https://it.wikipedia.org/wiki/Bernardo_Mattarella
Tuttavia nella fase iniziale del secondo dopoguerra era stato sospettato di essere «...tra i referenti nel rapporto tra la DC e la mafia»[12]. Di questo nel 1992 venne accusato anche dall'ex ministro Claudio Martelli: "Bernardo Mattarella secondo gli atti della Commissione antimafia e secondo Pio La Torre (1976), fu il leader politico che traghettò la mafia siciliana dal fascismo, dalla monarchia e dal separatismo, verso la DC".[13][14] Secondo lo storico Giuseppe Casarrubea Mattarella era ritenuto vicino al boss di Alcamo Vincenzo Rimi[15], considerato in quegli anni al vertice di Cosa nostra.
Al processo per la strage di Portella della Ginestra, Mattarella fu accusato da Gaspare Pisciotta di essere implicato nell'eccidio[16]. Durante il processo, Pisciotta affermò che "Si svolsero dei colloqui tra Giuliano e gli on. Marchesano, Alliata e Bernardo Mattarella. Io ho assistito ai colloqui che avvennero tra costoro e Giuliano e fu precisamente da questi che Giuliano fu mandato a sparare a Portella della Ginestra" e che in contrada Parrini "vi fu un convegno fra Giuliano, Mattarella e Cusumano, i quali due ultimi dicevano che dovevano recarsi a Roma per trattare della questione dell’amnistia" e che "Mattarella e il Cusumano vennero a Roma ma gli si oppose alla concessione dell’amnistia il ministro dell’Interno Scelba e riferirono che Scelba aveva detto che non trattava più con i banditi".[17]

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