Alcuni volti di questi compagni non li vedrete più
La morte di trenta giovani compagni curdi, uccisi ieri a Suruc (Turchia) dall'attacco kamikaze di una giovane ragazza siriana, strozza la speranza, ma ribadisce la forza e il coraggio dei socialisti e dei costruttori di pace. Quei ragazzi hanno sfidato il terrorismo con la militanza e l'organizzazione. Si erano radunati in 200 (aderenti alla Federazione Socialista Fatma Edemen) e volevano costruire spazi gioco, spazi verdi e una biblioteca fra le macerie della guerra, a 10 Km da Kobane. Era già accaduto e accadrà ancora. Altri giovani socialisti furono uccisi in Norvegia il 22 Luglio del 2011 da un folle estremista di destra. Il terrore e la violenza politica non conoscono confini e si accaniscono contro i costruttori di pace. I giovani socialisti di Suruc e le donne di Kobane confermano che nonostante l'immane disastro della guerra e le brutali carneficine dell'Isis è ancora possibile seminare le idee dell'uguaglianza, della libertà dei popoli e della convivenza pacifica. Pur piangendo queste giovani vittime dobbiamo sperare in un futuro di progresso. La pianta del socialismo non teme nessun terreno ed è pronta a germogliare sempre. Onore ai compagni di Suruc.

Nessun commento:
Posta un commento