il mio canale you tube

il mio canale you tube
musica e video amatoriali fatti da me

Elenco blog personale

25/01/26

‘fact checking’: i controllori finanziati da Stati e piattaforme.GLI USA HANNO VOLUTO TRUMPONE SE LO TENGANO NOI NON SIAMO GLI USA.

 MICA CI VUOLE UN GENIO PER CAPIRE CHE SONO CONTROLLATI E NON SONO INDIPENDENTI, A ME è STATA CENSURATA UNA FOTO CHE RIPRENDEVA TRUMP E LA SUA INTERPRETE QUANDO DISSE CHE ITALIA E USA ERANO AMICI DAL TEMPO DELL'IMPERO ROMANO, è STATA CENSURATA E RITENUITA FALSITà, INVECE ERA GIRATA PER TUTTE LE TV E GIORNALI.

I fact checking

NON SONO INDIPENDENTI E FACEBOOK PARTECIPA ATTIVAMENTE ALLA POLITICA DI DESTRA E MANIPOLA IL SOCIAL A QUESTO PUINTO AVESSIMO GOVERNI CON PALLE A IN ITALIA E ANCHE NELLA UE L'AVREBBERO CHIUSO FACEBOOK ,OPPURE AVREBBE MESSO LIMITI,NON STIAMO NEGLI USA APPUNTO VENIAMO DALL'IMPERO ROMANO E PRIMA ANCORA DA GRECI E EGIZI, ASSIRI ECC, MA SIAMO MESSI COME SUDDITI DEGLI USA E A DIRE IL VERO SENTO IN GIRO NON SUI SOCIAL,MA GENTE VERA CHE HA LE PALLE STRAPIENE , NON NE POSSIAMO PIù, GLI USA HANNO VOLUTO TRUMPONE SE LO TENGANO NOI NON SIAMO GLI USA.

Dopo il caso Barbero e il video bloccato da Meta. Bufala ‘fact checking’: i controllori finanziati da Stati e piattaforme




https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/25/dopo-il-caso-barbero-e-il-video-bloccato-da-meta-bufala-fact-checking-i-controllori-finanziati-da-stati-e-piattaforme/8268178/

24/01/26

I NOSTRI AYATOLLAH Il caso di Meta, META è ANNI CHE CENSURA, CHE FA I SOLDI NELLA UE E NON PAGA LE TASSE CHE NOI TUTTI PAGHIAMO,PER ME SE è COSì MEGLIO OSCULARLA, CIOè FA PROPAGANDA PER FINI SUOI PERSONALI CHE POI SONO I SOLDI, I NOSTRI SOLDI

 

Marco Travaglio
I NOSTRI AYATOLLAH
Il caso di Meta,
il democraticissimo colosso dei social che fa capo a Zuckerberg e si permette di oscurare il video di Alessandro Barbero per il No al referendum in quanto sedicenti fact checker l’hanno definito “falso”,
la dice lunga sulla direzione imboccata dalle cosiddette democrazie occidentali.
Quelle che si stracciano le vesti perché l’Iran stacca Internet e non si accorgono che c’è una sola cosa peggiore dello shutdown della Rete: la censura selettiva.
Se un privato cittadino, nella fattispecie un docente universitario di Storia, non può far circolare il suo pensiero sul web perché altri privati cittadini, con autorevolezza e titoli di studio infinitamente più miseri dei suoi, hanno il potere non solo di contestarlo (cosa pienamente lecita), ma anche di farlo oscurare e squalificarlo con l’etichetta di “falso” come il Ministero della Verità di Orwell,
tanto vale spegnere tutto.
Il fatto poi che questi poliziotti del web scelti non si sa come (anzi si sa: si nominano da soli) decidano di bocciare un video perché troppo “virale”, cioè perché raccoglie milioni di visualizzazioni mentre le loro sbobbe non le guarda nessuno, aggiunge un tocco di farsa alla tragedia della censura.
Anche perché questi sfollagente, così allergici alle verità di Barbero, si guardano bene dall’oscurare le balle di politici e trombettieri del Sì.
A cominciare da Nordio e Meloni, cioè dagli autori della schiforma.
E, se lo fai notare, ti rispondono con supercazzole.
Tipo che i discorsi dei politici sono di per sé “notiziabili” e li giudica il pubblico. Cioè: un politico somaro può mentire quanto gli pare, mentre un prof universitario deve sottoporsi alle pagelle di gente magari ignorante come una capra, ma investita del potere censorio dai magnati del web e dai sinedri europei.
Le colpe di Barbero sarebbero tre.
1) Ha detto che i membri laici del Csm li sceglierà il governo, anziché la maggioranza parlamentare: come se in Italia non fosse la stessa cosa.
2) Ha notato che nell’Alta corte disciplinare e nei due Csm aumenterà il peso dei politici: e anche questo è vero, visto che per i 15 membri dell’Alta corte il rapporto 2 a 1 diventa 3 a 2 (un politico in più e un magistrato in meno);
e sia lì sia nei due Csm la quota togata estratta a sorte è molto più debole e disomogenea di quella laica nominata dal governo col finto sorteggio.
3) Ha previsto che questa deriva porterà i pm agli ordini dell’esecutivo: e questo lo dice pure Nordio, quando promette alla Schlein che col Sì non verranno più indagati neppure ministri di centrosinistra.
Ma per Nordio il fact checking oscurante non scatta.
E neppure per la Meloni che promette:
“Se vince il Sì, non vedremo più vergogne come Garlasco” (dove pm e giudici, a carriere unite, si contraddicono a vicenda da 19 anni).
Molto meglio gli ayatollah.
F.Q. 24 gennaio



21/01/26

COMUNQUE A ME FA SOLO SCHIFO TRUMP E CHI LO HA VOTATO Un’ora abbondante di delirio di un megalomane di nome Donald Trump che si presenta all’Europa in Europa, dal vertice di Davos, dettando l’agenda mondiale e impartendo ordini a metà tra il Padrino e un autoproclamato Imperatore,

 Siamo davanti a qualcosa che non avevamo mai visto negli ultimi 80 anni.


Un’ora abbondante di delirio di un megalomane di nome Donald Trump che si presenta all’Europa in Europa, dal vertice di Davos, dettando l’agenda mondiale e impartendo ordini a metà tra il Padrino e un autoproclamato Imperatore, pena la vendetta dell’uomo e del Paese più potente del mondo.
In uno sconcertante rovesciamento della realtà, ha dato la colpa dei dazi agli stessi Stati che ne sono vittime.
Si è presentato (ridicolmente) come l’uomo della pace nel mondo.
E tre secondi dopo ha rivendicato di fatto il possesso della Groenlandia, con le buone o con le cattive, in violazione di qualunque accordo e diritto internazionale.
Ha dichiarato di non voler usare la forza in Groenlandia, e il senso preciso di queste parole è: “Non costringetemi a usarla”.
Ha addirittura tirato fuori presunti debiti di guerra: “Abbiamo salvato la Groenlandia e la Danimarca è ingrata”.
Ha minacciato l’Europa nello stile di un boss.
A un certo punto lo ha detto chiaramente: “Vogliamo quel pezzo di ghiaccio. Potete dire di sì, come di no. Se dite di no, ce lo ricorderemo”.
Ha insultato a più riprese il suo predecessore Joe Biden.
Ha ridicolizzato Macron (“Diceva di essere un duro e invece…”).
Ha umiliato i migranti dandogli sostanzialmente degli squilibrati. Ha rivendicato le retate paramilitari dell’Ice.
In un delirio di onnipotenza, ha definito la sua America la più potente e forte della Storia.
Siamo nelle mani di una persona con un mix letale di narcisismo patologico, ego ipertrofico, manie di grandezza e di persecuzione, scarsissime conoscenze economiche, nessuna capacità diplomatica, una violenza verbale e un disprezzo delle istituzioni senza precedenti nella storia della democrazia.
Oggi Donald Trump a Davos ha appena inaugurato ufficialmente la nuova stagione degli imperi.
C’è un prima e forse non ci sarà un dopo.
Chiunque oggi non si oppone con ogni forza politica e democratica a questa minaccia per l’Umanità si auto-dichiara complice.

18/01/26

Maxine Waters lancia critiche dure contro Trump e mette in discussione la sua condotta

 


Maxine Waters lancia critiche dure contro Trump e mette in discussione la sua condotta
La deputata Maxine Waters ha pubblicato un comunicato in cui si scaglia contro il presidente Donald Trump: "Trump, capisco che tu pensi di essere il presidente ad interim del Venezuela, ma sei pazzo. Tutti sanno che hai invaso il Venezuela per rubare il suo petrolio. E vuoi annegare la Groenlandia agli Stati Uniti🇺🇸 perché tu e i miliardari che ti sostengono cercate di rubare i minerali della Groenlandia. Le tue attività sfacciate, imperialiste, ingannevoli e criminali ci stanno facendo perdere il sostegno dei nostri alleati e vederti per quello che sei realmente: un gangster criminale senza coscienza, morale o devozione per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza. Stai facendo si che il mondo si rivolti contro te e il nostro paese. Smettila di dire stupidaggini! "


10/01/26

lui è un assassino armato da trump che è un criminale, inutili parole per loro sono solo dei criminali

 Faccia di emme che ha coperto subito .




IL SUO NOME È JONATHAN ROSS E DI PROFESSIONE FA L'ASSASSINO
Il nuovo video scioccante dal telefono dell'assassino mostra le ultime parole gentili di Renee Good - e le cose ORRIBILI che ha detto dopo averla uccisa. Il filmato del cellulare personale di Jonathan Ross è stato diffuso ai media, e mostra senza dubbio che ha ucciso Renee Good come punizione per essersi rifiutato di farsi intimidire da lui. Le sue ultime parole sono state: "Va tutto bene amico, non sono arrabbiata con te. ” Poi inizia ad allontanarsi, senza rendersi conto che la sua gentilezza e il suo perdono sarebbero una condanna a morte. Per un uomo come Jonathan Ross, che ha passato la sua vita precedente ad uccidere persone in Iraq, il fatto che lei si sia rifiutata di farsi intimidire da lui, il suo rifiuto di essere sottomessa dal suo atteggiamento duro è stato inaccettabilmente castrante. Uomo insicuro e senza cuore, non sopportava di vederla sfidarlo, così l'ha uccisa.
Questo è stato chiarito da quello che ha detto subito dopo aver sparato: "F*tt*** d* una tr*** pu******!".
Uomini come Jonathan Ross si uniscono all'ICE perché vogliono essere temuti e rispettati, per imporre la loro volontà agli altri attraverso il potere della loro pistola e della loro uniforme. Quando questo non ha funzionato su questa donna attraente, non poteva permettere che lo sminuimento del suo ego rimanesse impunito, così l'ha ASSASSINATA. Questo chiarisce anche che, contrariamente a tutte le disgustose bugie dell'amministrazione Trump, Renee Good NON stava cercando di colpirlo — "Non sono arrabbiata con te" non sono le parole di qualcuno che sta per commettere un assalto veicolare. Portiamo questo mostro Ross di fronte a una giuria il prima possibile - e lasciamo che decidano loro se "ca***a di merda" mostra un intento malevolo di omicidio.
Patrizia Ekin Van 
Mostra meno

09/01/26

OGGI I SOCIAL FANNO PARTE DEL SISTEMA DI POTERE, SONO FALSATI E DUNQUE MELONI TU NON SEI CREDIBILE .MELONI:I VENEZUELANI CHE HANNO RIEMPITO I SOCIAL

 I SOCIAL NON SONO PIù CREDIBILI, SONO TAROCCATI,FALSATI,CI SONO FALSI PROFILI CHE DIETRO COMPENSO ADULANO POLITICI ED ALTRO, UNA VOLTA IL SOCIAL ERA Spontaneità, ERA PURE UNA RISATA GENUINA, CI SI PASSAVA IL TEMPO, LA CENSURA ERA MINIMA ED ERANO MIMINE PURE LE PRESENZE DEI POLITICI,DEI GIORNALI, DI TUTTO QUELLO CHE è POTERE, OGGI IL SOCIAL è SOLDI PER CHI NE è PADRONE, SE NON PAGHI NON HAI VISIBILITà E DUNQUE PAGHI PER AVERLA E CHI PAGA? CHI HA SOLDI E DUNQUE NON è PIù SOCIAL è COMMERCIO, è PUBBLICITà, OGGI DARE RETTA AI SOCIAL VUOL DIRE ESSERE DEFICIENTI,INVECE ANDATE A PRENDERE UN CAFFè NEI BAR, ANDATE AI MERCATI,PARLATE CON LA GENTE, NON DATE SOLDI ASTI STRONZI PATRON DEI SOCIAL, MAGARI CON MENO SOLDI TORNANO A FARE SOCIAL


https://www.dagospia.com/politica/la-sinistra-sempre-dalla-parte-sbagliata-storia-giorgia-meloni-contro-459880

“LA SINISTRA SEMPRE DALLA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA” – GRAZIE AI SOLITI GIORNALISTI “CANI DA GUARDIA”, GIORGIA MELONI HA L’OCCASIONE PER TIRARE UNA BADILATA ALLA CGIL E AI SINISTRATI CHE IN PIAZZA SOLIDARIZZANO CON IL DITTATORE MADURO: “VEDERE ITALIANI CHE SPIEGANO AGLI ESULI COSA VUOL DIRE ESSERE VENEZUELANI È SURREALE. LA RISPOSTA MIGLIORE L'HANNO DATA I VENEZUELANI CHE HANNO RIEMPITO I SOCIAL CON LA GIOIA E LA SPERANZA PER IL FUTURO. QUESTO MI INTERESSA. IL GIUDIZIO DI UNA SINISTRA CHE STA SEMPRE DA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA



07/01/26

Esistono notizie documentate riguardo alla condanna per traffico di droga del padre di Giorgia Meloni, Francesco (Franco) Meloni, risalenti agli anni ’90.

 Esistono notizie documentate riguardo alla condanna per traffico di droga del padre di Giorgia Meloni, Francesco (Franco) Meloni, risalenti agli anni ’90. Questi fatti sono pubblici, riportati da giornali italiani e ripresi da un’inchiesta di Report.

Franco Meloni fu arrestato alle Canarie nel 1995 , essendo stato trovato con 1500 kg di droga e fu condannato a 9 anni di carcere per traffico di stupefacenti.
Non intendo, con questo post, entrare nel merito della questione, ma solo riflettere su quanto la patriota de noantri ha oggi dichiarato riguardo all'intervento del bandito USA in Venezuela. Stando a quanto a detto, sarebbe stato legittimo bombardarle casa per eliminare il padre narcotrafficante?
Siate seri!..Vi ricordo che: Siete stati..eletti x governare il paese TUTTO..non x fare gli interessi e la SERVA DEGLI USA ‼️‼️ 
Mostra meno



05/01/26

DUE COMPLESSATI FUORI DI TESTA, GLI USA CON TRUMP SONO IN DECLINO, SONO I PAZZI A ROVINARE GLI IMPERI E TRUMP LO è PURE MELONI LO è






E’ mai possibile amici di qualsiasi estrazione siate , che alle soglie degli anni tremila , in un mondo logorato dalle guerre , frustrato da disuguaglianze sociali che dovrebbero farci vergognare , il risultato possa essere quello di aver consegnato le chiavi della esistenza umana a personaggi che parlano ancora oggi di supremazia ,di conquista , di annientamento ?
Bloccato da una super influenza mi sono inflitto la pena di ascoltare in diretta il discorso di Trump dopo il golpe in Venezuela.
Chiunque abbia misurato quelle parole ha capito che non siamo davanti ad un pazzo ( formula generica spesso autoassolvente ) ma è molto peggio : siamo chiaramente di fronte ad un soggetto con un gravissimo deficit cognitivo e quel che più spaventa e’ che sia riuscito a creare un entourage di individui di pari capacità. Se non saranno gli americani a mettere uno stop a questo soggetto l’umanita‘ intera dovrà pagarne le conseguenze .
L’Italia ormai e’considerata una dependance da Trump il quale dopo aver circonvenuto la nostra “ albergatrice “ sa che non ha neppure il bisogno di consultarla , probabilmente schifato anche lui da tanta piaggeria .
Intanto sappiate che Trump ha voluto che l.’Italia acquistasse armi e sistemi d’arma completamente di matrice Usa perché nel caso c’è ne fosse bisogno , l’America darebbe l’OK solo per usarle contro i nemici scelti da loro stessi .
Potevamo cadere in basso , ma ridotti a utili idioti degli americani non siamo che uno stupido bersaglio .

04/01/26

compera da un hanker pagine all'insaputa della proprietaria

madhu sudhan

lucia aria da bj thu  tòan quyeln kèm soat  22.07 23 thàng 12 2025


xòa lucia aria khòi  trang 22:07 23 thàng 12 ,2025


manh hùng

tinh nang cho  phèp nhan tin dang on  21:28 23 thang 12 2025  


madhu sudhan

mnh hùng dà duoc càp  toàn quyen keiem soat  16:15 22 thàng 12 2025


manh hùng da duoc them vaò trang và cò thè thuc hien càc hành dong sau day : hoat  dong trong cong dòng tin nhàn , thòng tin chi tièt ,quàng cào , noi dung ,quyèn 

16:15 22 thàng 12 2025

anna quercia


bm 250 dà duòc thèm vào trang va cò thè thuc hièn càc hành dòng sau day. doanh thu hoat dong trong cong dong  tin nhan , trong tin chi tièt, quàng càuo, noi dung ,quyen 

15.27 22 than  12 2025


A anna quercia

dà xàc nhàn quyen so hùu trang 

15:48 22  thàng 12 2025


lucia aria

dà tham gia nhòm davide amore a 5  04:48 13 thàng 2 , 2025


lucia aria

dà ròi khoì nhòm curiosando si impara 

01:54 6 thang 9 2024


traduzione

Madhu Sudhan

A Lucia Aria è stato concesso il controllo completo 22:07 23 dicembre 2025


Rimuovi Lucia Aria dalla pagina 22:07 23 dicembre 2025


Manh Hung

La funzionalità consente l'invio di messaggi online 21:28 23 dicembre 2025


Madhu Sudhan

A Manh Hung è stato concesso il controllo completo 16:15 22 dicembre 2025


Manh Hung è stato aggiunto alla pagina e può eseguire le seguenti azioni: attività nella community dei messaggi, dettagli, pubblicità, contenuti, permessi

16:15 22 dicembre 2025

Anna Quercia


bm 250 è stato aggiunto alla pagina e può eseguire le seguenti azioni: entrate dai messaggi della community, dettagli, pubblicità, contenuti, diritti

15:27 22 dicembre 2025


Anna Quercia

ha confermato la proprietà della pagina

15:48 22 dicembre 2025


Lucia Aria

è entrato nel gruppo Davide Amore a 5 04:48 il 13 febbraio 2025


Lucia Aria

ha lasciato il gruppo Curiosando Si Impara

01:54 6 settembre 2024








01/01/26

VERGOGNA,VERGOGNA, VERGOGNA

 


LA COLPA DEI PADRI NON RICADE SUI FIGLI SAPERE COSA HANNO FATTO NELLA VITA È GIUSTO CONOSCERE POST PRESO SUL WEB

 



LA COLPA DEI PADRI NON RICADE SUI FIGLI SAPERE COSA HANNO FATTO NELLA VITA È GIUSTO CONOSCERE

POST PRESO SUL
WEB
Il padre di Mattarella, Bernardo, citato da Gaspare Pisciotta durante il processo per la strage di Ginestra della Portella come uno dei mandanti dell'omicidio.
Ho scaricato e detengo i verbali istruttori della Sezione Istruttoria della Corte di Appello di Palermo, n. 1/1954 reg. gen. dell’Ufficio del Procuratore Generale, e n. 4/1954 dell’Ufficio Istruzione che comunque non sono difficili da consultare.
Sono atti ufficiali e anche se le indagini sono state per così dire "politicamente" depistate, sottoposti per lungo tempo a segreto di Stato (?), messe da parte e seppellite quelli restano.
Si tratta del procedimento penale contro Giovanni Provenzano, Pietro Licari, Vincenzo Italiano, imputati della strage di Portella della Ginestra.
Le accuse erano state formulate al processo di Viterbo da Gaspare Pisciotta che, a differenza di quanto risulta dal Rapporto giudiziario sulla strage (n. 37 del 7 settembre 1947) aveva fatto nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, sconfessando le tesi delle versioni ufficiali.
Gaspare Pisciotta fu arrestato il 9 dicembre del 1950 e nel processo che si tenne a Viterbo, per la strage di Portella delle Ginestre, ammise di avere ucciso Giuliano nel sonno.
Dichiarò che l’incarico di procedere all'eccidio fu dato a Giuliano personalmente dal ministro dell’Interno, il democristiano siciliano Mario Scelba e che la strage di Portella delle Ginestre era stata ordinata dal democristiano Berbardo Mattarella (padre del presidente della repubblica) e dai monarchici Alliata di Montereale e Cusumano Geloso’’.
Pisciotta si era rifiutato di seguire Giuliano i quella strage contro i suoi stessi concittadini.
Il 9 febbraio del 1954 Gaspare Piscitta fu "stranamente" assassinato in carcere tramite un caffè avvelenato.
Il boss di cosa nostra negli Stati Uniti Bonanno nel suo libro cita testualmente
Bernardo Mattarella padre dell'attuale presidente della repubblica raccortando come venne da questi accolto con tutti gli onori al suo arrivo a Ciampino qualche tempo prima di quel dieci ottobre del 1957 quando si svolse all’Hotel delle Palme di Palermo il più grande summit tra le famiglie italiane di cosa nostra e quelle insediate oltre Oceano.
Enzo Biagi per due volte, il 13 marzo del ’92 e il 15 agosto del ’98, sul Corriere della Sera, racconterà l’accoglienza di Bernardo Mattatella (padre del presidente della repubblica) a Ciampino.
La famiglia Mattarella, che non ha lesinato querele ai giornalisti che hanno fatto presente la questione, si è però ben guardata di citare in giudizio il boss Bonanno né di chiedergli una semplice smentita.
Inoltre Bernardo Mattatella (padre del presidente della repubblica) ha sposato Maria Buccellato Rimi (madre dell'attuale presidente della repubblica), un cognome che appartiene alla storica famiglia della mafia di Castellammare.
Il boss locale si chiamava Antonino Buccellato e aveva sposato Antonina Rimi, figlia di Vincenzo e sorella di Filippo, indicati dagli investigatori quali capi mandamento di Alcamo e ritenuti tra i primi ad avere rapporti diretti con la politica.
Alla luce di questi fatti documentali, che chiunque può consultare e verificare, forse come presidente repubblica sarebbe stato opportuno indicare una figura istituzionalmente meno inquietante.
Dovrebbe essere inutile ricordare che la figura del presidente della Repubblica per costituzione è obbligata ad essere garante di tutti gli italiani e non di una parte o di poteri estranei al popolo italiano e spesso anche estranei alla stessa italia.
Qualsiasi cosa dica questo individuo, mai in mio nome.

11/12/25

CROLLO DELLA CASA BIANCA! Trump chiede l'immunità dalla Corte Penale Internazionale — e minaccia sanzioni se non le mantengono.

 COMUNQUE è UNA VERGOGNA CHE GLI USA ABBIANO SCELTO STO  CRIMINALE COME PRESIDENTE, VOGLIO DIRE CHE IL POPOLO USA IN MAGGIORANZA è IGNORANTE E  LA MINORANZA DEGLI ELETTORI è CRIMINALE, OSSIA I VARI MILIARDARI CHE PUR DI ESSERE LORO RICCHI SFASCIANO IL MONDO,OSSIA SONO CRIMINALI

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1371641085067462&set=a.201905705374345



BREAZZING: CROLLO DELLA CASA BIANCA! Trump chiede l'immunità dalla Corte Penale Internazionale — e minaccia sanzioni se non le mantengono.


In una mossa che urla coscienza colpevole, la Casa Bianca di Trump ha appena lanciato una minaccia uscita da un film mafioso: promettete di non perseguire Donald Trump, o sanzioneremo la Corte Penale Internazionale.

Sì, hai letto bene. L'amministrazione sta apertamente facendo pressione sul più alto tribunale mondiale per i crimini di guerra affinché prometta che non indagherà mai sul presidente, sul vicepresidente o nemmeno sul segretario alla guerra — né ora, né nel 2029, né mai.

Secondo Reuters, i funzionari di Trump hanno ordinato alla CPI di ritirarsi immediatamente e di abbandonare tutte le indagini in corso, comprese le indagini sulle truppe statunitensi in Afghanistan e sulla leadership israeliana riguardo alla guerra a Gaza. Se non lo fanno? L'amministrazione minaccia di imporre sanzioni non solo ai funzionari della CPI ma alla stessa corte, cercando di fatto di mettere in difficoltà il principale luogo di giustizia mondiale per le atrocità.

Per un presidente che ama sfogarsi su "legge e ordine", Trump sembra improvvisamente terrorizzato da... Controlla gli appunti... legge e ordine.

Non si tratta solo di una dimostrazione senza precedenti — è un vero e proprio attacco alla giustizia internazionale. Gli Stati Uniti non hanno mai firmato lo Statuto di Roma del 2002 che ha creato la CPI, ma nessun presidente americano ha mai tentato di costringere la corte a concedere loro l'immunità a vita. Questo è un comportamento da repubblica delle banane da parte di una Casa Bianca disperata di mettere Trump al di sopra della portata della responsabilità globale.

E il motivo? Un funzionario di Trump lo ha chiarito con un'onestà sorprendente: c'è "crescente preoccupazione che nel 2029 la CPI rivolgerà la sua attenzione al presidente."

In altre parole: Trump teme che un giorno dovrà affrontare indagini per le sue azioni — e sta cercando di fermare quel futuro prima che arrivi.

Il messaggio dell'amministrazione è chiarissimo: perseguite Trump e affrontate ritorsioni dalla più grande superpotenza mondiale. Lascia cadere le valigie, altrimenti.

Ma ecco la verità che Trump non può sanzionare: se chiedi l'immunità in anticipo, la gente si chiederà di quali crimini temi di essere accusato. E a giudicare da questo capriccio, la lista di Trump deve essere lunga.

Benvenuti all'ultimo capitolo del continuo test di stress della democrazia americana — dove il presidente non nasconde più la sua disperazione di sfuggire alla responsabilità, ma minaccia il sistema giudiziario globale affinché ciò accada.

28/11/25

melona:se si votasse oggi, con l’attuale legge elettorale prenderebbero 60 seggi in meno.

 Dunque, in sostanza questi nelle ultime ore si sono fatti i conti e, 😂

Conseguentemente, riformarla è diventato urgente, incalzante, impellente. Come la riforma della giustizia: d’altronde lo 0,8% dei magistrati che cambiava carriera era un problema abnorme che non poteva attendere oltre. L’idea di base è fantastica: via i collegi uninominali (dove perderebbero), sì al proporzionale. E premio di maggioranza che dal 40% ti dà il 55% dei seggi. E sì anche alle preferenze. Però non per tutti, no (e questa è la cosa che mi manda di più ai matti). Chi è potente ma impopolare, gli diamo la lista bloccata. Tutti gli altri a preferenza. Così quelli che fanno il parlamentare da cinque o sei legislature se ne stanno comodi al calduccio, mentre tutti gli altri via a prendere voti. E non ci sarà alcun rinnovamente. Però poi dicono che serve ad avvicinare le persone al voto, a combattere l’astensionismo. Bello cambiare le regole le regole del gioco quando sai di perdere.


20/11/25

CHI SPIA IL PRIVATO , è SOLO UNA SCHIFEZZA, POI DEVE ASPETTARSI UNA GRANDE COALIZIONE, NON LA SOPPORTIAMO PIù LO MELONI

 CHI SPIA IL PRIVATO , è SOLO UNA SCHIFEZZA, POI DEVE ASPETTARSI UNA GRANDE COALIZIONE, NON LA SOPPORTIAMO PIù LO MELONI, LO DICO IO CHE  DI GAROFANO E  DI UNA BUONA PARTE DEL PD ME NE FOTTO, OSSIA NON MI PIACCIONO,MA SE PER LICENZIARE QUESTO GOVERNO CI VOGLIONO I VARI GAROFANO E POTERI FORTI E FORTINI CHE VUOI FARE, BEN VENGANO.
7 MILIONI DI POVERI ASSOLUTI E VARI BUONI A CHI GOVERNA,QUESTO NON è UN GOVERNO PER IL POPOLO è SPOLPARE IL POPOLO, CHE DIRE POI DELLO STILE DELLA DONNA PRESIDENZIALE CHE SFOGGIA VESTITI DA CAFONA, GIOIELLI ,TRUCCO DA INFLUENCER, OSSIA CI CREDE DEFICIENTI? DONNA è ALTRA COSA, SI UNA DONNA CHE COMANDA è MODESTIA, BUON GUSTO, NON SFOGGIA UNA CHE SA CHE CI SONO 7 MILIONI DI POVERI ASSOLUTI, NON SI ACCOMPAGNA ALLA PEGGIO RAPPRESENTANZA DEL PIANETA CHE SONO UN TRUMP, Netanyahu,ORBAN ECC, NON SI PORTA AL
 POTERE LA FAMIGLIA CHE SPROLOQUIA, LA SORELLA 
SOLO A VEDERLA VIENE IL MAL DI STOMACO
INSOMMA UNA DONNA  è ALTRO, BASTA VEDERLE LE VARIE 
DONNE POLITICHE AL POTERE, SONO MOLTO ATTENTE
A NON STRAFARE, SONO SOBRIE, GIELLI QUASI 
NULLA, STRAPARLARE NIENTE, INSOMMA SI DIMOSTRA 
PER LA CAFONA CHE è



ABBIAMO GIà PROVATO, QUANDO NAPOLITANO MISE MONTI, SE I CONTI NON TORNANO IL CAPO DELLO STATO è Lì PER SALVARE IL SALVABILE E CON MELONI C'è UN SPANDI E SPANDI PER GLI AMICI E PER SE STESSA E LA GENTE ALLA FAME, 6 MILIONI DI POVERI ASSOLUTI NON SONO VIRGOLE DI NUMERI, SONO NUMERONI, SONO PERSONE, 
NON TIFO GAROFANI, ANZI NON MI PIACE,MA SE UNO VA A CENA E VIENE REGISTRATO SU QUELLO CHE PENSA DELLA MELONI E DA QUESTA SI PRETENDE IL LICENZIAMENTO DA PARTE DEL CAPO DELLO STATO è DELIRIO ACUTO DI UNA CHE OLTRE AD ESSERE CAFONA è PURE SPIONA


15/11/25

iL CASO EPSTEIN TORNA IN SCENA Ora coinvolge Trump e il suo rapporto con Putin. Inoltre, ora il Congresso dispone del numero di voti necessario per approvare la risoluzione

 


IL CASO EPSTEIN TORNA IN SCENA

Ora coinvolge Trump e il suo rapporto con Putin. Inoltre, ora il Congresso dispone del numero di voti necessario per approvare la risoluzione

In teoria, la Camera dei Rappresentanti è tornata a Washington per ripristinare immediatamente il finanziamento del governo federale. Ma la prima cosa che ha fatto il comitato per la supervisione della Camera è stato pubblicare una serie di email appartenenti a Jeffrey Epstein in suo possesso. Per lo più si tratta di messaggi indirizzati a Ghislaine Maxwell, compagna e complice di Epstein, e allo scrittore-fantacannibale Michael Wolff.

In alcune email, Epstein afferma che Trump avrebbe trascorso molto tempo con una donna che i democratici definiscono oggi vittima di sfruttamento sessuale da parte di Epstein. Altre email contengono un passaggio in cui Epstein sostiene che Trump “era al corrente delle ragazze” — chiaramente riferendosi alla dichiarazione di Trump secondo cui avrebbe cacciato Epstein dal suo club a Mar-a-Lago perché attirava le giovani donne che vi lavoravano. Le email sono state pubblicate dai democratici del comitato per la supervisione.

Trump non ha mai ricevuto né inviato messaggi direttamente legati al caso Epstein — almeno per quanto ne sappiamo. Non è mai stato accusato di reati penali in relazione a Epstein o a Maxwell. Eppure, i titoli dei media mainstream suonano così: «Trump viene menzionato numerose volte nelle email di Epstein» e «Trump sapeva tutto degli affari di Epstein».

Sono state inoltre pubblicate comunicazioni in cui Epstein afferma di aver cercato di trasmettere informazioni su Trump alla Russia attraverso l'Ambasciatore russo presso l’ONU, Vítali Churkín, deceduto nel frattempo. Poco prima dell’incontro tra Putin e Trump a Helsinki nel 2018, Epstein ha scritto a Thorbjørn Jagland, ex Primo Ministro norvegese allora a capo del Consiglio d’Europa: «Penso potresti suggerire a Putin di far parlare Lavrov con me di [Trump]». In un altro messaggio si legge: «Churkín è stato fantastico. Ha capito Trump dopo le nostre conversazioni. Non c’è niente di complicato. Basta incontrarlo per capirlo — proprio così semplice».

L’immagine mediatica che emerge è chiara: (A) Trump è implicato; (B) La Russia ne sa qualcosa. Nessuna prova concreta supporta questa narrazione, ma c’è sempre modo di ribattere: molti documenti del caso Epstein non sono ancora stati resi pubblici, quindi «bisogna assolutamente investigare sulle connessioni tra Trump ed Epstein». E poi — nuova aggiunta — ritorna il vecchio racconto democratico secondo cui «Putin avrebbe materiale compromettente su Trump». In passato si diceva che quel materiale fosse stato raccolto durante il soggiorno di Trump a Mosca alla fine degli anni ’80; ora si insinua che sia stato consegnato da Jeffrey Epstein. Considerando che Trump si è opposto alla divulgazione completa dei documenti su Epstein e a una nuova inchiesta sulla sua morte, ecco un ulteriore motivo per sospettarlo: nasconderebbe prove incriminanti.

Un altro evento che contribuisce al nuovo clamore sul caso Epstein è il giuramento del nuovo membro della Camera dei Rappresentanti, la democratica Adelita Grijalva. Da tempo, Grijalva si è battuta per l’approvazione di una risoluzione che richieda la piena apertura dei fascicoli su Epstein. Ora, nella Camera bassa esiste finalmente la maggioranza necessaria — 218 voti — per farla passare.

Insomma, si preannuncia un Natale movimentato per Trump…

Dmitri Drobnitsky