MENTANA MENTE SAPENDO DI MENTIRE, SE GUARDI AL MATTINO, L'ARIA CHE TIRA, VEDI SEMPRE GLI OSPITI COSì DISTRIBUITI, DUE DI DESTRA E UNO CHE PUò ESSERE SINISTRA MA ANCHE ALTRO, POI PASSI AL POMERIGGIO E TAGADà PURE LEI LA STESSA COSA , E SONO TRASMISSIONI GIORNALIERE, DI DIMARTEDì L'ULTIMA PARTE C'è IL SERRAGLIO, CANI PECORE E VARIE E Lì IO CHIUDO LA TRASMISSIONE CHE SENTIRE LA DESTRA è DA VOMUITO,IO CHIUDO PERò LA DESTRA C'è, PIAZZA PULITA DA SPAZIO AL PD, MA CON IL M5S è PARECCHIO CENSURANTE, E DUNQUE MENTANA CHE VUOLE? LA REALTà è QUESTA, IO COMUNQUE VISTO CHE HO 77 ANNI E INSOMMA VOGLIO VIVERE IN PACE E LA DESTRA MAI VOTATA E MAI LA VOTERò MANCO SOTTO MINACCIA DI MORTE, ABBANDONO LA TV E VADO SU PRIME , MI VEDO FILM SENZA PUBBLICITà, ME LO SCELGO, VOLENDO VEDO PURE LE VARIE CNN, PAGO 7 EURO AL MESE E QUANDO ORDINO PRODOTTI IL PACCO NON HA SPESE, CIOè IN 7 EURO C'è TUTTO, E SE FACCIO IL PARAGONE CON LA RAI CHE COSTA PURE LEI 7 EURO AL MESE E NON VEDO NIENTE , E VEDEVO REPORT E PRESA DIRETTA E BASTA, CHIEDO A MENTANA MA TELEMELONI, TELE ANGURIE E TELEPESCI CONVIENE, è PLURALE O SIAMO UNA DITTATURA, VISTO CHE MENTANA SI DICHIARA GIOVANE E A 72 ANNI, NE HA 5 MENO DI ME, VOGLIO DIRE CHE NON è GIOVANE , NE HO ESPERIENZA DIRETTA, E ACCANIRSI CONTRO CHE VUOLE DEMOCRAZIA PUZZA,MAGARI LA SUA CONPAGNA LEI SI GIOVANE SUGGERISCE AL VECCHIETTO STE COSE? PENSO PROPRIO DI Sì
Enrico Mentana ha scoperto l’emergenza democratica della televisione italiana: La7.
In un panorama mediatico in cui Giorgia Meloni può contare su un ecosistema televisivo ed editoriale sterminato e largamente benevolo col governo, Mentana si guarda intorno e individua il vero squilibrio:
“A me non fa piacere una situazione in cui parlano solo quelli di una parte e non ci sono quelli dell’altra. Ci sono due possibilità. O su La7 si apre per fare qualcosa che possa essere visto da tutti, o dato che sono ancora giovane penso che posso pure fare altro”.
Una situazione gravissima.
Soprattutto se la osservi dimenticandoti per un attimo tutto il resto.
La Rai, dove Reporter senza frontiere denuncia da tempo crescenti interferenze politiche del governo e dove ogni voce dissidente è stata sostanzialmente accompagnata alla porta.
Mediaset.
Libero, Il Giornale e Il Tempo, tutti nelle mani del senatore leghista Antonio Angelucci.
Una quantità sterminata di programmi, giornali, telegiornali, editorialisti e salotti nei quali la maggioranza trova microfoni, telecamere e divani con la stessa difficoltà con cui Salvini trova una sagra.
Ma Mentana guarda La7 e vede l’emergenza democratica.
Peccato per un piccolo dettaglio: per andare in televisione bisogna andarci.
Matteo Salvini ha passato anni a rifiutare gli inviti di Piazzapulita, spiegando apertamente che il programma di Formigli gli sembrava poco imparziale.
Giorgia Meloni ha più volte declinato gli inviti di Formigli.
Fratelli d’Italia diserta da anni quella trasmissione e Otto e Mezzo.
Perché lì succede una cosa ormai quasi esotica nel panorama televisivo italiano: i politici vengono intervistati davvero.
Lilli Gruber fa domande.
Corrado Formigli fa domande.
E quando l’ospite risponde con una sciocchezza, la sciocchezza viene contestata.
Giornalismo, lo chiamavano una volta.
Ed è proprio per questo che Otto e Mezzo e Piazzapulita danno così fastidio a una parte della destra.
Perché da Formigli e Gruber puoi andare.
Il problema è che poi devi rispondere.
Devi sederti davanti a qualcuno che conosce il dossier, ha letto i numeri, ricorda quello che hai detto sei mesi prima e magari, scandalo assoluto, ti fa pure una seconda domanda.
E infatti tanti esponenti di Lega e Fratelli d’Italia preferiscono disertare.
Rifiutano gli inviti.
Poi, miracolosamente, qualcuno guarda il conteggio delle presenze e conclude: “Vedete? Ci invitano poco”.
Meraviglioso.
La verità è che Formigli e Gruber rappresentano esattamente ciò di cui la televisione italiana avrebbe bisogno in quantità industriale: giornalisti che considerano il politico un interlocutore da interrogare, verificare, contraddire.
Formigli costruisce puntate, porta documenti, inchieste, numeri e costringe chi governa a misurarsi con una realtà che spesso preferirebbe raccontare da solo.
Gruber, con uno stile completamente diverso, fa una cosa altrettanto preziosa: incalza, interrompe quando serve, chiede conto delle contraddizioni e impedisce che Otto e Mezzo diventi l’ennesimo comizio.
E forse il punto sta proprio qui.
Per anni abbiamo sentito parlare di “giornalismo schierato” ogni volta che un giornalista faceva una domanda sgradita.
A forza di abituarsi ai tappeti rossi, perfino una sedia normale sembra una tortura.
Mentana dovrebbe essere orgoglioso di avere nella sua rete programmi come Otto e Mezzo e Piazzapulita.
Programmi dove la destra può andare, parlare, discutere e difendere le proprie posizioni.
A una sola, terribile condizione: che accetti anche le domande.
Se questa è diventata faziosità, allora sì.
Formigli e Gruber sono pericolosissimi.
Perché fanno ancora i giornalisti.
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