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08/02/21

"Se un edificio crolla e la televisione non lo dice, non è mai crollato". Lo ha detto Karl Popper, filosofo ferocemente critico con ciò che chiamava "induzione".

 "Se un edificio crolla e la televisione non lo dice, non è mai crollato". Lo ha detto Karl Popper, filosofo ferocemente critico con ciò che chiamava "induzione". Sembra un'affermazione banale, ma non lo è assolutamente. Perché il rapporto causa effetto può essere invertito eppure darà lo stesso risultato: "se un edificio è in piedi però la televisione dice che è crollato, la gente crederà e dirà che è crollato".

È di straordinaria attualità e ci fa riflettere come l'informazione possa orientare le coscienze e, soprattutto, come possa formare l'opinione, addirittura prima di orientarla. La manipolazione dell'informazione è un reato grave in tutti i paesi democratici, meno nel nostro. Comunicare notizie inventate o manipolare le vere, è sanzionato dappertutto. In tutti i paesi democratici, ma non nel nostro, esistono leggi severe che impediscono i conflitti di interesse nell'editoria. Proprio per evitare ciò che sta succedendo in Italia: il consolidamento di un tumore che ha ramificato le metastasi in tutto (o quasi) il sistema informativo italiano. Non è un pericolo per la democrazia?
Ciò che è successo durante tutto il premierato di Conte e quello che sta accadendo in questi giorni con Draghi, ci dà la contezza di quanto questo problema sia presente e ripropone, in termini sempre più drammatici, la seria ed improcrastinabile esigenza di una forte legge sul conflitto di interessi.
Abbiamo assistito, con frequenza quotidiana, ad attacchi al governo, motivati dalla sua presunta incapacità di affrontare e risolvere i problemi del paese. A questa opinione è stata data dignità di verità. Le trasmissioni sono state riempite da gente impazzita in code di tutti i tipi, di albergatori in sommossa, di opinionisti con ricca fedina penale, di ristoratori al punto di imbracciare le armi e da molte altre variopinte categorie di gente , tutti uniti appassionatamente e gridando a squarciagola, con l'aggiunta dello stesso conduttore, un unico parere: è tutta colpa del governo.
E poi, al settimo giorno, Dio creò Draghi. Dalla "aria che tira" della Merlino, scomparvero per incanto tutti gli urlatori.
I conduttori, i giornalisti, gli opinionisti, i pregiudicati e gli ex (ma non troppo) politici abbandonarono quell'aria preoccupata o disperata, per accendersi in sorrisi a 36 denti. L'aria che tira, da un fetore insopportabile, si trasformò in odore di ciclamino arricchito da ossigeno di montagna. I problemi sparirono magicamente e, fra venerdì e domenica, il paese guadagnò un miliardo di euro in gettoni d'oro. Astrazeneca consegnò immediatamente mezzo milione di dosi e De Angelis diventò bellissimo (questo si un miracolo).
Non solo manipolazione, ma falsificazione, induzione. Tutto ciò che odiava Karl Popper. E si rifletta sulla pessima qualità delle falsificazioni, manipolazioni ed induzioni, se perfino uno come me se n'è accorto.
Giancarlo Selmi
foto dal web
— con 
Stefania Cani
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