, intervistata nella trasmissione tv Belve recentemente ha aggiunto: «Se una bambina di 11 anni decide che il padre non lo vuole vedere più e poi lo fa davvero, evidentemente quest’uomo qualcosa ha fatto. Mio padre ha fatto di tutto per non farsi voler bene, stimare. Faccio fatica a dire che era una brava persona».
Report comunque nella puntata che andrà in onda domenica si concentra soprattutto su alcuni rapporti vischiosi tra personaggi in odor di mafia in Lombardia ed esponenti di Fratelli d’Italia. In particolare Gioacchino Amico, che secondo una indagine della procura di Milano, per conto dei clan di Camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra avrebbe tentato di procacciare affari e costruire relazioni con esponenti di primo della politica lombarda: da qui i contatti con la sottosegretaria Paola Frassinetti e l’eurodeputato Carlo Fidanza, che non sapevano dei suoi legami con i clan. Amico progetta anche di candidarsi a sindaco del Comune milanese di Busto Garolfo proprio con Fratelli d’Italia. Ed è proprio indagando sulle infiltrazioni del clan Senese fuori dalla Campania che Report intervista Perrella che parla quindi del ruolo di Franco Meloni negli anni Novanta per i Senese.
14/03/26
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